REVISIONATO
<Non gli farà bene questa festa.> brontolò Aura, prendendo posto su una delle poltroncine da esterno nel portico della villa dei Williams.
<Lo dici solo perché non è ancora corso come un cagnolino ai tuoi piedi.>
Davina non era più in sé da qualche ora.
L'alcol girava libero nel suo corpo, la faceva impazzire. E le sigarette che si era fumata, praticamente insieme a tutti gli studenti della Sid, non aiutavano di certo.
Aura, per la prima volta, si rese conto di quanto fosse difficile occuparsi di un'amica fuori controllo.
<Lo dico perché lui fa così, ogni volta.> agli occhi di Aura, il malessere di Nate in quel momento sembrava prevaricare su quello della sua migliore amica.
Perché Davina era sempre riuscita a sopportarlo bene, ormai ne era abituata. Ma Nate sarebbe stato in grado di autodistruggersi senza nemmeno rendersene conto.
Dall'inizio della festa, nessuno l'aveva mai visto senza il bicchiere in mano.
Si era lanciato in balli da perdifiato, in giochi super alcolici, in karaoke improvvisi e stronzate imperdonabili. Nessuno aveva mai visto Nate Williams ridotto in quello stato.
<Bene, è quello che sta facendo pure oggi. Che fa di male?> Davina iniziò a gesticolare: in una mano il bicchiere pieno di quello che Aura pensava essere un drink fin troppo pesante, nell'altra una sigaretta appena accesa.
<E non ti preoccupa?>
<Da quando dovremmo preoccuparci di Nate Williams?> il tono sbilenco e le parole quasi accorciate. Davina rimase con lo sguardo fisso sul lampione del giardino. <Lui fa così, si ubriaca fino a vomitare e poi torna quello di sempre.>
<Bene, meglio mi sento.> Aura alzò gli occhi al cielo, appoggiando il capo contro lo schienale morbido della poltroncina.
Tra le due calò un silenzio preoccupante.
Come da programma, avevano iniziato a bere fin da subito per sciogliere gli animi e andare a ballare senza pensare a chi le stesse circondando.
Ma poi Davina si era fatta prendere la mano con i bicchieri di alcol ed era finita in un quasi spogliarello davanti a tutta la squadra di football.
Non aveva tirato in ballo nemmeno una volta l'argomento Jaden Reyes, né aveva fatto commenti strani sulla sua prolungata assenza dalle vacanze di Natale. Niente battutine a Nate, né domande su dove fosse finito.
Come se Jaden Reyes non fosse mai esistito.
Ma poi, dopo aver passato una decina di minuti ferme in quelle poltroncine, qualcuno - un gruppo di ragazze - aveva deciso di rompere quella loro tranquillità.
<É arrivato Jaden...> il tono fin troppo alto; la voce uscì quasi stridula. <ed è più bello che mai.> avevano detto, tutte eccitate ed emozionate.
E Davina aveva perso la testa.
Aveva acceso l'ennesima sigaretta della serata e si era fatta largo tra tutti gli adolescenti sudati e puzzolenti verso l'ingresso di casa Williams. Aveva fatto perdere le sue tracce.
Aura brontolò qualcosa a bassa voce, poi tornò a rilassarsi sulle poltroncine. Sapeva bene che Davina avrebbe trovato Jaden Reyes e con lui sarebbe rimasta più tempo del previsto.
Sperava solamente di non ritrovarla a fine serata con il cuore spezzato.
La musica sembrava farsi sempre più alta a mano a mano che Davina si avvicinava all'ingresso, l'aria più consumata e la sigaretta più nauseante.
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UNhappy
Fiksi RemajaUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
