(Dam's pov)
Febbraio 2029
«Damiano, sbrigati! Sono in ritardo!»
Lei era sempre in ritardo, ogni santo giorno, qualsiasi ora fosse. Anche quando non aveva nessun motivo per esserlo, riusciva comunque, in qualche modo, a fare tardi.
Ero entrato in bagno da neanche trenta secondi, non avevo nemmeno avuto il tempo di slacciarmi i pantaloni, ma uscii per non farla innervosire ulteriormente.
Da buon marito, decisi addirittura di scendere per scaldarle la macchina, così non avrebbe dovuto patire più di tanto il freddo tipico di una mattina di febbraio, e le sbrinai il vetro ghiacciato dal gelo della notte.
Nello stesso istante in cui rientrai in casa, Victoria aprì la porta del bagno.
«Ti ho scaldato la macchina e pulito il vetro.»
Ma lei non mi degnò neppure di uno sguardo, mentre si specchiava per l'ennesima volta prima di uscire.
«Prego, non c'è di che», ironizzai.
«Non ti ho chiesto io di farlo.»
«Sbrigati, sennò torno giù e ti buco le gomme.»
Le sue labbra contornate di rossetto si incurvarono in un sorriso e finalmente il sole tornò a splendere su Roma.
Mi buttò un bacio con la mano, prima di chiudersi il portone alle spalle.
***
Mi ci era proprio voluta una partita a calcetto con gli amici. Correre, sudare, divertirmi e buttare via lo stress.
La vita, però, è una gran stronza, e proprio quando pensi di esserti alleggerito un po', tutto si fa di nuovo pesante, anche più di prima.
Tornato nello spogliatoio, trovai una decina di chiamate perse da Victoria e da Thomas. Decisi di richiamare quest'ultimo.
«Thom, che cazzo è successo?»
La voce di Thomas rispose serena, così mi tranquillizzai almeno un po'. Finché non udii il resto delle sue parole.
«Stai tranquillo, okay? Ora è tutto risolto e tutti stanno bene. Victoria ha avuto un piccolo incidente, niente di che. È già stata in ospedale per i controlli e sta benissimo. Ora siamo a casa.»
Volai letteralmente verso casa, aprii la porta e la cercai immediatamente con lo sguardo.
Eccola, rannicchiata sulla mia poltrona, avvolta nella sua coperta leopardata, con una tazza fumante fra le mani.
Lasciai cadere tutto ciò che avevo in mano, il borsone, le chiavi, il cellulare, e corsi da lei, che fece lo stesso.
L'abbracciai come non l'avevo mai abbracciata prima, terrorizzato, ma felice di poter vedere con i miei occhi che effettivamente stava bene, che stavano bene.
«Mi spieghi cos'è successo?»
Abbassò lo sguardo, prima di rispondere.
«Mi sono distratta un attimo e...»
«Victoria, guardami. Che cosa è successo?»
Sapevo che c'era dell'altro, me lo sentivo. Qualcosa che Vic non avrebbe voluto rivelare, qualcosa che non aveva il coraggio di dire.
«Mi è arrivato un messaggio. Ho preso un attimo il telefono solo per guardare chi fosse. Non volevo rispondere, non lo volevo nemmeno leggere, solo vedere chi era.»
«Che cazzo ti dice il cervello, eh?»
Passai una mano tra i capelli, mentre i miei respiri si facevano corti, affannati. Ero una bomba pronta ad esplodere.
Victoria già piangeva disperata, ma non ci feci troppo caso. Questa volta non mi importava, non l'avrei di certo consolata. Aveva sbagliato, aveva fatto un'enorme cazzata. Sarebbe potuta finire peggio di come invece, fortunatamente, era andata. Lei lo sapeva, io lo sapevo, solo che non ci avrei voluto pensare, perché quel solo pensiero mi stava facendo dare di matto.
«Sei una cogliona, Victoria. Non sei più sola, porti un'altra vita con te, la vita di nostro figlio. Cresci, Cristo Santo! Pensavo che ormai fossi diventata più matura, più responsabile, che fossi diventata una donna, invece sei sempre la solita bambina menefreghista del cazzo! Pensavo che saresti cambiata, che avresti potuto farlo davvero, ma mi sbagliavo. Tu non sei pronta per questo, non sei pronta per avere un bambino. E oggi l'hai dimostrato. Sei ancora quella ragazzina che non vuole crescere e diventare adulta, che non vuole responsabilità. Non sei ancora pronta per tutto questo. È tutto troppo più grande di te.»
«Non dire così», riuscì a dire Vic tra un singhiozzo e l'altro.
Sentii le sue parole, ma avevo già afferrato la giacca e sbattuto la porta dietro di me.
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Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||
Romance«... ma è vero che abbiamo un rapporto molto intimo, siamo più che fratelli, più che amici, più che ogni cosa.» Damiano e Victoria. Victoria e Damiano. Nessuno sa quale verità si cela dietro quell'amicizia dannatamente perfetta. C'è chi ipotizza una...
