due settimane dopo
<<Ultima ora>> respiro a fatica scendendo dal divano. <<Rivolta dentro il carcere di Sant'Andrea a Boston.
Si parla di ribellione da parte dei carcerati verso le guardie, per ora non sappiamo con esattezza il movente o il susseguirsi degli eventi ma lo stabile è circondato dalle guardie, militari e squadristi.
L'annuncio è arrivato tramite un telefono cellulare tenuto in possesso da un detenuto che ha mandato lui stesso l'allarme alla prima stazione di polizia che è intervenuta immediatamente sul luogo...>>
Il mondo si ferma, tutto attorno a me lo fa.
Prendo il telefono e chiamo immediatamente Brown.
<<Ti prego rispondi>> faccio avanti e indietro per la casa mentre non distolgo mai lo sguardo dalla tv.
Il telefono squilla una, due, tre volte ma nessuno risponde.
Chiamo Adam, ma nemmeno lui risponde. Joy idem così vado in camera mia, metto le prime cose che trovo e mi dirigo verso l'uscita.
Non prima di prendere le chiavi della macchina.
Chiudo casa e salgo in auto.
Non so nemmeno dove andare ma so che non posso stare a casa.
Continuo a chiamare ma nessuno risponde.
<<Ma dove sono tutti!>> urlo presa dal panico, chiamo mio fratello ma anche lui niente.
Chiamo mio padre e finalmente lui risponde.
<<Papà dove sei?!>>
<<Tesoro sono a casa, è tardi>>
<<Accendi la tv! Guarda che sta succedendo!>> parlo presa dal panico bruciando anche uno stop.
<<Ora guardo>> dice cauto, passano momenti di silenzio e poi lo sento sospirare pesantemente.
<<Allison.. non.. dove stai andando?>> sento la sua voca combattuta.
<<Non lo so! Nessuno dei ragazzi mi risponde>> inizio ad agitarmi ancora di più.
<<Papà ho paura>>
<<Lo so ma vedrai che andrà tutto bene>> cerca di dire ma il suo tono preoccupato lo tradisce.
<<Sai che non è vero! Per come è lui probabilmente l'ha pure iniziata>> inizio a piangere mentre la testa mi scoppia.
<<Allison non dire così, ora fermati e vengo subito da te>>
<<No papà devo fare qualcosa!>> cerco di guidare mentre mi asciugo le lacrime.
<<E la farai ma ora accosta e arrivo io, va bene? la risolviamo assieme e poi..>> sento la voce di Michael ormai di sottofondo quando, senza essermene resa conto, passo nella via di casa sua.
Le luci sono tutte accese e vedo quattro macchine parcheggiate davanti.
<<Ma che..>> sussurro
<<Che succede? Dove sei?>>
Rallento e mi rendo conto che quelle auto sono dei ragazzi.
Senza pensarci due volte parcheggio, e scendo dalla macchina.
<<Allison dove sei?!>> sento Michael spaventarsi e mi ricordo di essere ancora in chiamata.
<<Papà sono davanti casa di Cade>>
<<All.. sono mesi che non entri, te la senti?>> sospira
<<In questo momento mi importa solo sapere che sta succedendo>>
<<D'accordo, io provo a sentire Jon lui ha sicuramente dei contatti li dentro, a dopo bambina>>
<<Grazie papà a dopo>> lo saluto e riattacco mentre entro nel giardino di quella casa.
Salgo sul pianerottolo e mille ricordi mi riaffiorano per la testa.
Flashback
<<E poi?>> mi chiede Cade mentre lui fuma in veranda e io lo guardo seduta su una sedia da esterno, con una coperta in pile addosso.
<<Sono venuta qui ma non c'eri allora mi sono fatta la doccia, ho studiato e ti ho ordinato la pizza che si è mangiato Jonathan e poi nulla, eccoci>> gli racconto in brevissimo la mia giornata
<<Ti ha fatto bene parlare con Livia?>>
<<È stato bello>> un filo di malinconia si posa su di me. <<Mi ha raggiunto anche Michael>>
<<Ho reagito di merda a tutto, non era questo il modo in cui avrei voluto comportarmi>>
<<Lo so>> sospiro
<<No che non lo sai>> si agita impacciato <<Non sono il tipo di ragazzo che ti meriti, e lo riconosco ma non riesco a lasciarti andare, non voglio>> fa un altro tiro mentre guarda altrove <<Mi faccio schifo a ripensare come ti ho trattato nella casa di Piage, ti ho messo le mani addosso senza che volessi..->>
<<Cade io->> <<Fammi finire>> mi prega
<<Sono stato un bastardo dopo che Kay mi ha sparato, sono stato anche peggio quando ti ho chiesto di nasconderci da tutti>> lancia in strada la sigaretta.
<<Voglio che tu sia la mia donna e io un uomo degno di te, voglio dimostrartelo sempre e voglio proteggerti da tutto>> sento il cuore a mille e un groppo in gola che mi impedisce di parlare, i miei occhi lottano per non piangere mentre lo guardo parlare impacciato.
<<Stamattina quando sono andando al cimitero da tua madre non mi sentivo all'altezza, quasi mi sentivo giudicato dalla sua foto>> dice e io rido debolmente
<<Poi ho iniziato a raccontarle di quanto ti amo e->> si blocca come se l'avessero congelato all'istante, mi mordo le labbra per non urlare dalla felicità ma non resisto e mi alzo sorridendo come una scema. <<Le stavi raccontando di quanto mi..?>> rido andandogli incontro baciandolo
<<Di quanto sei rompi coglioni>> sorride sulle mie labbra baciandomi.
<<Voglio essere tutto ciò di cui hai bisogno e non lo sono stato da quando sei tornata in città>>
<<Non mi importa>>
<<A me si>> dice baciandomi, prendendomi in braccio ed entrando in casa.
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Tutto passa ma tu no
RomantikAllison Julia Grey, 18 anni. Cade Scoot, 19 anni. Il loro destino è legato da una tragedia di cui ignorano la sua esistenza. Le loro vite sono intrecciate più di quanto credano. Il loro incontro non è pura coincidenza ma è la risposta a tutte le l...
