REVISIONATO
Erano passati pochi giorni.
Jaden non si era fatto più vedere a scuola, ma girava voce che qualcuno lo avesse visto a Santa Barbara in serata. Gli allenamenti della squadra di basket erano tornati ad essere noiosi agli occhi di tutte quelle oche che li andavano a vedere solo per eccitarsi un minimo, così come le lezioni erano diventate silenziose.
Nate Williams e Curtis Johansson erano comunque argomenti interessanti di cui parlare, ma Jaden Reyes era l'apice del pettegolezzo dentro la Sid.
Era bello, misterioso e sembrava piuttosto selettivo in fatto di ragazze. Ogni tanto si faceva vedere con qualche livido o taglio, ma nessuno sapeva mai spiegarsi come se li facesse o per mano di chi. E nessuna ragazza sembrava catturare la sua attenzione troppo a lungo.
Fortuna che erano rimasti ancora in circolazione Curtis e Nate. Ma peccato per Davina, che sembrava ricevere tutta la loro attenzione.
Curtis continuava ad assillarla alle lezioni, durante le pause, tra una lezione e l'altra e persino a pranzo. Parlavano di tutto, si confidavano pure. Ma lui non aveva più tirato fuori l'argomento Jaden Reyes nonostante la palpabile curiosità di Davina.
Nate, invece, era ancora fermamente convinto nel voler riacquistare la sua amicizia
Si prolungava in una serie di gesti affettuosi che la gente, alla Sid, aveva iniziato a storcere il naso: Nate Williams non era così gentile nemmeno se lo avesse voluto.
Le portava lo zaino a spasso tra i corridoi, le prendeva il pranzo e lo sistemava accuratamente sul vassoio - seppur poi fosse costretto da Aura a sedersi lontano da loro - e l'accompagnava fino alla macchina nel parcheggio prima di raggiungere la palestra.
Eppure, nemmeno lui aveva proferito parola su Jaden Reyes.
Davina era diventata in poco tempo fonte di domande e curiosità da parte di tutti gli studenti: come fosse riuscita ad occupare l'attenzione di tutti e tre i nuovi arrivati, Nate incluso, era un quesito ormai frequente.
<Un frappè.> il bar di Julie era pieno di gente, per lo più studenti intenti a ripetere e finire i propri compiti: i test di metà semestre erano ardui.
Aura si era presa il giorno libero.
Non c'era nulla di positivo in quello, non da quando la possibilità che suo padre potesse tornare a casa sua era diventata concreta.
Davina sapeva bene dove fosse e cosa stesse facendo, ma aveva smesso di interessarsene: aveva ignorato ogni suo altro segnale di ricaduta e ogni possibilità di aiuto che poteva offrirle. Aura non voleva essere aiutata e Davina lo aveva finalmente imparato a capire.
Il frappè le venne appoggiato davanti al volto senza che Curtis proferisse parola.
Niente battutine, un 'come butta' quasi urlato e nessun sorriso. Niente di niente.
Il suo sguardo puntò la porta d'ingresso non appena il campanello trillò. La preoccupazione era palese dal modo in cui serrava i denti, facendo scattare la mandibola più e più volte, e da come arricciava il naso quasi infastidito.
La distanza da Davina aumentò drasticamente fin da subito.
C'era qualcosa di strano, o qualcuno di strano. Forse qualcuno che era appena entrato nel locale e Curtis Johanson non sopportava.
Ma Curtis sopportava la presenza di Jaden Reyes costantemente nella sua vita; perciò, chi poteva mai infastidirlo?
Davina si fece da parte, ignorando - almeno era quello che sembrava da fuori - il tipo che prese posto all'estremità del bancone. Resse il gioco a Curtis, evitando di parlare o anche solo di fissarli.
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UNhappy
Dla nastolatkówUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
