62 - Oceanside part two

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Melissa POV

Ci svegliammo in mattinata, non era tardi ma non era neanche l'alba. Mi sentivo davvero ben riposata e affamata. Mi preparai e poi stetti a guardare male Daryl che si preparava con tutta la calma del mondo. <Ti saluta Kara> buttai lì. Lo vidi tentennare per un secondo e poi riprendere a vestirsi. <è stata qui?> mi guardava di sottecchi. <Si, ti cercava, se ne è andata quando le ho detto che non c'eri.>  Non disse più niente e quel silenzio mi innervosii ancora di più. <Dai sbrigati, ho fame e non conosco il posto> Gli dissi trascinandolo praticamente fuori. L'odore di salsedine mi inondò le narici e subito mi girai intorno per cercare il mare ma come mi aveva detto Daryl le abitazioni stavano lontane dalla spiaggia. <Da che parte è il mare?> Gli chiesi mentre lo seguivo. <Di là. Dopo chiedo a qualcuno di portartici, io ho parecchio da fare almeno per metà giornata, forse tutta. Ieri sera non abbiamo parlato del perché siamo qui, era una semplice cena> Era già successo al Regno e ad Hilltop quindi immaginavo che ci saremmo divisi per la giornata. <Immagino Natania sia stata molto dispiaciuta della mia assenza> dissi senza nascondere il sarcasmo. Due occhi azzurri si girarono a guardarmi incuriositi. <Che c'è? Non puoi dire che sia stata accogliente ieri sera> Non disse niente per un po'. <Ti hanno detto la storia di oceanside?> No, nessuno mi aveva detto nulla, solo che c'erano praticamente solo donne e che era vicino al mare. Scossi la testa. <Bene, dopo te lo dico, siamo arrivati>  Entrammo in una specie di mensa molto piccola, non c'era molta gente ma le poche persone si girarono a guardarci e salutarono tutti Daryl. Altri sguardi che non capivo si posarono su di me. Seguendo Daryl mi presi una porzione di pesce, pane e uova. Una volta seduti mi strafogai di cibo, ricevendo uno sguardo divertito da parte di Daryl. Una ragazza si avvicinò a noi, sorrideva e mi porse subito la mano. <Ciao io sono Sarah> la fidanzata di Tara. <Ho sentito parlare di te, è un piacere conoscerti> Si sedette davanti a me, accanto a Daryl. <Tara non mentiva, sei davvero bella> disse ridendo con spensieratezza. Probabilmente arrossii. Arrivò anche Natania ma non si sedette. <Dormito bene?> chiese guardando Daryl. <Appena hai finito ti aspetto da me, credo abbiamo molto di cui parlare. Sarah, bada tu a Melissa> Se ne andò senza dire altro e ci misi tutta la forza di volontà per stare zitta. <Mia madre ha dei modi un po' bruschi, non farci caso> Ma solo lo sguardo calmo di Daryl riuscii a calmarmi. Ci separammo appena Daryl ebbe finito e seguii Sarah. <Dai, ti faccio vedere il mare, di solito è la prima cosa che le gente vuole vedere quando arriva qua> Provai un brivido di emozione ma fu subito smorzato da della gente che ci si avvicinava. <Ehi, abbiamo degli erranti che hanno sfondato la rete esterna, abbiamo bisogno di aiuto> Disse una donna del gruppo, guardandomi poi con curiosità. <Ah... io ho da fare con lei, non potete chiedere a qualcun altro?> Disse Sarah imbarazzata. <Non c'è bisogno, come vedi sono armata e so ammazzare qualche zombie, vi do una mano> Dissi indicando l'arco, il coltello e la pistola. L'attenzione di tutti ora era sulle mie armi. <Tranquilli, Daryl garantisce per lei. Per questo è armata>Intervenne Sarah. Tutti si fidano sempre di Daryl. <Tara mi aveva detto che eri cazzuta! Grazie, ci fai un favore, poi andiamo al mare, promesso> Avevano una doppia recinzione, nulla di troppo resistente, ma almeno erano due e non c'era una grande attività di zombie in quel posto. E infatti in loro non c'era la stessa tranquillità che avevamo ad Alexandria nell'uccidere gli zombie, non erano abituati. C'era poca visibilità, così lasciai da parte l'arco e mi avvicinai con il coltello. La puzza tremenda di carne putrefatta andò sostituire quella piacevole della salsedine. E in poco tempo mi ritrovai sporca di sangue e budella. Per quanto mi facesse schifo, trovavo anche una certa soddisfazione ad ucciderli così. <Tara non mentiva, sei brava>  ci stavamo prendendo una pausa, era ora di pranzo ormai e mi offrirono un panino. Eravamo in sei, di cui solo un uomo. <Posso farvi una domanda?> Daryl avrebbe dovuto dirmi la loro storia ma non c'era stato tempo. Forse se non fossi stata così distratta nei giorni precedenti glielo avrei chiesto prima. Al cenno positivo di Sarah domandai. <Perché ci sono pochissimi uomini?