Poche ore dopo finalmente ritorno a casa mia, da quanto sono esausta non mi reggo più in piedi, questa serata mi ha stancata fin troppo.
Mi fiondo sul letto e ancora con il vestito addosso mi addormento profondamente.
Non molto tempo più tardi sento il mio cellulare squillare, e appena guardo chi fosse a chiamarmi faccio un sorriso a trentadue denti.
La persona che mi sta chiamando è Alessandro...
Rispondo dopo pochi secondi e lo sento blaterare qualcosa di insensato che non ho capito, gli chiedo spiegazioni ma non risponde.
«Alessandro dimmi» sbuffo innervosita.
«Io ci ho provato, io ci ho provato davvero cazzo!» lo sento sospirare per poi dare un colpo a qualcosa di molto duro vicino a lui.
«A fare che cosa?» cerco di capirlo.
«A dimenticarmi dei tuoi fottutissimi occhi porca puttana» fa una pausa di molti secondi.
«Io ti amo Elizabeth, e che la gente mi chiami egoista perché sa che ti farò soffrire, non mi importa. Io ti voglio al mio fianco, e non mi rassegnerò finché tu non starai con me.» rimango senza parole.
«Tu meriti il meglio, io diventerò
una persona migliore per te».
«Forse sto dicendo tutto questo perché sono un po' ubriaco ma è quello che penso» conclude.
«Ale ma dove sei?» gli domando.
«Sto venendo da te a piedi, non so quanto ci metterò ma ti voglio vedere, ora più che mai» sospiro e mi alzo dal letto per poi mettermi le scarpe.
«Dimmi la via che ti vengo a prendere, non ho intenzione di farti venire a piedi nelle condizioni in cui sei» dopo essermi fatta dire la via, esco di casa.
Lo raggiungo nel luogo in cui mi ha detto di essere e lo vedo fumare una sigaretta.
«Andiamo a casa Ale dai» gli porgo il casco ma prima che potesse prenderlo tira da dietro la schiena un pacchetto regalo.
«Buon natale in anticipo Principessa» a quelle parole mi vengono le farfalle nello stomaco e con il sorriso gli prendo il regalo.
«Lo apro a casa, qua è freddo, andiamo» gli faccio cenno di salire e fa come detto.
Guido fino a casa e appena apro la porta va in camera mia velocemente, lo raggiungo e mi metto a sedere sopra il letto per aprire il pensierino.
«Quando l'ho visto ho pensato subito a quando mi dicevi che lo volevi tantissimo» sorride appena vede la mia faccia sorpresa e sorridente.
«Grazie Ale, mi piace tanto!» lo vado ad abbracciare per poi dargli diversi baci a stampo sulla bocca.
Mi ha regalato l'orsacchiotto di peluche che fa finta di respirare, lo apprezzo così tanto.
«Io non pensavo che avremmo mai riparlato quindi non ti ho fatto nulla... però rimedierò!» gli sorrido per poi baciarlo nuovamente.
«Tu mi fai soffrire Alessandro» dico con il fiatone fra un bacio e l'altro.
«Non sai quanto lo fai tu principessa» risponde.
«Ricominciamo da capo...» continua.
Il bacio diventa più appassionato e con forza mi sbatte contro il letto per poi togliermi la maglietta e scendere sempre di più fino ad arrivare al ventre.
«A-Ale» sospiro buttando indietro la testa nel momento in cui poggia la lingua nella mia intimità.
Metto le mie mani nei suoi morbidi riccioli e cerco di contenermi ma non riesco, gemo come non ho mai fatto... o almeno, come non ho mai fatto con gli altri.
Lui mi fa sempre questo effetto, ed è anche per questo che non riuscirò mai a stargli lontana.
Continua così fino a farmi sentire il piacere farsi strada in tutto il mio corpo, ritorna su e mi bacia, si toglie i pantaloni e con forza entra dentro di me.
«Da quanto è che desideravo questo momento» butta indietro la testa chiudendo gli occhi.
«Questa sera ti farò provare emozioni che mai hai provato in vita tua Elizabeth. Questa sera è il giorno che ho aspettato per un mese...» si ferma.
«Mi sentirai ovunque» da una spinta decisa.
«E ti sentirà chiunque. Spero per i vicini che si siano già messi i tappi» prende il via facendo scricchiolare il letto ogni millesimo di secondo.
Cambiamo posizione e mi mette a novanta davanti a lui, continuando a spingere potentemente. Mi prende per i capelli e gli chiude in un pugno per poi tirargli aiutandosi per le spinte.
Nella stanza echeggiava il suono dei nostri gemiti e sopratutto quello dei nostri corpi che si scontrano continuamente l'uno contro l'altro.
Viene dentro di me e subito dopo vengo pure io.
«Ti amo più di qualsiasi cosa» mette un braccio attorno alle mie spalle e si accende una sigaretta.
«Anche io» dico poggiando il mento sul suo petto mentre lo guardo fumare, mi guarda e scuote la testa come per dire "che c'è".
Non mi fa neanche iniziare a parlare che mi prende per mano, spegne la sigaretta nel posacenere sul comodino e inizia a guardarmi negli occhi.
«Domani visto che è la vigilia, io e tutta la mia famiglia facciamo il cenone, vuoi venire?» quella domanda mi spiazza e alzo le sopracciglia.
«Vabbè se non vuoi venire puoi dire anche di no eh» sorride visto che sono in silenzio da svariati secondi e incantata sulla sua faccia.
«Si scusa stavo pensando. Mi farebbe un sacco piacere venire» mi prende il viso e posa dolcemente le sue labbra morbide sulle mie.
«Dai ora dormiamo che si è fatto tardi, buona notte Ale» gli do un bacio a stampo e mi metto con tutto il corpo sotto le coperte.
Sento la sua mano nel fianco e sorrido per poi mettere sopra la sua, la mia.
-
La mattina dopo mi sveglio con il sorriso stampato in faccia, sveglio pure il ragazzo affianco a me e lo bacio non appena apre gli occhi.
«Buona vigilia ricciolino» esco da camera mia e vado in cucina per preparare la colazione.
«Come mai tutto questo entusiasmo?» chiede lui con voce rauca appoggiando il braccio alla parete.
«Perché fra poco è natale!» esclamo.
«Ora sei pregato di andar via, devo fare mille cose stamattina fra cui il tuo regalo. Ciao!» gli do un bacio sulla guancia al volo e lo caccio fuori di casa dopo aver preso le sue scarpe e il giubbotto.
Mi preparo velocemente e un po' di minuti dopo esco di casa per andare in centro.
Dopo ore e ore passate nei negozi a cercare di trovare il regalo perfetto per Alessandro mi viene in mente una cosa che mi rammenta sempre.
Il regalo in questione è la Playstation 5, dopo esserla andata a comprare, compro il regalo per la mia amica che mi è uscito al babbo natale segreto.
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Incapable of Loving
Romance«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
