FANFICTION CONCLUSA.
I protagonisti di questa storia sono due: Daryl Dixon e Melissa, un personaggio inventato da me che andrà a legarsi alla storia dei protagonisti della serie che già conosciamo. Melissa è una ragazza italiana rimasta intrappolata...
Stavamo lavando i piatti. I pasti per sei persone erano impegnativi, ma facevamo tutto insieme. Luke e Yumiko stavano finendo di asciugare gli ultimi piatti mentre io e le altre tre stavamo parlando del più e del meno. Quando sentii la porta aprirsi mi allarmai e appoggiai immediatamente la mano alla pistola alzandomi, ma subito dopo sentii un abbaio e in cucina apparve correndo Cane, che si fermò alla vista di sconosciuti. Lo chiamai e allora ignorò gli sconosciuti venendo a farmi le feste. <Bravo Cane. Mi sei mancato bello.> ridacchiavo felicementre cane mi leccava la faccia entusiasta. Non mi accorsi subito che alla porta della cucina era apparsa una persona. Ridendo ancora per i baci di cane alzai lo sguardo e trovai Daryl che mi guardava, accennando un sorriso.
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<Ehi> mi disse. Solo in quel momento mi resi conto quanto mi fosse mancato. <Ciao> risposi alzandomi in piedi e avvicinandomi a lui. Una volta faccia a faccia, il suo viso si oscurò, guardò le persone in cucina, (che si erano fermate e osservavano la scena) e poi rivolse nuovamente lo sguardo a me. Non lo avevo mai visto così arrabbiato e per un attimo ne ebbi paura.<Cosa cazzo ti dice il cervello? Chi cazzo sono questi qua? Eh?> Il suo tono era arrabbiato e urlava. Presi coraggio. <Rick te lo avrà già detto><Certo che me lo ha detto, e deve essere impazzito anche lui. Affidare a TE cinque persone? Vogliamo farci ammazzare tutti?> ah e così non mi riteneva in grado. Alzai anch'io la voce <Sono perfettamente in grado di badare a 5 persone. So badare a me stessa Daryl> Alzai il mento in segno di sfida.<Sei davvero così stupida da pensare di poter valutare queste persone da sola? Avrebbero potuto ucciderti!> Sapevo di aver corso un rischio, ma ero anche stata molto attenta. <So badare a me stessa Daryl! Sono sopravvissuta da sola per tutto questo tempo. Non ho bisogno di te per farmi da balia!> Dissi ormai urlando. Nel frattempo i cinque imputati assistevano alla scena senza muovere un muscolo. <Ah si? E allora questi che cosa sono? Ti sai difendere da sola? Allora perché ho ucciso io Maikol?> Urlò indicando i segni sul mio collo, che erano ormai quasi spariti, solo un'ombra rimasta. Mi bloccai. Alzai la zip della felpa fino al collo con un gesto veloce. Ero sicura di avere uno sguardo ferito
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Perché stava facendo così? Sentivo che se avessi provato ad aprire bocca la mia voce avrebbe tremato. Pensai a Maikol. Guardai dritto Daryl negli occhi, che si era zittito e mi guardava, forse consapevole di aver detto troppo, ma ancora arrabbiato. *Scciafff* Gli diedi uno schiaffo in pieno volto e lo superai di gran fretta. Uscii di casa e poco dopo ero al cancello. <Vai George, non ho sonno stanotte, faccio il tuo turno> Ormai tutti mi adoravano solo per questo motivo. Quando rimasi da sola, chinai la testa e mi lasciai andare ad un pianto silenzioso. La felicità di averlo rivisto era sparita del tutto. Non sarei mai riuscita a capire un uomo del genere. Cercai di concentrarmi sul controllare il perimetro e solo verso le 4 di notte andai a casa, quando arrivarono a darmi il cambio. Arrivata a casa non ci pensai due secondi e mi buttai sul divano. Non avevo nessuna intenzione di dormire con lui, e purtroppo non c'erano altri posti in cui dormire. La stanchezza e la spossatezza mentale mi conciliarono il sonno e quando sentii dei rumori e mi svegliai, mi resi conto che era già mattina. Mi alzai dal divano dolorante, stiracchiandomi la schiena, per nulla