andri98

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Autrice: andri98

Mentre leggevo l'annuncio del giornale l'ho cerchiato con una penna; sicuramente mi servirà.
Il testo diceva chiaramente:
"Cerco una guardia per animali esotici. Si richiede la disponibilità di lavorare anche in luoghi isolati, salario attraente e minimo un anno di lavoro assicurato".
Affianco alla rubrica d'annunci c'era un'intervista riguardante un furto:
"Ieri pomeriggio la banca locale del paese è stata assalita. Poco prima della chiusura sono entrati due individui armati che pretendevano i soldi d'incasso di quel giorno. Mentre la cassiera li preparava, uno dei guardiani ha approfittato della disattenzione dei ladri, ha tirato fuori una pistola e ha sparato ad entrambi uccidendoli. Ci saranno più notizie quando la guardia, gravemente ferita, si risveglierà."

Ho bevuto di fretta la mia coca cola per poi prendere di fretta il telefono. È vero che nel giornale è apparso solo questa mattina, ma non si può mai sapere chi è in cerca di un lavoro.
"Pronto?"
Si sentono tanti rumori strani.
Finalmente, qualcuno risponde:
"Pronto?"
Analizzando la voce mi sembrava un uomo anziano.
"Mi chiamo Robert Smith e l'ho chiamata per sapere di più riguardo l'annuncio..."
"Ah certo..Mr. Smith.."

Nel treno che mi portava verso il mio futuro lavoro decisi che dovevo rimanere lì il più possibile e forse così si dimenticheranno di me e dei due ladri uccisi. Ripenso agli avvenimenti di ieri e ancora non capisco come sono riuscito ad uscire da quel ospedale.
Dopo tante ore di treno il paesaggio monotono intorno a me all'improvviso cambiò; le colline lasciarono spazio a una catena di montagne.
Un'ora dopo arriviamo al capolinea dove sono scesi tutti i passeggeri che perdo di vista in poco tempo. Mi dirigo verso un impiegato della stazione per chiedergli se sapeva dove si trova la fattoria.
"È circa a tre chilometri da qui" risponde indicandomi la strada da prendere.
Non era troppo lontano, ed io, avendo solo una piccola borsa con me, decisi di andarci senza un mezzo di trasporto.
Prima di partire, però, chiedo:" Scusi il disturbo, ma non è che potrebbe dirmi che animali allevano lì?"
"Animali?" domanda divertito.
"Sì, che tipo di animali?"
Non risponde e quando mi preparo per ripeterglielo per l'ultima volta fa tre grandi passi verso l'ufficio dove si chiude dentro.
Scelgo di andarmene, ma le strade da prendere sono due; afferro la mia borsa per poi incamminarmi su una valle. A destra e a sinistra s'innalzavano montagne e la poca luce rendeva l'atmosfera pesante. Improvvisamente vedo una casa e ripensando all'atteggiamento dell'uomo di prima, mi chiedo che animali potrebbero esserci. Spero tanto non serpenti: li odio, ho una fobia sin da piccolo per loro.
Senza pensarci troppo busso alla porta.
Mi apre un uomo anziano, ma che mi sembra abbastanza sveglio nella luce pallida del tramonto.
"Sì?" mi squadra per un'istante e poi aggiungere "È qui per l'annuncio, vero?"
Annuisco. "Abbiamo parlato al telefono.. Se non sbaglio".
"Certo, può entrare" dice facendomi strada.
"Solo una cosa...non sopporto i serpenti."
"E chi li sopporta?"risponde ridendo.
"Sicuramente nessuno, solo che si parlava di animali esotici nell'annuncio quindi ho pensato.."
"Le persone hanno paura di quel che non capiscono, Mr. Smith."
Mi mostra un ampio sorriso e mi fa cenno di entrare. Il luogo dove mi trovo è grande e molto spazioso dato che quasi non ci sono mobili. Un'immensa tavola in mezzo, alcune sedie e due armadi appoggiati alla parete.
Non riesco a stare molto attento a quel che il signore mi dice perché vicino a noi gironzola una ragazza bionda che trasmette allegria.
Finalmente nota la mia disattenzione.
"Mi sono dimenticato di presentarti mia figlia. Lei è Sarah."
La ragazza mi ha guardato di sfuggita per poi tornare alle sue faccende.
"Lei ha cura degli....animali. Tu dovrai proteggerci."
"Cosa? Animali?" Sarah strizza gli occhi mentre guarda suo padre con espressione tesa.

La risata cristallina di lei mi fa sentire immediatamente meglio però l'odore del cibo mi ricorda che non mangio qualcosa da molte ore.
Decidiamo di cenare quando in lontananza si sente uno strano rumore.
Sarah alza lo sguardo verso il padre e chiede: "Mi chiamano di nuovo. Devo andare?"
"È meglio se vado io... Tu farai vedere a Robert dove dormirà. Forse è stanco. Domattina gli mostrerò cos'ha da fare.."
Osservando la conversazione tra i due mi passano nella mente diversi pensieri.
Ho 30 anni e già ero considerato vecchio per il lavoro che mi piaceva fare.
Tre anni come bodyguard, cinque all'estero e poi come guardia alla banca da dove ne sono appena uscito vivo.

Suo padre è tornato e dopo averci guardato a lungo dice a Sarah di accompagnarmi nella mia camera.

"Buona notte..."
Sorride e si allontana.
"Sarah!"la chiamo sotto voce.
"Vorrei comunque sapere che cosa allevate qui.."affermo speranzoso.
"Sapevo che eri curioso. Vieni con me, ti farò vedere."
Entra in una camera che all'inizio pensavo fosse un dormitorio per bambini.
"Adesso hai visto?" domanda.
"Sì, ma non ..."
Proprio in quel momento uno dei bambini si muove e riesco a vederle: ali da angelo, piccole e pure.
Iniziavo a capire.
"Sono i bambini che muoiono.... Devono stare da qualche parte finché diventano grandi ed in seguito angeli custode, no?"

Sarah sistema la coperta su uno di loro e proprio in quel momento riesco a distinguere anche le sue di ali. Mi guarda con una certa tristezza in volto ed è in quel momento che mi rendo conto di essere come lei.  

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