Autrice: laragazza_silenziosa
Ho una vita perfetta. Ho moglie, un figlio bellissimo e anche un cane.
Tutto mi va bene, ho un lavoro e guadagno bene.
Fischietto allegramente, sto tornando a casa.
Guido il più veloce possibile.
Parcheggio di fronte casa.
Cerco le chiavi di casa, oh merda. Non le ho, mi toccherà aprire con la forza.
Faccio pressione con la spalla, il legno scricchiola. Do un altro piccolo colpo e si spalanca, facendomi entrare in casa mia. È così bella, così grande.
Mia moglie dorme ancora.
Prima di andare da lei voglio dare un ultima occhiata alla mia grande casa.
Osservo i quadri, io non sono presente neanche in uno, ci sarà tempo per fare altre foto, penso. Penso a cosa cucinare per pranzo. Vorrei fare una sorpresa a mia moglie, vorrei cucinarle qualcosa.
Attraverso il salone ed entro in cucina, mi sento un tantino perso. Non so dove siano le cose, forse perchè non passo molto tempo in cucina, ma non sono un cattivo marito. Cerco una pentola in questa grande cucina, tutti questi cassetti mi confondono. La trovo in cima allo scolapiatti.
Verso dell'acqua dentro e la metto a bollire. Mentre bolle vado a cercare il mio cane. Non ricordo dove sia la sua cuccia, forse perchè non passo molto tempo con lui, ma non sono un cattivo padrone.
Non la trovo proprio, forse mia moglie l'avrà spostata.
Prima di cuocere la pasta vado a vederla. Cerco la sua stanza, non ricordo quale sia, forse perchè sono stressato. La trovo in cima alle scale, la porta è socchiusa. Entro senza fare rumore, la vedo dormire beata.
La osservo, è così bella.
Sembra proprio una bambina mentre dorme. Ma dove è mio figlio?
Esco dalla stanza e vado alla ricerca della sua.
Ha la porta aperta, entro e lo vedo nel suo lettino a castello. Un piccolo bacio lascio sulla sua fronte, questo lo fa svegliare.
-Chi sei tu?
Mi domanda con la sua dolce vocina.
-Oh, ma io sono tuo padre.
Gli sussurro.
-Mio padre? Ma Mamma dice che non ho un padre, dice che è andato via.
Mi risponde con aria un pochino agitata.
-Ma no, io sono qua. Sono il tuo papà. Dai fatti abbracciare.
Lo incoraggio mentre tendo le braccia.
Lui si sposta verso il muro, leggermente spaventato.
-Io sono il tuo papà. Vieni qua ti ho detto!
Gli ordino, alzando la voce.
Inizia a piangere e mi abbraccia.
-Su su, bravo bambino. Ora vado a fare il pranzo. Stai qua okay?
E non ti muovere, non fare il cattivo.
Gli dico, uscendo dalla porta.
Ritorno giù, preparo la pasta.
Sento un piccolo rumore, dei piccoli passi.
Mi ritrovo mio figlio nelle scale.
-Che ci fai qua?
-Avevo paura..
Mi risponde triste.
-Ti ho detto che non ti dovevi alzare! Non devi fare il cattivo bambino con me.
Lo rimprovero, alzando la voce.
-Ma io ho paura!
Esclama lui.
-Ti ho detto di fare il bravo basta, non rispondere a tuo padre!
-Tu non sei mio padre!
Cosa? Ho sentito bene? Questo non lo posso tollerare.
Lo prendo per il braccio e lo porto in cucina. Questo non lo posso tollerare, ripenso. Gli copro la bocca.
Tenta di urlare mentre piano piano muore dissanguato.
Lo lascio lì sul pavimento.
Se lo merita, ha detto che non sono suo padre, penso guardando il corpo del mio bambino senza vita con un coltello che gli trapassa lo stomaco.
Ha fatto il cattivo.
Vado ad avvisare mia moglie di questo comportamento.
-Amore svegliati.
Le sussurro dolcemente all'orecchio.
La tocco dolcemente.
-Dai su.
Apre gli occhi, si gira, mi vede, urla e salta dal letto.
-Chi cazzo sei tu?
Mi urla contro.
-Amore io sono tuo marito.
Le dico mentre cerco di avvicinarmi per abbracciarla.
-Non ti avvicinare!
Grida.
-Anche tu ti comporti molto male.
Non vorrai fare la fine di nostro figlio vero?
-Cazzo dici?!
Non va bene. Mi butto su di lei e le do il trattamento che le serve. Lo stesso di nostro figlio.
Non possono trattarmi così.
Sento la polizia, sono venuti a riprendermi.
Il giorno dopo sulla prima pagina del giornale locale
"PSICOPATICO ENTRA IN CASA E UCCIDE TUTTI, LEGGETE PER SCOPRIRNE DI PIÙ."
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