riposata. Sbadigliai rumorosamente e solo allora mi resi conto che il rumore che mi aveva svegliato era stato fatto da Daryl. Dalla cucina mi osservava silenzioso. Decisi di ignorarlo, gli passai davanti per prendere un bicchiere d'acqua. <Buongiorno> Mi disse. Finii di bere, appoggiai il bicchiere e mi avviai per uscire dalla cucina, intenzionata ad ignorarlo. Mi si parò davanti. Cercai di passare ma non me lo permise. <Spostati> gli dissi. <no> Alzai lo sguardo corrucciato verso di lui. Deglutii a fatica. I suoi occhi azzurri mi avvolsero. <Mi dispiace> sbattei gli occhi un paio di volte con la bocca aperta. lo aveva detto davvero? <Come?> dissi stupita. <Ho esagerato. Ma resto dell'idea che è stata una scelta azzardata. Stupida e pericolosa> Mi portai le mani ai fianchi. <Queste ti sembrano delle scuse?> Si mosse a disagio.<è quello che penso. Preferirei che tu non morissi> Quell'uomo era troppo strano. <Oh grazie. Non morirò> Cercai di superarlo e credevo di avercela fatta quando lo sentii prendermi per il braccio. Mi girai verso di lui <Puoi evitare di prendermi per il br-> Le sue labbra. Le sue labbra erano sulle mie, e il mio corpo agii prima della mia testa. Come se fosse naturale le mia labbra si aprirono e le nostre lingue si incontrarono. Le mie mani si allacciarono dietro il suo collo, lui mi appoggiò una mano alla guancia e l'altro braccio intorno al mio fianco. Ci ritrovammo al muro, le nostre bocce incollate e le nostre lingue che danzavano. Avevo il fiato corto e nessuno dei due aveva intenzione di staccarsi. Era mille volte meglio di quello che avevo creduto, immaginato, sperato. Daryl mi voleva, quei baci appassionati, il fiato corto e gli occhi socchiusi pieni di brama ne erano la prova. Ci staccammo di colpo quando sentimmo dei passi scendere le scale.Spuntò fuori Magna, che ci saluto interdetta e poi si mise a fare colazione. Cercando di non sembrare imbarazzata dissi. <Vado a cambiarmi> e sparii di sopra. Entrai in camera di Daryl e mi richiusi alle spalle la porta. Cosa diavolo era appena successo?? Di nuovo non ci capivo più niente. Non me lo ero immaginata, era successo davvero ed era stato bellissimo. Anche lui mi voleva. Mi sedetti pensierosa sul letto e ci pensai qualche minuto. Alla fine mi cambiai e tornai in cucina. Daryl era nel garage, gli altri erano tutti lì. Mi salutarono e mi unii a loro per fare colazione. Erano tutti silenziosi e mi domandai cosa gli avesse detto Daryl ieri. In giornata lo avrei scoperto. Mi irrigidii quando lo sentii uscire dal garage e venire in cucina. In compenso anche gli altri sembravano a disagio. <Melissa> Mi dovette chiamare, visto che cercavo di evitare di rivolgergli lo sguardo. Quando ebbe la mia attenzione continuò. <Ho da fare stamattina, dopo pranzo portameli, tu hai finito con loro.> Come poteva essere così disinvolto dopo quello che era appena successo? Grugnii una risposta incomprensibile anche per me, Daryl di rimando mi guardò impassibile per qualche istante e poi uscì di casa. <Bhe, il tuo amico è...particolare> Disse Luke. Annuii in risposta. <Ieri sera ha cercato di spaventarci, e ammetto che un po' ci è riuscito. È davvero pericoloso come sembra?> Tutti mi guardavano preoccupati. <Si. Anche con me ci è andato giù pesante due mesi fa. Tutto quello che vuole è proteggere Alexandria, e finché non sarà sicuro di voi non vi lascerà stare. Non si fida del mio giudizio a quanto pare> Per me loro avevano già superato la prova, e anche il resto delle persone erano d'accordo. <Forza andiamo da Nathan ad aiutarlo con le bestie> Passammo la mattinata ad occuparci degli animali. Avevano figliato e ora c'era molto lavoro da fare, ma ci sarebbe stata anche ottima carne grazie a quegli sforzi. A ora di pranzo mangiammo un panino al volo. Avevo incontrato Glenn che mi aveva avvisato che