Marzo 2024
Quando tornarono a casa di Damiano, Victoria stava tremando. Aveva i capelli e gli abiti incollati addosso, come se si fosse buttata in piscina tutta vestita, cappotto compreso.
Stavano tornando a casa dal loro locale preferito quando le prime gocce d'acqua avevano cominciato a cadere dal buio della notte.
Victoria avrebbe voluto fermarsi lì, nel bel mezzo del ponte che attraversava il Tevere, aprire le braccia, ascoltare il rumore dei tuoni che riecheggiavano prepotenti su tutta Roma. Invece aveva continuato a correre dietro a Damiano, che svoltava in vicoli sempre più stretti e sconosciuti, scorciatoie per arrivare prima a casa.
In cucina, il lavandino era ancora pieno dei piatti e bicchieri che avevano usato a cena. Lei appoggiò la borsa per terra e si tolse il cappotto e gli stivali zuppi d'acqua. Damiano, che prima era sparito nel corridoio senza neanche accendere la luce, adesso le stava porgendo un asciugamano. Victoria lo prese e si tampono i capelli.
Damiano aveva ancora addosso i vestiti bagnati, anche se ora era scalzo e non indossava più la giacca. Si era appoggiato all'isola della cucina, il viso bagnato di pioggia e l'espressione di chi stava lottando contro sé stesso.
«Dam? Che c'è?»
«Sei ancora innamorata di me», disse.
Qualunque risposta si fosse aspettata Victoria, non era quella.
«Ma cosa stai dicendo?»
«Pensavo che non mi amassi più.»
Prese a sbottonarsi la camicia, come se niente fosse, come se non fosse la cosa più stupida da fare nel bel mezzo di quel genere di discussione.
«Pensavo che non mi amassi più, ma non è così», ripeté.
«Hai ragione.»
Damiano aveva iniziato a camminare in tondo per la stanza, come sempre quando stava per perdere la pazienza o era nervoso, e all'improvviso tirò un calcio a una delle sedie posizionate intorno al tavolo.
«Io non ti capisco, Vic.»
«Tu non capisci? Sono io quella che non ci capisce più niente qui, Damiano! Non capisco perché di punto in bianco tu te ne sia andato ad Amsterdam, abbandonando la tua band e...»
«Avevo bisogno di una pausa, lo sai. E poi mi siete venuti a trovare, non vi ho abbandonati», la interruppe.
«Un anno, sei stato via un anno! E non tirare fuori di nuovo la scusa della pausa! Tu e io sappiamo la verità: tu sei partito con l'idea di rifarti una vita là. Hai comprato una casa in quella città e non mi hai detto se ce l'hai ancora o se l'hai venduta. Non ho neanche capito se sei tornato per restare o per prenderti una pausa dalla tua pausa. Hai anche trovato una ragazza là, ed io non so niente neppure di lei. L'hai lasciata? State ancora insieme? Hai preso una pausa pure da lei? Io non so niente, Damiano. Perché sei tornato qua a Roma all'improvviso, facendo finta di niente, come se non fosse successo niente? Cosa cazzo pensavi di fare?»
«Io e Liv stiamo ancora insieme», rispose soltanto.
«Ah, sì? Ed è questo il rispetto che hai di lei? Con quante ragazze hai pomiciato stasera?»
«A te cosa importa?»
«Avevo bisogno che l'amassi. Avevo bisogno che tu l'amassi per davvero», gridò Victoria.
Damiano impallidì.
«Speravo che vedendoti felice con lei lo sarei stata anch'io, che ti avrei dimenticato e avrei dimenticato tutto quello che eravamo io e te.»
Le sue urla erano così forti da fare male.
«Ma non è stato così. Tu mi hai spezzato il cuore e io non potrò mai dimenticarlo, come non potrò mai dimenticare che sì, ti amo Damiano. Anche se continui a farmi male, anche se continui a fare del male a tutte quelle povere ragazze che illudi durante le tue serate, anche se stai decisamente facendo lo stronzo con la povera Liv, anche se hai distrutto Thomas quando te ne sei andato, e anche Ethan, e non gli hai mai chiesto scusa per questo. Ho dimenticato qualcuno? C'è qualcun altro a cui vuoi rovinare la vita?»
STAI LEGGENDO
Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||
Romance«... ma è vero che abbiamo un rapporto molto intimo, siamo più che fratelli, più che amici, più che ogni cosa.» Damiano e Victoria. Victoria e Damiano. Nessuno sa quale verità si cela dietro quell'amicizia dannatamente perfetta. C'è chi ipotizza una...
