FANFICTION CONCLUSA.
I protagonisti di questa storia sono due: Daryl Dixon e Melissa, un personaggio inventato da me che andrà a legarsi alla storia dei protagonisti della serie che già conosciamo. Melissa è una ragazza italiana rimasta intrappolata...
Seguii Carol, uscimmo da casa e ci dirigemmo verso la piazza. Per strada c'erano un sacco di persone, mi continuavano a fissare, chi incuriosito, chi spaventato e chi spacciato. Chiusi la zip della felpa al massimo e mi avvicinai di più a Carol, che proseguiva a passo deciso. Arrivati in piazza Carol si mise vicino a Rick e io mi tenni più distante, cercando di farmi vedere poco. Non mi accorsi subito che vicino a me, un po' più indietro c'era Daryl, lo trovai a fissarmi e a distogliere lo sguardo appena lo scoprii. Era silenzioso e si sapeva mimetizzare bene, aveva davvero qualcosa di diverso rispetto agli altri, ma non riuscivo a capire bene. Continuavo a guardarlo di sottecchi quando Rick salì sul piccolo palco che avevano costruito. Non era molto alto, era fatto solo per rendere visibile il capo a tutti, senza elevarlo troppo al di sopra degli altri. <Gente, abbiamo buone notizie. Abbiamo recuperato una quantità cospicua di cibo, armi e medicinali.> La folla lo interruppe con delle grida di trionfo e Rick si fermò ad ascoltare la sua gente esultare, con un sorriso in faccia. <Abbiamo anche trovato alcuni degli uomini rimasti di Negan> Ora non volava una mosca, il viso della gente intorno a me parve spegnersi, un'aria tesa e triste ora coinvolgeva tutti quanti. <Li abbiamo sistemati, non ci daranno più fastidio. Ci rimane un altro avamposto da sistemare di quelli di cui siamo a conoscenza, dopodiché dovremmo essere a posto.> La gente stava mormorando, annuivano, qualcuno accennò un sorriso e un gesto di vittoria, ma l'umore era ancora basso, Negan doveva aver fatto passare un brutto periodo a tutti loro. Quello che faceva alla gente al Santuario lo sapevo fin troppo bene, ma ciò che faceva alla gente fuori non ne avevo idea. Erano stati due mesi di buio per me, se non quando mi portavano da un avamposto a un altro. Le mie gambe tremarono leggermente ma riuscii a non cadere. Mi morsi forte il labbro, molta gente mi stava guardando. Poi capì perché. Anche Rick mi stava guardando, e tutti erano curiosi di sapere chi era quella ragazza nuova che il capo stava fissando. Feci un piccolo passo indietro, sarei scappata, mi sarei nascosta da quegli sguardi se una mano non si fosse posata sulla mia schiena, gentile ma decisa. Riconobbi la voce dell'arciere. <Resta qui>Era un ordine, il tono non lasciava fraintendere. Eppure la mano lasciò subito la mia schiena e lo vidi piazzarsi affianco a me, mentre mi lanciava uno sguardo profondo. Rick riprese a parlare. <Tutto questo, ci è stato reso possibile da questa ragazza> nell'indicarmi, tutte le teste si girarono verso di me. <è con noi da poco, è stata prigioniera di Negan, ed è solo grazie alle informazioni che ci ha dato che siamo riusciti a trovare ciò che abbiamo trovato. Quindi vi prego di dare il benvenuto a Melissa nella nostra comunità.> vidi qualcuno annuire e sorridermi, mentre altri rimasero fermi fissandomi con diffidenza e durezza. Mi avevano invitata all'interno della loro comunità, ma io, cosa volevo? L'idea di un posto sicuro era allettante certo, ma quanto potevo fidarmi? Dovevo stare allerta e vedere come si sarebbero evolute le cose. <Bene, detto questo direi di festeggiare mangiando, dopotutto il cibo ci avanza ora!