È passato un mese preciso da quella sera e da allora non ho né visto né sentito il ricciolino.
Non nego che ci sto ancora molto male, ma la vita va avanti e non posso fare a meno che stare al passo con lei e abituarmi a questi momenti no.
Ho preferito non uscire più di tanto in questi giorni, poiché avevo paura di incontrarlo e... e di scoppiare a piangere proprio davanti a lui.
Sono sul letto a guardare e a mettere da parte tutti i regali fatti da Alessandro, improvvisamente sento qualche lacrima bagnarmi la guancia e sospiro.
Scuoto la testa e vado in cucina proprio per distrarmi, decido di preparare la cena nonostante fossero appena le sette in punto.
Apro il frigo e vedo che è completamente vuoto, alzo gli occhi al cielo e sbuffo cercando una soluzione.
«Che palle» mi lamento.
Mi sa proprio che devo andare al supermercato se non voglio rimanere a digiuno.
Indosso le scarpe, prendo i soldi e vado in Coop per prendere qualcosa da mangiare; posso prendere quello che mi piace di più dato che sono sola a cena.
Cammino verso il reparto carne e vedo la mamma di Alessandro venirmi incontro... e non posso fare a meno che avvicinarmi pure io a lei.
«Cara è da un sacco che non ti vedo da noi... come mai non vieni più?» a quelle parole percepisco che il mio oramai ex ragazzo non le ha detto nulla.
«Sono-sono stata impegnata» invento una scusa.
«Beh stasera allora vieni a cenare da noi! Preparo il pollo proprio come piace a te. Non è accettabile un "no" come risposta» mi mette in difficoltà.
«Ehm io in realtà-» cerco di dire ma poi smetto di parlare... mi dispiace dirle di no, è così carina.
«L'unica cosa è che Alessandro è ad allenarsi da solo a quel campo dove va sempre, quindi non credo che ci sia per cena» tiro un sospiro di sollievo.
Okey, mangerò lì e prima che il ricciolino possa arrivare me ne andrò con una scusa.
«Va bene. Tanto non ho nulla da fare» le sorrido.
Lei fa lo stesso e vado a riposare tutte le cose che ho preso prima di incontrarla.
«Allora ci vediamo a casa!» esclama e annuisco.
Guido fino a casa di Alessandro e sospiro una volta arrivata davanti al portone, Maddalena si avvicina e prende le chiavi per poi aprire la porta.
«Siamo a casa!» dice.
Il fratellino più piccolo e quello più grande entrano in salotto e appena mi vedono mi salutano.
Giuseppe abbracciandomi, mentre il più adulto facendomi un cenno con la testa.
«Come mai c'è il motorino di Alessandro parcheggiato?» domanda la mamma ad Antonio.
«È tornato prima. È in camera sua» afferma.
«Se vuoi vai. Tanto mangeremo tra un'ora e mezza perciò...» afferma.
Antonio mi guarda scuotendo la testa e dopodiché mi prende per il braccio e mi porta lontano da lì.
«Che diavolo ci fai qui?!» sussurra.
«Il tuo geniale fratello non ha detto a tua mamma che ci siamo lasciati e lei mi ha invitata. Mi dispiace dirle di no...» sbuffo e lo fa pure lui.
«E poi mi aveva detto che non c'era per cena!».
«Ora voglio vedere come andrà la serata» scuote la testa e se ne ritorna di là con gli altri, io invece, mi sentivo molto a disagio lì, perciò vado in bagno.
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Incapable of Loving
Romance«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
