Un anno dopo
<<Io non me la metto>> sbuffa lanciando la cravatta a sul letto.
<<Dai Cade siamo in ritardo>> dico avvicinandomi
<<Non mi va>> continua facendomi solo ridere
<<È Natale, fattela venire la voglia>> prendo la cravatta e gliela lancio contro.
<<Cazzo ho speso più in regali questo mese che in tutta la vita con la droga>> si lamenta e stavolta è un cuscino ad arrivargli dritto in faccia.
<<Preparati, io ti aspetto giù>> gli lascio un bacio sulle labbra.
<<Dai rimani, giù non ho accesso il riscaldamento, devo imparare a conoscere la casa>>
<<Ci siamo già tre mesi>> rido
<<Appunto>> mi guarda <<Te l'avevo promesso>>
<<Lo so>>
<<Ti manca la vecchia casa?>> si avvicina accarezzandomi i capelli.
<<Un po', eravamo piccolini>>
<<Tu lo sei ancora>> mi bacia
<<Anche tu allora>> lo guardo male. Mi prende sempre in giro perché sono più piccola, come se non avessimo solo due anni di differenza.
<<Quest'anno ero qui per il tuo compleanno>> mi stringe da dietro, appoggiando il mento sulla mia testa.
<<Lo so>> chiudo gli occhi ripensando a tutto quello che abbiamo passato.
<<Ancora non ci credo che hai 20anni>>
<<E tu 22>> mi giro non capendo che voglia dire
<<È diverso All>>
<<Perché>> lo guardo in quegli occhi verdi stanchi.
<<Pensavo di perderti quando ne avevi appena 18, e ora ne hai venti>>
Il respiro mi trema così mi nascondo nel suo petto e prontamente le sue braccia mi stringono.
<<Non andartene mai>> sussurra al mio orecchio.
<<Ci provo>> sibilo sperando di non lasciarlo mai più.
<<Ti amo>>
<<Anche io>> sorrido quando mi accarezza la pancia.
<<Amo anche questa panciona>> dice facendomi ridere.
<<Adesso preparati però>> lo spingo leggermente.
<<Si ma non mi metto nessuna cravatta del cazzo>>
<<Dai Cade, te l'ha regalata mio nonno>>
<<Fa comunque cagare al cazzo>> sbuffo alzando gli occhi al cielo.
<<Sei il solito stronzo>> dico e lui ride prendendo la cravatta e mettendola in un cassetto.
<<Tu invece metti qualcosa sopra quel vestito o vi congelate>>
<<Metto un cappotto>>
<<Sei bella>> mi guarda prima di andare in bagno e sistemarsi i capelli.
<<Tieni>> gli passo le chiavi del Porche e apro la porta di casa.
<<Aspetta>> mi richiama mentre scende le scale della zona notte.
<<Che ce?>>
<<Niente, usciamo assieme>> mi affianca e così usciamo di casa.
Saliamo nella sua macchina, lo guardo e nulla è cambiato. Io e lui, adesso però non ci divide più niente.
<<Ti accendo l'aria calda>> parla mentre guida concentrato e con la mano destra mi accarezza la pancia.
Sono incinta, al quinto mese per l'esattezza.
Quando l'ho scoperto ero in camera, Cade dormiva e non sapevo cosa dirgli.
Ero un mix di emozioni contrastanti, qualcosa di forte tra l'amore e la paura.
Più passavano i giorni più sentivo qualcosa dentro di me.
Ero condizionata lo so ma amavo quella sensazione.
Accarezzavo continuamente la pancia ancora piatta come se quella piccola creatura già potesse sentire che io ero presente.
Non trovavo il coraggio di dirlo a Cade, avevo paura di deluderlo, di ferirlo se il mio corpo non fosse stato in grado di portare avanti una gravidanza.
Ho passato giorni difficili, mi isolavo da lui, non sopportavo di mentigli ma nemmeno di poterlo vedere star male.
Più i giorni passavano più Cade sembrava tornare a due anni fa.
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Tutto passa ma tu no
RomanceAllison Julia Grey, 18 anni. Cade Scoot, 19 anni. Il loro destino è legato da una tragedia di cui ignorano la sua esistenza. Le loro vite sono intrecciate più di quanto credano. Il loro incontro non è pura coincidenza ma è la risposta a tutte le l...
