Capitolo 21

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«Di che cosa volevi parlarmi?» domanda Giulio guardandomi, essendo che è più di cinque minuti che sono zitta a guardare il cemento.

Devo pensare bene a cosa dire.

«Mi sono baciata con Alessandro» dico tutto di un fiato e chiudo gli occhi.

«Che cosa?» finge di non aver capito.

«È stato... è stato uno sbaglio te lo giuro. Io- io non volevo, credimi ti prego» mi cade una lacrima.

Senza dire nulla, si allontana da me.
Era deluso e glielo si leggeva in faccia.

«Ti prego Giulio perdonami» vado dietro di lui e lo tiro da un braccio per farlo girare verso di me.

«Elizabeth lasciami stare. Ho bisogno di ragionare cazzo, tu mi piacevi!» lo guardo e noto i suoi occhi farsi lucidi.

«Tu mi piaci ancora. Ti prego perdonami, non so perché l'ho fatto» il mio volto viene rigato da un po' di lacrime che asciugo subito.

«Lasciami pensare per favore. Ti scriverò io quando sarà il momento» si dimena dalla mia presa e si allontana sempre di più da me.

Ero furiosa.
Ma non con lui, con Alessandro.

Perché cazzo mi aveva baciata? Lo sapeva che io fossi fidanzata, eppure non ha esitato...

Ma sono furiosa anche con me, perché ho permesso di farmi baciare e soprattutto ho ricambiato...

Fanculo!

A passo svelto vado in cerca del ricciolino, e a mia sorpresa, trovo il mio gruppo che parlava con il suo.

Prendo per il polso Alessandro e lo porto via da lì.

«Che cazzo di problemi hai?!» chiede lui mentre si dimenava dalla mia presa.

«Perché cazzo mi hai baciata l'altra sera!» alzo la voce.

«Di che cazzo stai parlando?» chiede.

«Ma davvero? Fai finta di non ricordare nulla?!» mi altero sempre di più.

«Ci siamo baciati?» fa una risatina.

«Vai a farti fottere Alessandro» faccio per andare via ma mi blocca prendendomi per il polso.

Mi ritrovo contro il muro con lui davanti a me.

«Non provare più a parlarmi in questo modo principessa. È chiaro?» dice calmo spostandomi i capelli dietro l'orecchio.

«Io ti parlo come mi pare.» rispondo scorbutica.

«Ahh Elizabeth, ho una voglia matta di zittirti» scuote la testa lentamente leccandosi il labbro.

Rimango impalata senza dire nulla e distolgo lo sguardo da lui, mette una mano dietro il mio collo e mi obbliga a guardarlo negli occhi.

«Ciao principessa» si allontana.

Sbuffo e mi tocco il collo, dove poco prima c'era la sua presa.

«Hey Beth» mi affianca Said per poi prendere due sigarette dal suo pacchetto.

«C'è un mio amico che ti vorrebbe conoscere.» me ne porge una, che accendo per poi aspirare.

«No guarda Said, non sono in vena di nuove conoscenze» scuoto la testa.

«Beh conoscetevi prima in amicizia, e poi chissà» fa spallucce e mi prende per il polso per poi portarmi davanti al suo amico.

«Lui è Salim» lo guardo bene ed è un bel ragazzo, porta l'orecchio e ha il taglio al sopracciglio.
Mi ricorda qualcuno...

«Io sono Elizabeth, piacere» gli porgo la mano che afferra saldamente.

Mi sento bruciare con lo sguardo da qualcuno, giro la testa per cercare di capire chi fosse e vedo Alessandro in lontananza che ci guarda.

«Noi vi lasciamo da soli.» Said e altri amici di Salim si allontanano da noi.

«Allora come va?» iniziamo a camminare senza una meta precisa.

«Mh potrebbe andare meglio» entriamo dentro uno dei tanti vicoli della nostra città.

«Come mai? Se posso sapere» si avvicina a me.

Iniziamo a parlare e sinceramente non lo vedo molto interessato.
Una volta arrivati in un posto isolato posa le sue labbra sulle mie.

Cerca di baciarmi più appassionatamente
ma io mi sposto.

«Scusami è che, mi sono appena lasciata e poi neanche ti conosco.» lo guardo negli occhi.

«Sai, qualche volta mi-» cerco di spezzare il silenzio imbarazzante ma senza neanche darmi tempo di finire la frase mi interrompe.

«Sei così fottutamente noiosa» sbuffa e lo guardo un po' triste dalle sue parole.

«Ti sei mai chiesta perché ogni ragazzo che ti si avvicina, dopo averti scopata se ne va senza interessarsi a cosa hai da dire?» sputa fuori senza pensarci.

«Perché a nessuno frega un cazzo di cosa hai da dire, ti vogliono solo scopare perché sei figa» a quelle parole mi si spezza il cuore.

«Non sai un cazzo di me» dico con voce spezzata

«So abbastanza...» fa spallucce.

Appena mi lascia da sola scoppio a piangere.
Le sue parole mi hanno ferita come non mai.

Come coltelli infilzati nel mio cuore.

«Beth perché piangi?!» corre verso di me Amine.

«Sono una persona noiosa?» chiedo e scuote la testa non capendo.

«No, no che non lo sei. Ma perché stai piangendo?» mi obbliga a guardarlo negli occhi.

«No nulla» asciugo le lacrime cadute e mi sistemo il trucco dalla fotocamera del telefono.

«Dai dimmelo» insiste.

«Nulla Amine davvero» gli faccio un sorriso forzato e ritorniamo dagli altri come se nulla fosse.

Vedo Salim ridere e scherzare con gli altri suoi amici ma poi mi cade lo sguardo su Alessandro, che mi stava guardando stranito.

Lo vedo venire incontro a me e sbuffo.

«Perché cazzo stai piangendo?» torreggia su di me mentre io cercavo di spostarmi dalla sua figura.

«Non sto piangendo» faccio finta di nulla.

«Lasciami stare Alessandro» dico non appena mi porta lontano da tutte quelle persone.

«Che cosa cazzo è successo Elizabeth» domanda serio davanti a me.

«Ho detto nulla» alzo la voce.

«Ancora che menti? Riconosco quando lo fai» alza gli occhi al cielo.

«Ha detto che sono una persona noiosa e che tutti si avvicinano a me solo per scoparmi...» guardo in basso.

«Chi? Chi l'ha detto?» alza la voce a sua volta ma non riceve risposta.

«Salim? Quel coglione?» annuisco.

«Lo ammazzo» fa per andare via ma lo blocco mettendogli una mano nel petto.

«Tu hai fatto la cosa che mi ha detto lui svariate volte. Sei un incoerente e basta se andresti lì ad "ammazzarlo"» lo lascio senza parole e me ne vado.

«Io vado a casa... ciao Celine. Ciao» saluto tutti i miei amici e me ne ritorno a casa.

Incapable of LovingDove le storie prendono vita. Scoprilo ora