Daryl era al cancello quindi perlomeno non avrei dovuto cercarlo. <Nathan prendo Moka per farle fare un giro> Avevo voglia di stare un po' da sola fuori dalle mura. <Tranquillo, mi faccio solo il perimetro, so che non dobbiamo allontanarci> Gli altri mi aiutarono a sellarla e ci dirigemmo verso il cancello, io in groppa a Moka.Notai che Daryl stava ridendo con Glenn, cosa rara da vedere e subito mi chiesi se avesse detto a qualcuno di noi. Forse per lui era solo un gioco. Cercai di mandare via quei pensieri. Quando mi vide divenne serio, io non lo guardai neanche in faccia e salutai solo Glenn. <Ciao Glenn, mi apri? Faccio qualche giro del perimetro> Il mio amico asiatico mi guardò interdetto per un po' ma alla fine si decise ad aprire il cancello. Prima di uscire riuscii a sentire che si rivolgeva a Daryl. <Devi smetterla di farla incazzare amico> Sorrisi ironica. Deve smetterla di incasinarmi la testa, amico. Quando fui fuori mi lanciai in una corsa con Moka, finché non la sentii stanca non mi fermai. Decisi di allontanarmi un po' dal perimetro e allungarmi verso una piana, dove avevo visuale. Rimasi lì a scrutare per un po', sperando di non vedere qualcosa di insolito. Era tutto tranquillo, ma sapevo che prima o poi quelli si sarebbero fatti vedere. Magna e loro avevano ucciso alcuni dei loro uomini. Siccome erano vicini ad Alexandria sicuramente penseranno che siamo stati noi. Prima o poi avrebbero fatto una mossa. Tornai con calma ad Alexandria e dalla faccia che fece Glenn quando mi aprì, capii che avevo tardato. Non me ne preoccupai e lo ignorai, passandogli avanti. Le poche ore di sonno cominciavano a farsi sentire, così appena finito con Moka me ne andai dritta a casa, che era vuota. Faceva caldo, così mi feci una doccia fresca, mi misi su dei vestiti comodi e leggeri e mi appoggiai al letto di Daryl. Socchiusi gli occhi pensando al bacio di quel mattino. Me lo erosognata? No, c'era stato davvero, ma sembrava surreale. Era durato così poco e ci eravamo staccati così improvvisamente... Cominciai a sentirmi stanca e pian piano mi addormentai. Quando mi svegliai il rosso del tramonto inondava lastanza. Richiusi gli occhi, non avevo voglia di alzarmi. Daryl e gli altri erano appena tornati a casa, erano stati i loro rumori a svegliarmi. Non me nepreoccupai, io ero in camera mia e nessuno mi avrebbe disturbata. Solo qualche minuto più tardi, quando sentii la porta aprirsi mi ricordai che ero in camera di Daryl. Decisi di far finta di dormire ancora. Lo sentii fermarsi alla porta per un po', poi sospirò e se la richiuse alle spalle. Cercava di essere silenzioso. Stava posando la balestra e lo zaino, poi non riuscii a capire cosa stesse facendo. Decisi così di "svegliarmi" e quando aprii lentamente gli occhie mi girai, lo trovai fermo davanti alla porta, girato però a fissarmi, con la mano sulla maniglia. Mi alzai a disagio. <Ti ho svegliata> annuii con la testa, senza riuscire a guardarlo in faccia. <è ora di cena> disse girandosi e scendendo. Mi alzai dal letto leggermente riposata, ma con una strana morsa allo stomaco. La situazione con Daryl mi rendeva nervosa. Mi vestii con i soliti vestiti da "guardia" anche se cominciava a fare sempre più caldo e scesi di sotto. Arrivata in cucina presi al volo un piatto di quello che avevano preparato e cercai di svignarmela il più velocemente possibile. <Dove vai?> mi disse subito l'arciere all'erta. <Ho il primo turno di notte> dissi senza fermarmi. <No, non ce l'hai> Adesso controllava anche i miei turni? <Si invece, ho il primo turno Daryl> ed uscii dalla porta cercando di non discutere. Non avevo nessun turno ovviamente, ma avrei dato il cambio a qualcuno. Non volevo rimanere a poltrire in casa in compagnia di quello lì. Come diavolo avrei dovuto comportarmi? Certo che sembravo proprio un'adolescente.