> subito mi pentii della mia domanda, mi raccontarono di come Negan li aveva uccisi tutti, pensando in questo modo di aver eliminato qualunque problema e mi si rivoltò il panino nello stomaco. <Non lo sapevo. Mi dispiace> Avrei ucciso Daryl. Una cosa così importante doveva dirmela prima. <Daryl tende a tralasciare i dettagli importanti> Borbottai. <Probabilmente lo ha fatto per non metterti a disagio> Disse una ragazza con i capelli corti e neri. La guardai con sguardo interrogativo mentre Sarah la fulminava. <Si bhe... sappiamo che ti hanno trovata con i salvatori> Il panino questa volta rischiava di tornare su, ma non ero l'unica a disagio, lo erano tutti. <c'è altro che dovrei sapere?> Chiesi infastidita. <Vedi... i salvatori sono riusciti a infiltrarsi tra noi grazie a delle donne. Si erano spacciate per vittime di Negan riuscite a scappare, ma non lo erano. È colpa loro se sono riusciti a uccidere tutti i nostri uomini. Mio padre e mio fratello sono morti così. È per questo che mia madre e altre persone con te potrebbero risultare un po'...> Stronze? Pensai. <Diffidenti>  Ecco spiegato l'arcano. Sbuffai. <Alexandria garantisce per me giusto? Non dovrebbe bastare?> il fatto che potessero anche solo pensare che io fossi una dei salvatori era terribile. <Infatti basta. È solo per questo che sei qui ed armata. Non ti conosciamo, mia madre non ti conosce, dalle un po' di tempo> Per lo meno Sarah non pareva ostile, e neanche il resto delle persone lì presenti. <C'erano parecchie donne parte dei Salvatori> cominciai a dire, tutti gli occhi ora puntati su di me <Non tante quante gli uomini, ma ce ne erano abbastanza. Mi sono sempre chiesta come facessero a girarsi dall'altra parte con tutto quello che facevano a noi prigioniere. Poche sembravano a disagio, la maggior parte era indifferente, ma alcune... alcune erano anche peggio degli uomini. Lo capisco. Capisco la vostra diffidenza. La cosa peggiore di Negan è che ti entrava in testa.> Smisi di parlare di colpo. Non volevo pensarci. Non potevo pensarci. Ora stavo bene e sarebbe stato inutile provare ad affrontare quello che mi era successo. Negan era morto, i salvatori pure e io ero finalmente al sicuro. C'era disagio nell'aria ma presto svanì. Decisero di fare un giro completo del perimetro, così passó tutto il pomeriggio, ma ebbi modo di guardare bene il posto e farmi conoscere da quella gente. Erano pochi quelli diffidenti per fortuna, e a Sarah sembravo andare a genio. Il sole cominciava la sua discesa quando finalmente mi portò in spiaggia. All'improvviso la terra lasciò spazio alla sabbia, gli alberi si fecero più radi e sentii l'inconfondibile rumore di onde. Rimasi di stucco, imbambolata sul posto a guardare la grande distesa d'acqua salata davanti a me. <Puoi fare un bagno se vuoi, ti guardo io le spalle> Mi disse Sarah scrutandomi in viso. Mi guardai intorno, c'erano poche persone e solo donne, quindi perché no. <Sarà strano, ma sarei una stupida a non approfittarne...> Lei mi sorrise incoraggiante. Mi spogliai velocemente rimanendo in intimo, il sole stava per tramontare ma ancora i suoi raggi erano caldi e avvolgenti. Sospirai di sollievo appena mi tolsi le scarpe e misi i piedi nudi nella sabbia. Era una sensazione che non provavo da troppo tempo. A primo impatto l'acqua mi sembrò fredda, ma non appena mi abituai mi resi conto che era piacevolemente tiepida. Feci pochi passi e poi finalmente mi tuffai con la testa sotto. Ironicamente, fu come prendere una boccata d'aria fresca. Mi sentivo leggera, eterea. Sapevo che potevano esserci zombie in acqua, quindi non mi rilassai del tutto. Riemersi con la testa fuori dall'acqua, in direzione dell'oceano. Calde lacrime salate si andarono ad aggiungere all'immenso oceano. C'era la mia famiglia dall'altra parte. E non li avrei mai più rivisti, sia che fossero vivi o morti. Rimasi lì a galleggiare, chiudendo gli occhi e perdendo il senso dello spazio per un po'. Quando riaprii gli occhi il sole stava tramontando, tingendo di arancione e rosso l'intera distesa di acqua. Mi girai per uscire, e notai che al margine della foresta stavano arrivando Daryl, Natania e altre quattro persone di cui un uomo. Sarah li raggiunse, e Daryl venne verso la spiaggia. Feci gli ultimi passi fuori dall'acqua e rabbrividii leggermente per colpa del vento.