> Rick scese dallo pseudo palco e vidi la folla disperdersi e alzare un alto brusio di chiacchiericcio. Alcune persone si stavano dirigendo verso di me, probabilmente per conoscermi. Non volevo proprio parlare con nessuno, se avessi saputo che era questo che mi aspettava sarei rimasta nella casa. Ormai mancavano pochi metri e sarei stata travolta da un gruppetto di gente che voleva parlare. Abbassai lo sguardo e strinsi i pugni, quando Daryl mi si piazzò davanti, impedendo alla gente di attaccare bottone con me. Alzai lo sguardo fino ad incontrare i suoi occhi. Era più alto di me e decisamente più grosso, la sua figura mi sovrastava. <prendiamo da mangiare> mi disse in un tono forse meno aggressivo delle altre volte, mi prese per un braccio delicatamente, anche se avrebbe potuto decisamente evitare, lo avrei seguito comunque. Vidi le persone di prima rassegnate guardarmi andare via con Daryl. Arrivati davanti alla tavolata dove distribuivano il cibo, Daryl mi porse un piatto di pasta istantanea al formaggio. Quella roba sarebbe durata altri venti anni, era quelle tipiche schifezze americane che spacciavano per pasta. <Grazie> gli dissi mentre prendevo il piatto caldo. Prese un piatto anche lui e lo vidi dirigersi verso un tronco che faceva da panchina. Mi sbrigai a seguirlo, avevo capito che la gente lo rispettava molto e sembrava essere un tipo abbastanza solitario, per cui mi conveniva stargli vicino. Quando mi sedetti accanto a lui non disse niente, e cominciammo a mangiare mentre la gente intorno rideva e chiacchierava, ma non si avvicinava a noi. <Anche a me non piace la folla> pareva aver intuito il mio sguardo rivolto alla gente. Abbandonai la gente per rivolgere il mio sguardo verso l'arciere, che mangiava senza curarsi di non sporcarsi, con fare animalesco. <ma ci si abitua> disse poi posando la forchetta di plastica e guardandomi. Mi sentii nuda davanti a quello sguardo. Cosa era? Compassione? Empatia? Abbassai i miei occhi sul piatto ancora intatto e cominciai a mangiare. Non era spiacevole stare con l'arciere, era una persona di poche parole ed era quello di cui avevo bisogno al momento. Dopo poco però vidi delle persone davanti a me e riluttante alzai lo sguardo.Era Rick con tutta la sua combriccola, quelli che avevo intuito essere i suoi uomini più fidati. Fu così che conobbi ufficialmente Michonne, la sua compagna spadaccina, bellissima quanto letale. Carl, il figlio sedicenne dagli occhi gentili, che arrossì quando mi strinse la mano borbottando indistintamente il suo nome. Jesus, che sembrava davvero gesù e mi ricordava anche un'altra persona. Maggie e Glenn, la coppia felice che stava per avere un bambino. Enid, una ragazzina dell'età di Carl, Tara una ragazza dall'aspetto simpatico, Aron un ragazzo più che solare, Eugenie un nerd parecchio impacciato, Abraham un omone enorme dai capelli rossi e Rosita che pareva essere una militare. Speravo non ce ne fossero altri da conoscere. Oltre alle persone che mi si erano presentate c'erano anche Siddiq e Carol che mi salutarono. Siddiq mi si sedette affianco per chiedermi come stavo. <Sto bene> gli risposi semplicemente, non volevo dire nient'altro. Un macigno sembrava essersi posato sul mio stomaco alla vista del pancione che aveva Maggie. Non riuscivo a togliere lo sguardo, ma dopo un pò riuscii a sforzarmi e a posarlo sui miei piedi. Rick si inginocchiò davanti a me, che nel frattempo mi ero riseduta sul tronco, per avere il viso alla mia altezza. <Voglio ringraziarti ancora, sono contento che le informazioni che ci hai passato si siano rivelate tutte veritiere. Tra due giorni ripartiremo per occuparci dell'ultimo avamposto e dei magazzini. Come ho già detto tu sei la benvenuta qua da noi. A te la scelta> Non si aspettava una risposta, sembrava capire che avevo bisogno di tempo. Si alzò e si mise a parlare con i suoi amici, anche Daryl si era alzato per unirsi a loro. Sembrava molto a suo agio in loro compagnia, forse non era così solitario come lui si credeva. Rimasi lì seduta a guardarli. Sembravano così sereni e tranquilli a chiacchierare in una piazza. Era una scena abbastanza surreale.
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