Autrice: laragazza_silenziosa
È quello che spero da sempre.
Realizzare il mio sogno.
Ciao a tutti! Io sono Samantha, per gli amici Sam. Ho un sogno nel cassetto che mi tormenta e ci proverò.
Proverò a farlo diventare realtà.
Dicono "La speranza è l'ultima a morire", si già. Forse la mia sta morendo, ma non importa questa volta sarà diverso.
Non come l'ultima.
*Inizio Flashback*
Ero lì, i giudici mi fissavano, avevo i loro occhi addosso. Non posso permettermi neanche un minimo errore, una minima imperfezione.
-Buongiorno, tu sei?
Mi chiese quello centrale, era un signore di una certa età, sicuramente anche di una certa esperienza.
-Buongiorno, io sono Samantha.
Sussurrai, agitata più che mai.
-Può iniziare.
Mi incoraggiò,sfogiando un ampio sorriso, il terzo giudice, o meglio la terza. Era una signora sui 40 anni, si portava davvero bene ed era elegantissima.
La musica iniziò, iniziai a contarla trovando il tempo giusto.
5..6..7..8..
Iniziavo a ballare, il mio corpo si muoveva da solo. Non riuscivo neanche a respirare.
Mi sembrava tutto perfetto, avevo fatto tutto bene fin ora.
La musica aveva iniziato ad agitarsi. Era il momento. Dovevo iniziare il pezzo sulle punte.
I miei piedi presero posizione, ma li sentivo deboli. Non ci feci caso, continuai. Non riuscivo più a sentire quelle scarpette, non riuscivo più a sentirle mie. Nonostante le usassi da tempo, anche troppo.
Cercai di pensare ad altro, ma ad ogni minimo movimento del piede sentivo il fastidio di quelle scarpette. Il grand jetè arrivava, dovevo concentrarmi. Stendere le gambe al massimo, tirare le punte e saltare il più possibile. Feci tutte queste cose, ero entusiasta di me, ma la discesa non l'avevo neanche calcolata minimamente in quell'istante. Come appoggiai la prima gamba, la scarpetta mi diede un fastidio, ancora più forte.
Mi fece cadere sul pavimento.
Mi sentivo una stupida, ballo con queste scarpe già da due anni, che mi prende?
Alzai lo sguardo verso i giudici.
Mi guardavano in silenzio.
-Posso continuare?
Chiesi.
Parlarono tra di loro a bassa voce e dopo due minuti.
-Con questa caduta sei squalificata.
Rispose il primo giudice, non aveva ancora parlato. Avrei preferito così.
La mia mente iniziò ad andare in confusione.
Mi alzai.
-Grazie.
Riuscivo solo a dire questo.
Avevo speso 2 ore di treno per una stupida caduta?
Piansi, piansi tantissimo.
*Fine Flashback*
Mi vengono i brividi, ho paura.
Paura che anche questa volta vada male. Paura di non riuscire di non farcela.
-Ci riuscirai, stai tranquilla.
Mi incoraggia Steven, il mio ragazzo.
Vorrei star tranquilla come dice lui, ma proprio non riesco.
Ho sacrificato tante cose per la danza.
È il mio sogno, il mio sogno nel cassetto, la mia speranza per il futuro.
Quest'audizione è davvero importante, mi darà l'occasione di entrare nell'accademia di danza classica più famosa.
Mi vedo passare per la mente questi 3 anni. Dopo quell'amara squalificazione ho tirato fuori gli artigli. In questi 3 anni non ho fatto altro che allenarmi e allenarmi e allenarmi. Ho partecipato anche a varie gare regionali, per esercitarmi ancor di più. E credo che ora sia arrivato il momento di riprovare.
Entro nella stanza, vedo sempre gli stessi tre giudici.
-Puoi iniziare.
Mi giro verso le tende che conducono ai camerini e Steven mi fa un cenno d'approvazione.
La musica parte e io con lei.
Mi sento leggera come una piuma.
Tutto va liscio. Giro davanti a loro come una piccola trottola, coperta di piume.
Inchino, fine.
Applausi.
-Vai in finale!
Se non ci speravo così tanto non avrei mai riprovato.
Il mio corpo è ospite di un nuovo tatuaggio, "SPERANZA".
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