Mi andai a sedere dove le onde non arrivavano, godendomi il caldo della sabbia e quella vista spettacolare

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Mi andai a sedere dove le onde non arrivavano, godendomi il caldo della sabbia e quella vista spettacolare. Poco dopo sentii Daryl sedersi accanto a me. Lui mi mise un braccio intorno alle spalle e io mi appoggiai a lui. Guardammo il sole tuffarsi e sparire nell'oceano in silenzio, così. Spesso tra noi le parole erano superflue. <Ti sei divertita ad ammazzare zombie oggi?> mi disse poi dopo un po' alzandosi. <Potevi prenderti questa giornata come una vacanza sai?> Gli risi in faccia mentre recuperavo da terra i vestiti e me li rimettevo addosso. <Vacanza al mare? Sai che mi annoierei senza un po' di cervelli putrescenti tra i capelli> finita di vestirmi mi rimisi le scarpe e seguii Daryl verso il gruppetto di persone. <Com'è andata?> gli chiesi poi. <Bene, abbiamo stabilito una linea di difesa in vari scenari, almeno siamo pronti. Ma speriamo non vengano mai a sapere di questo posto. Domani ce ne andiamo, meno stiamo fuori meglio è> Peccato, mi sarebbe piaciuto stare ancora un po'. <Hai trovato il latte in polvere?> Gli chiesi ormai a portata d'orecchio degli altri. Daryl fece una smorfia. Se ne era dimenticato. <Sei incinta?> Chiese Natania che aveva sentito. Sicura di essere arrossita violentemente balbettai affrettata <N-no, non è per me, è per Hershel, il figlio di Maggie!> Certo avevo messo su un po' di peso ma non da sembrare incinta. <Perdona i modi antipatici di Natania, è che ormai con tutti gli anticoncezionali scaduti e l'enorme rischio di morte ad abortire le gravidanze stanno capitando più spesso di quello che credevamo. Siamo sempre sull'attenti> Peccato che il sole era tramontato, avrebbe aiutato a nascondere il mio rossore. <Purtroppo non abbiamo latte in polvere, ma potreste provare in un posto qui vicino, poi ti mostro dove nella mappa> Disse poi la donna che doveva essere un medico a Daryl. Osai guardarlo anche io, e sembrava tranquillissimo. Andammo a cenare nella piccola mensa della colazione, e più persone vennero a presentarsi a me, forse avevano sentito dell'aiuto che avevo dato ed erano più tranquilli. Arrivò anche Kara a fine cena, che si mise vicino a Daryl e cominciarono a parlare, lo vidi addirittura ridere , ma non riuscii a sentire nulla perché stavo parlando con Sarah. A fine serata andammo verso la nostra casettina per la notte, ma non riuscivo a togliermi dalla testa quello che aveva detto Natania. Mi feci una doccia veloce per togliere la salsedine e raggiunsi Daryl a letto. Alla fine mi decisi a rompere quel silenzio. <Ha ragione Natania, senza anticoncezionali si rischia troppo. Cosa facciamo se rimango incinta?> La faccia che mi restuì Daryl era di pure stupore. <Che c'è?> gli dissi in malo modo. Si mise addirittura a ridacchiare. <Niente, è solo che credevo fossi così per... per Kara> Fui io a ridere stavolta. Certo mi aveva innervosito vederli ridere, ero sicura ci fosse stato qualcosa tra loro in passato, e lei era bellissima... si, forse ero un po' gelosa, ma non lo avrei ammesso neanche sotto tortura con Daryl. <Oh ma dai> gli risposi distogliendo lo sguardo. <Non c'è bisogno di parlare di lei> dissi mettendomi sotto le coperte. Lui si sdraiò guardandomi, poi dopo un po' riprese a parlare. <Stiamo attenti come possiamo e incrociamo le dita. È l'unica cosa che possiamo fare. Oppure smettiamo, decidi tu.> Smettere? Era impazzito? <Non ti stavo chiedendo una soluzione, volevo solo... parlarne. Quando sono arrivata ad Alexandria sai che ho preso l'ultima pillola abortiva che avevate? Era pure scaduta e i rischi erano enormi, mi è andata davvero bene, non credo che potrei affrontarlo un'altra volta.>  Daryl scivolò vicino a me e mi baciò tenendomi la mano sulla guancia. Era tutto il giorno che aspettavo quel momento. <Lo so. Preoccupa anche me. Ma è inutile farsi prendere dalle ansie ancora prima che succeda qualcosa. E poi, se questa è la tua paura, se mai dovesse succedere, io non vado da nessuna parte. Non sono quel genere di stronzo. Forse prima della pandemia si, lo ammetto. Ma non ora e non con te> Ero sicura che poteva sentirmi scoppiare il cuore. Dio quanto... ci tenevo a lui. Solo con lui riuscivo a non pensare a tutta la merda su cui ero passata, a tutto il mondo di merda che c'era la fuori. Lo baciai con passione, e in barba alle preoccupazioni, gli saltai addosso.

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