Capitolo 106

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Cammino da sola ormai, non ho più bisogno di qualcuno che mi aiuti. Sono passate tre settimane dall'intervento, a me sembra solo una eternità.
Sono le sette del mattino e cammino verso un reparto in cui mi faranno una visita per vedere in che condizioni è il pacemaker.
Lilian mi ha detto che non durerà molto e che sarà completamente indolore.
Da quel che so mi verrà posizionata una sonda sul petto che verrà collegata al computer del medico che mi visiterà, e da lì vedrà come sta reagendo il mio cuore e se l'impiantato al petto funziona correttamente.

Ho sentito Lilian parlare con una infermiera del fatto che vorrebbero togliermi i punti, in effetti sta guardando molto bene, anche lo strano non mi da più fastidio.
Forse questa operazione mi ha salvato la vita. Forse mi aiuterà ad avere una vita più sicura e meno rischiosa.
Forse potrò avere la vita che hanno tutte le ragazze della mia età.. e forse Cade tornerà.

Ho chiesto a Lilian quando mi dimetterà perché questo posto sta iniziando a farmi impazzire.
Voglio tornare nel mio appartamento, da sola. E ricominciare da zero.

Arrivo davanti alla stanza in cui si terrà la visita e prima di entrare busso.
<<Buon giorno signorina, entri pure>> mi sorride un medico anziano.
<<Buon giorno>> cerco di sorridere.
<<Allora dimmi un po', come va?>>
<<B-bene mi sento più in forma>>
<<Son contento, la Dottoressa ha le mani magiche>> sorride complimentandosi con Lilian.
<<Concordo>> mi siedo quando mi fa cenno con la mano.
<<Invece parliamo dell'impianto>> si accomodano entrambi. <<Dammi una referenza>>
<<Be io non le so dire, è come se non lo avessi, non ho fastidio o robe di questo genere se è questo quello che intende>>
<<Si anche di questo, e per quanto riguarda il cuore? Nota più resistenza?>>
Dopo tutto quello che sto subendo sta reggendo come mai prima d'ora, dopo le operazioni e le mie crisi, è come se fossi tornata stabile. Prima non avrei mai retto tutto questo.
<<Si mi sento più in forma>> mi limito a dire.
<<Proprio quello che volevo sentire, adesso le faccio togliere la canottiera e ci sposiamo sul lettino>> dice girandosi per darmi il tempo di spogliarmi la maglia, nonostante tra poco mi debba vedere senza.
Guardo Lilian che trattiene una risata e scuote la testa. Io mi limito a sospirare e togliermi l'indumento.
Mi sdraio sul lettino e il dottore si avvicina con un macchinario mai visto prima.
Mi posiziona una sonda sul petto e senza far altro si posiziona davanti al macchinario dove è riposto uno schermo in cui appaiono delle informazioni che io non riesco a leggere, ma in questo momento non mi importa di nulla.
Lui continua a leggere e a osservare assieme a Lilian mentre io mi rinchiudo nei miei pensieri.

Cerco comunque di restare calma per non alterare i risultati della visita ma in cuor mio è difficile.

Oggi non voglio pensarlo, non mi importa di nulla. Non posso pensare e preoccuparmi del fatto che lui stia male quando lui con me non si è fatto scrupoli. Ma dopo questa, prometto a stessa di non perdonarlo mai. Non mi mostrerò mai più disponibile nei suoi confronti.
Se ne è andato e va bene così. Ho vissuto diciott'anni della mia vita senza di lui, ora è giunto il momento che mi metta l'anima in pace e torno a camminare da sola.

Ieri le mie amiche tra le mille cose mi hanno portato gli appunti di scuola, inutile dire che non gli ho nemmeno guardati, Michael ha parlato con la scuola del mio recupero e del mio ritorno, i professori mi hanno mandato via email i vari test da fare per recuperare, eppure ora non riesco a preoccuparmi. Ma da stasera inizierò a studiare, non posso buttare tutto per lui, non posso trascurarmi come sto facendo per lui, quando lui sta andando avanti con la sua vita, e io impazzisco a pensare che non so dove o cosa o con chi sia.

Da oggi basta, basta. Ho passato l'ennesima notte a chiamare un numero staccato, nella speranza del nulla cosmico. Ma io ci provo perché non riesco a capacitarmi del fatto che l'abbia fatto davvero.

Tutto passa ma tu noLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora