FANFICTION CONCLUSA.
I protagonisti di questa storia sono due: Daryl Dixon e Melissa, un personaggio inventato da me che andrà a legarsi alla storia dei protagonisti della serie che già conosciamo. Melissa è una ragazza italiana rimasta intrappolata...
Inspira. Espira. Inspira. Espira. Andrà tutto bene. Continuavo a ripetermi sul pick-up, schiacciata tra gli altri. Jordan è vivo. Claire è viva. Oliver. Elijha. Gli altri. Tutti vivi. Strinsi i pugni, cercando di concentrarmi sul respiro. Una mano calda mi toccò la spalla, dove mi ero ferita mesi prima. Un tocco lieve, consolatorio. Incrociai gli occhi di Daryl, la faccia dura e determinata. Non mi scansai, ne avevo bisogno. E per quanto avessi voluto che non fosse così, avevo bisogno anche di Daryl. Soprattutto di Daryl. "non ho mai conosciuto nessuno con la sua forza e testardaggine. Potrebbe prendere questo palazzo da solo e farvi fuori tutti. Lui... è pericoloso" Così avevo detto a Jordan tempo addietro per descrivergli Daryl. Ora lo stesso uomo avrebbe rappresentato la salvezza per loro. E sapevo che non si sarebbe trattenuto, non solo perché i nemici erano Nomadi e aveva un motivo per odiarli, ma anche perché sapeva quanto Jordan e gli altri contassero per me. Poteva esserne geloso forse, ma Daryl... era un brav'uomo. Non avrebbe permesso a qualcuno che amavo di morire. Non se lui poteva evitarlo. Non avevo più bisogno di concentrarmi sulla respirazione. Appoggiai la mia mano su quella di Daryl, ancora sulla mia spalla e la strinsi. La sua stretta in risposta mi trasmise forza. Li avremmo salvati, insieme.
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Ogni minuto che passava ero sempre più agitata equando finalmente sentimmo gli spari, mi immersi nella mia calma fredda da battaglia. Parcheggiammo frenando al ciglio della strada e dopo poco ecco Jordan e i suoi, solo due macchine. Solo due fottute macchine. E dietro di loro quattro macchine di Nomadi che li inseguivano. Mirai subito alle loro ruote, così come fecero i miei amici. La macchina che andava più veloce si capovolse, e sorrisi, sperando che fossero morti tutti sul colpo. Prendendo posizione gli altri nomadi avevano cominciato a rispondere al fuoco, riparandosi come potevano dietro alle loro auto ormai inutilizzabili. Cominciarono a cadere come mosche, non si aspettavano noi ad aspettarli, stavano andando nel panico. <Sono disorganizzati, continuiamo così, non vi esponete! Ce la facciamo> Gridò Rick a pochi passi da me dando voce ai miei pensieri. Con la coda dell'occhio vidi anche Elijha e Oliver che combattevano. Una macchina si era fermata e l'altra era proseguita. dov'è Jordan? Non potevo pensarci adesso, sicuramente stava bene. Una pallottola mi passò talmente vicino che sentii lo spostamento d'aria sul viso. <Non distrarti> Daryl, con la sua solita voce da "comando io" mi si era avvicinato. Annuii in risposta. <Hai una buona visuale?> Gli spari stavano diminuendo da entrambe le parti. <Si> Gli risposi caricando in fretta il mio stesso fucile. Era grazie a Daryl se sapevo sparare così bene. <Mira al serbatoio della jeep. Io non riesco da questa angolazione. Non senza espormi> Caricato il fucile mi sporsi per guardare il serbatoio, nulla di troppo complicato. Contai fino a tre poi mi esposi, e sparai. Un boato e una fiammata seguirono il mio sparo. Il calore mi bruciacchiò le punte dei capelli. Ma era finita. <PRESTO, torniamo, prima che ne arrivino altri. Attenti alla strada, potrebbero braccarci> Rick mi passò accanto dandomi una pacca sulla spalla. Come ai vecchi tempi, la vecchia Melissa. <Bel lavoro Mel> Mi disse Daryl avviandosi alla macchina. Lo seguii, ricordando improvvisamente che Jordan non era lì con i suoi uomini. Corremmo.