Jungkook's pov
“Papà, dormi con noi questa notte?” mi domandò Nineul a bassa voce, facendomi ridacchiare per quell'insolita richiesta.
“Perché?” chiesi sinceramente interessato, dato che nessuno dei due era solito farmi domande del genere.
“Perché Rae ha paura della mamma della mamma” il modo in cui definì Yeso mi fece sorridere, perché quella donna non meritava nient'altro da parte loro.
“E' vero, Rae? Ti ha spaventato?” chiesi dolcemente, posando la mano sulla testa di mio figlio, che annuì con uno sbuffo.
“Mi fa paura il suo modo di fare...” borbottò con la vocina impastata dal sonno “E ho paura di rivederla...”
“Finché sei a casa non devi avere paura di niente” forse quella era una piccola bugia, ma volevo che la loro infanzia avesse almeno qualcosa di normale, perciò, almeno a casa, dovevano sentirsi protetti e al sicuro, nonostante non avessimo alcun tipo di certezza neppure in quel caso “Fuori dovete stare attenti, ma se seguirete quello che vi abbiamo detto io e la mamma, probabilmente andrà tutto bene”
“Altrimenti?” chiese Nineul, furba come sempre, capendo il fatto che avessi lasciato la frase in sospeso per un motivo in particolare.
“Non lo so” ammisi sinceramente “Magari sono qui senza alcuno scopo – anche se ne dubitano – o anche se fosse, magari, non riguarda voi. Non possiamo saperlo, per questo dobbiamo stare tutti in allerta, ma non quando siete a casa insieme a noi, okay?” sorrisi tentando di infondergli quanta più calma possibile, ma la smorfia poco convinta di Nineul mi fece capire che non avesse funzionato “Hey, abbiamo superato di peggio” guardai entrambi, prima di alzarmi in piedi e sistemargli le lenzuola, infilandone gli angoli sotto il materasso e rimboccandogliele sotto il mento “Fino a prova contraria, loro sono quelli senza poteri, e noi quelli con” schiacciai un occhio ai bambini, e finalmente Nineul alzò le sopracciglia come se si fosse appena resa conto di cosa fossimo capaci “Questo vi fa sentire meglio?”
“Dovrebbe?” chiese dolcemente Raekyung, facendomi intenerire per il debole tono di voce che utilizzò, riferito probabilmente al fatto che lui non ne avesse, ma mi premurai di rassicurarlo, prendendo il suo piccolo viso tra le mani.
“Certo!” esclamai convinto, corrucciando le sopracciglia, perché di quello ne ero più che certo “Vi ho detto o no che quando ci sono loro nei paraggi, dovete rimanere in gruppo? Il fatto che tu non abbia poteri non significa che tu sia in pericolo! Dovete proteggervi a vicenda, capito?”
“Io non so proteggere neanche me stesso, papà...” sorrise malinconicamente lui, ma Nineul mi precedette.
“Neanche io, ma sono molto più brava a proteggere te” il tono allegro e sicuro che utilizzò, mi rese davvero fiero di lei, ché sapeva sempre che parola dire per fare sentire suo fratello meglio “Mi fido di te”
“E per dirlo lei” scherzai, alludendo al fatto che, davvero, per dirlo lo pensava sul serio, altrimenti non lo avrebbe mai illuso “Adesso è ora di dormire, forza. E' stata una giornata stancante per tutti”
“Doyoung era contento del tuo disegno” mi disse Raekyung, facendomi schiudere le labbra, perché riuscii a vedere chiaramente l'ammirazione che provava nei miei confronti “Lo hai fatto felice”
“Sono... contento” dissi titubante, non sapendo in effetti come altro rispondere, colpito come sempre dall'enorme sensibilità d'animo ed empatia di mio figlio, che non acquisì di certo da me, che mi sentii alquanto a disagio anche per quel piccolo complimento, perché sentirmi lodato per i miei gesti – fatti in modo abbastanza istintivo da non accorgermene – mi piaceva ma mi metteva altrettanto in difficoltà, perché di tanto in tanto sentivo come se tutto ciò che fui per quegli anni, la corazza con la quale avevo ormai imparato a proteggermi quasi da tutti, si stesse man mano sgretolando, ma non sapevo quanto questo mi facesse piacere “Grazie” borbottai infine, arricciando il naso quando sentii una risatina provenire da Nineul, certo del fatto che conoscesse quella sensazione di soddisfazione mista ad imbarazzo che stavo provando in quel momento, perché lei, al contrario di suo fratello, da me ne aveva preso fin troppo “Buonanotte” dissi infine, spegnendo il lumetto sul comodino di Raekyung.
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𝘏𝘖𝘛𝘌𝘓 𝘉𝘓𝘈𝘊𝘒 𝘔𝘖𝘛𝘏 // 𝔧𝔢𝔬𝔫 𝔧𝔲𝔫𝔤𝔨𝔬𝔬𝔨 ✔️
FanfictionSeoul, 1962 {STORIA COMPLETA} "Correva l'anno millenovecentocinquantotto, quando un piccolo gruppo di anime decise di rendere il proprio presente un po' meno incerto, rifugiandosi tra le braccia di coloro che inconsapevolmente crearono un covo per...
