Namjoon's pov
“Puoi cortesemente dire a quello stronzo di Jungkook di togliere le sue manacce del cazzo dalle cosce di mia sorella? Mi sta dando sui nervi!”
“Non toccarmi, stronza!”
“Ti mangio le corde vocali, puttanella!”
“E come cazzo pensi di fare?”
“Spero che tu possa soffocare con la tua stessa saliva, cazzo!”
“Smettila di chiamarmi così, Jimin, non ti sopporto!”
La mia testa stava per esplodere con tutte quelle voci che si ammassavano le une sulle altre, alcune fin troppo stridule ed altre fin troppo profonde: unite al baccano dei nostri amici, mi stavano trascinando sull'orlo di una crisi di nervi.
“State zitti!” urlai, con i capelli tra le mani e gli occhi sgranati, facendo effettivamente zittire tutto il tavolo, meno che coloro che effettivamente avrebbero dovuto chiudere le loro maledette boccacce.
“Hey, amico, non fare così” Seokjin mi guardò, ed io lo fulminai con lo sguardo, sobbalzando quando una delle rane pazze di mio fratello, balzò sul tavolo, davanti a me.
“A chi cazzo ti sei permesso di zittire, stronzo?” la sua voce sarebbe stata divertente, se solo i suoi occhi non fossero talmente grandi, neri e sporgenti da mettermi i brividi.
“Che ti sta dicendo, Nam?” mi domandò Changkyun, ma io ormai mi ero allontanato dal tavolo con un abile scatto, per mantenere le distanze da quella bestia demoniaca di quel colore così apparentemente carino, ma altrettanto macabro: giallo.
“Dai, digli cosa ti sto dicendo!” urlò l'essere malvagio, spalancando le sue fauci come per rimproverarmi “Digli che se ti permetti un'altra volta di zittirci, diventeremo il tuo fottuto materasso per l'eternità!”
I miei occhi si sgranarono dal terrore, ma Seokjin fece presto a digrignare i denti nella sua direzione, mostrando le gengive e facendo alzare tutto d'un tratto i peli del suo manto.
“Oh, wow!” la voce di Soohyo giunse ovattata alle mie orecchie, così come lo sbuffo pesante del corvino al suo fianco.
“Pensi di farmi paura, stupido cagnaccio rognoso?”
“Con una zampata ti stacco la testa, inutile rettilino da quattro soldi!” continuò a ringhiare il mio migliore amico.
“Hey, Jin, smettila! Non vedi che è più piccolo di te?” chiese Changkyung, che in quel momento si trovava seduto sul davanzale della finestra, mentre dondolava pigramente le gambe, coperte da un appariscente pantalone blu elettrico, che stonava in un modo talmente fastidioso con le sue scarpe, da risultare quasi carino.
“Io devo smettere? Le tue ranocchie di merda continuano ad infastidire Nam, ed io dovrei smetterla? Non me ne frega un cazzo del fatto che siano piccole, spero che muoiano una ad una, lentamente!” apprezzai il fatto che il mio migliore amico mi stesse difendendo a spada tratta, davvero, ma fu piuttosto inutile, dato che a tutti gli altri arrivarono solamente una serie di ringhi indistinti ed un ululato finale.
Amavo la mia dote – se così si può definire – ma spesso, come in questo caso, risultava piuttosto stressante avere a che fare con degli animali potenzialmente pazzi, e fottutamente chiacchieroni.
“Qualcuno potrebbe darmi ascolto, adesso?” una voce mascolina – proveniente dal posto in cui era seduto Jimin – catturò la mia attenzione.
“Eveline, tesoro, perché ti stai agitando?” mio fratello le accarezzò la testa – o ciò che era, trattandosi pur sempre di un animaletto di circa due centimetri di lunghezza – con sguardo piuttosto apprensivo.
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𝘏𝘖𝘛𝘌𝘓 𝘉𝘓𝘈𝘊𝘒 𝘔𝘖𝘛𝘏 // 𝔧𝔢𝔬𝔫 𝔧𝔲𝔫𝔤𝔨𝔬𝔬𝔨 ✔️
FanficSeoul, 1962 {STORIA COMPLETA} "Correva l'anno millenovecentocinquantotto, quando un piccolo gruppo di anime decise di rendere il proprio presente un po' meno incerto, rifugiandosi tra le braccia di coloro che inconsapevolmente crearono un covo per...
