Tutte le fiabe iniziano con “c'era una volta”,
è questo che le rende piacevoli agli occhi dei lettori, è questo che le rende fiabe.
Ma questa non è una fiaba,
neppure un racconto.
Non è la storia della buonanotte che si può leggere ad un bambino prima di dormire, augurandogli di fare dei bei sogni.
Questa non è una fiaba, perché al posto dei sogni, i bambini, farebbero dei terribili incubi che ricorderebbero per tutta la vita.
Questa non è una fiaba, ma a noi piaceva renderla tale, perché smussava la realtà, facendola apparire un po' meno spaventosa.
Correva l'anno millenovecentocinquantotto, quando un piccolo gruppo di anime decise di rendere il proprio presente un po' meno incerto, rifugiandosi tra le braccia di coloro che inconsapevolmente crearono un covo per persone sole, spaventate, magnetiche, forse un po' folli, che da un giorno all'altro realizzarono di fare finalmente parte di qualcosa, e che quel qualcosa, poteva prendere il nome di famiglia.
Ririn e suo marito erano al settimo cielo, quando tagliarono il nastro rosso, stretto in un fiocco, all'ingresso del loro hotel.
Hotel Black Moth.
Un nome particolare, tenebroso, quasi allegorico, ma il motivo per cui scelsero proprio quel terribile volatile notturno per identificare il loro Hotel, fu ben presto chiaro a tutti coloro che passarono da lì.
I clienti non uscirono mai insoddisfatti, ed in poco tempo la fama li acclamò: a Seoul, erano ormai visti come la prima scelta, ma girava spesso voce sui misteriosi lepidotteri che si divertivano a svolazzare a flotte, terrorizzando i clienti ed alle volte anche il personale.
Numerose credenze girarono negli anni, riferite a questi piccoli animaletti pelosi, dal terrore che potessero rappresentare anime di streghe in cerca del proprio corpo, al portare sfortuna a causa del loro particolare legame con la notte, le tenebre, e tutto ciò che ne deriva.
Ma infondo queste credenze non erano del tutto sbagliate.
Le falene che volteggiavano leggiadramente nei meandri delle stanze d'hotel, seguivano una precisa scia, e sapevano sempre da chi ritornare.
In futuro, probabilmente, la gente avrebbe preferito attribuire ad una falena l'immagine di una strega, piuttosto che quella dell'inquietante protagonista di questa storia, che sembrava portare con se tenebre a sciagura ad ogni passo e ad ogni rara emozione.
Ma non era neppure di lui, che bisognava avere paura.
Non era passato molto tempo dalla fine della guerra tra le due Coree, la popolazione era ancora terrorizzata dal ricordo di un periodo di fame e pestilenze che sarebbe sempre rimasto vivido nei ricordi di tutti loro.
Eppure, la gente decise di focalizzarsi su altro, rendendo la vita di coloro che venivano considerati diversi, un vero e proprio inferno.
Nessuno di loro avrebbe mai capito che cosa facesse venir voglia a quella monotona gente insoddisfatta, di denunciare ed etichettare come mostri, la gente come loro.
Nessuno di loro decise di ottenerli, i propri poteri. Chi ci nacque, chi li sviluppò col tempo, chi li tramandò dai genitori e chi dai nonni: ad accomunare coloro che cercarono lavoro e rifugio in quell'Hotel, fu proprio quel piccolo grande segreto, che li costrinse a nascondere la propria vera essenza agli occhi altrui, per paura di venir segregati e torturati come se fossero davvero loro ciò che metteva in pericolo la popolazione.
Ma purtroppo erano ancora visti come bestie destinate a nascondersi, forse perché spaventati dal loro potenziale, ma questa era solamente una delle tante spiegazioni che si davano, quando riflettevano attentamente sulla loro condizione.
Lì, i mostri, non erano di certo loro.
Non fu mai facile, per i due proprietari dell'Hotel, spiegare ai loro figli quanto il mondo potesse essere ingiusto e crudele alle volte; non fu facile ricordargli di doversi nascondere, o quantomeno riparare, dai veri antagonisti di quella macabra realtà.
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𝘏𝘖𝘛𝘌𝘓 𝘉𝘓𝘈𝘊𝘒 𝘔𝘖𝘛𝘏 // 𝔧𝔢𝔬𝔫 𝔧𝔲𝔫𝔤𝔨𝔬𝔬𝔨 ✔️
ФанфикшнSeoul, 1962 {STORIA COMPLETA} "Correva l'anno millenovecentocinquantotto, quando un piccolo gruppo di anime decise di rendere il proprio presente un po' meno incerto, rifugiandosi tra le braccia di coloro che inconsapevolmente crearono un covo per...
