Capitolo 110

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Guardo il mare da ore, sono uscita di casa alle quattro del mattino perché non riuscivo a dormire, mi sentivo male e mi rigiravo nel letto cercando Cade

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Guardo il mare da ore, sono uscita di casa alle quattro del mattino perché non riuscivo a dormire, mi sentivo male e mi rigiravo nel letto cercando Cade. Mi faceva male stare lì perché avevo la consapevolezza di essere sola.
Ho preso la macchina cercando di non svegliare Drake che ha insistito per dormire sul divano.

Sono arrivata che il buio copriva completamente il mare, lasciando spazio solo al rumore delle onde che si imbattevano sulla riva.
Mentre adesso tutto è più chiaro, vedo il mare che riflette l'alba delle sei del mattino, il suono delle onde calme e la pace della spiaggia deserta.
Guardo davanti a me, seduta sulla sabbia e penso e ripenso al lui.
Mi manca.

E vorrei parlarne con qualcuno, vorrei farlo con Livia. Con mia madre, vorrei sdraiarmi sul letto e parlare di tutto ciò che provo, mentre lei mi accarezza i capelli e mi promette che andrà tutto bene.
Mi darò sempre la colpa della sua morte, non cambierà mai questo mio pensiero.
È un dato di fatto, se non fossi nata lei non sarebbe morta.
E nessuno, nemmeno Michael potrà farmi cambiare pensiero.
In lui ho trovato un padre vero. Mi è stato accanto sempre, anche quando non riusciva a passare mi chiamava spesso.
Così come Jon, mi ha scritto tanto e sempre.
È stato così premuroso ma io non usando il telefono non mi ero resa conto delle numerose volte in cui mi cercava.
Vorrei creare un rapporto più stretto con loro.
Pranzare assieme la domenica, cenare il sabato e vederci ogni sera anche solo per dieci minuti.
Vorrei farlo ma ora non mi godrei questa preziosità.

Perché ho solo bisogno che Cade torni a casa, e ho bisogno anche di una figura materna, e la ritrovavo in Lilian ma non riesco a confidarmi con lei dopo che mi ha mentito così.
E so che il mio ragazzo è stato arrestato, ma anche suo figlio. E so che proviamo un dolore simile ma il silenzio viene da entrambe le parti.
Ne io ne lei ci siamo chiamate, e forse sa che ho bisogno di stare sola.

Devo andare a scuola tra due ore, e sono qui a venti minuti da casa a guardare il confine dell'oceano.
Non ho voglia di far nulla. Ne di parlare ne di muovere un singolo muscolo facciale per farlo.
Vorrei dormire tutto il giorno in modo tale da non accorgermi della sua assenza ma non riesco nemmeno a chiudere gli occhi per un ora intera.

Gli occhi mi fanno male dalla stanchezza ma il mio corpo si rifiuta di darmi face, forse per stare sull'attenti ad aspettare che succeda qualcosa.

Penso a Cade, si, ma non penso al passato, o al dolore. Penso a cosa stia facendo in questo momento, con chi è in cella e se ci va d'accordo.
Continuo a pensare se ha mangiato ma quello che più mi tormenta è cosa pensa riguardo alla risposta che non gli ho ancora dato.
Forse sta male e io sto sbagliando tutto, ma dall'altra parte vedo me, alle sei del mattino seduta in spiaggia da due ore a guardare un punto indefinito senza più fiato e forza.
Sono completamente apatica.
Mi ha tolto ogni filo di emozione.

Vorrei essere li, farmi avvolgere dalle sue braccia e rimanere ammagliata, come ogni volta, dalla sua bellezza, e da quei occhi verdi che nascondono un inferno.

Tutto passa ma tu noLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora