52. Il primo bacio

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(Vic's pov)

Aprile 2017

Te lo ricordi il primo bacio?

Non quello del video di Recovery, ma il nostro primo vero bacio.

Avevo il ciclo. Mi girava il cazzo. Volevo te.

Volevo sentire i tuoi baci improvvisi sulla mia testa e volevo sentire i tuoi respiri inebriarsi con il profumo dei miei capelli. Volevo osservare le tue labbra muoversi a ritmo delle stronzate che sparavi. Ogni giorno ne avevi delle nuove e sempre più divertenti. Volevo perdere i miei occhi nei tuoi, mentre mi parlavi dei tuoi sogni. Volevo le tue mani sulla mia pelle ad accarezzarmi come fossi il tuo gatto. Volevo sentire il peso della tua testa sul mio petto.

Volevo il mio migliore amico, l'unica persona che mi faceva stare bene anche quando non volevo nessuno intorno.

Non avevo avuto il coraggio di dirtelo, perché forse avevi altri impegni, altri programmi per la serata, e io non avrei voluto rovinarteli.

L'ultimo messaggio nel gruppo della band era il mio: Oggi non sto bene, ci vediamo domani.

E come al solito, tu eri riuscito a leggere il mio stato d'animo tra le righe.

Hai suonato alla mia porta con due pizze giganti e un fiore in mano, strappato dal vaso del mio vicino.

Eccolo, Damiano David. Quel genere di ragazzo che ne incontri uno ogni sette miliardi di persone. Unico nel suo genere. Dolce e provocante, bello da morire e difficile come nessuno mai. Con un modo di ragionare tutto suo, diverso dal solito, diverso da quello dei suoi coetanei. Avevi gusti e passioni rare. E forse era proprio per questo se stavo così bene quando ero in tua compagnia.

Sei entrato ed hai tolto il giubbotto, poi anche la giacca, rimanendo con quella canottiera bianca che sembrava stare bene solo addosso a te. Qualunque altro ragazzo che la indossasse sarebbe risultato ridicolo, ma non tu.

Hai afferrato il telecomando della tv ed hai aperto Netflix, sistemandoti sul divano, con i cartoni di pizza appoggiati al tavolino, facendomi segno di raggiungerti. Ed io ho obbedito, sedendomi al tuo fianco.

Mi hai stretta con un braccio attorno al collo e mi hai spinta a te. Ero rimasta in silenzio per tutto il tempo, mentre tu mi tenevi e mi lasciavi quei tanto amati baci tra i capelli.

«Che film guardiamo?», ti ho chiesto prima di addentare la pizza.

«Quello che vuoi», hai risposto, sistemando la coperta sulle nostre gambe.

«Horror? O comico?»

«Anche romantico, se vuoi.»

Per poco non mi strozzai. Tu, che avevi sempre disprezzato le commedie romantiche, descrivendole come storie sdolcinate e sempre uguali, ora mi stavi suggerendo di guardarne una.

«Perché vuoi guardare un film romantico?»

«Perché so che ti piacciono.»

Non so cosa, non so perché, non so come, ma quella sera era successo qualcosa. Quella sera tu avevi fatto un casino nella mia vita già poco ordinata per una maniaca del controllo come me.

Tu, quella sera, hai cambiato qualcosa in me. Mi hai come donato un senso di inconsapevole felicità che non sapevo gestire, ma che invece di farmi impazzire, mi piaceva.

Non sapevo con certezza che cosa provavo, ma so per certo che, da quella sera, ho sempre fatto una gran fatica ad addormentarmi la notte, perché tu mi passavi per la mente, mi riempivi e mi svuotavi la testa allo stesso tempo.

Il film diventò presto di sottofondo alle nostre chiacchiere.

Sentire la tua voce mi rilassava e mi rassicurava, ma mi faceva anche imbambolare a guardare le tue labbra muoversi, le tue mani sventolare in aria marcando ancora di più quello che stavi raccontando.

Eppure, io non avevo la minima idea di ciò che stessi dicendo.

Tu continuavi a parlare e a parlare ed io ti guardavo e sorridevo come una stupida e avrei solo voluto tapparti quella bocca con un bacio, perché non ci stavo capendo più niente.

Sì, proprio così. All'improvviso, un'immensa voglia di baciarti mi invase anima e corpo. Di baciarti, abbracciarti, sentire i tuoi respiri caldi sulla mia pelle, sentirti mio per una volta e poi basta.

"No, non lo fare", diceva la mia testa. "Perderai il tuo migliore amico. Ti farà soffrire."

Ma quando mai ho dato retta al mio cervello? Io ho sempre ascoltato il cuore.

Posai le labbra sulle tue, zittendoti una volta per tutte. Avevo chiuso gli occhi, troppo spaventata per poter assistere ad ogni tua reazione. Ma tu non ti eri mosso neanche di un millimetro.

All'inizio fu un bacio delicato, sulla bocca, semplice. Ma poi, tu schiudesti le labbra, facendomi assaporare il tuo aroma. Ed io letteralmente impazzii.

Ti saltai addosso e continuai a baciarti in modo assurdo. Mi mancava il fiato, ma non volevo fermarmi. I tuoi baci erano qualcosa di illegale.

Sarei andata avanti anche per tutta la notte, e invece qualcosa mi bloccò, probabilmente, la mia ragione ritrovata dopo che la follia aveva preso il sopravvento.

Restai immobile, paralizzata dalla paura. E non capivo che cosa mi terrorizzasse di più: se fosse stata la paura di perdere il mio migliore amico, o quella di essermi innamorata del mio migliore amico.

Tu scoppiasti a ridere, ed io avrei voluto tirarti un pugno in faccia.

Quel bacio fu contemporaneamente la mia salvezza e la mia rovina. Ed era la prima volta che davo così tanta importanza ad un bacio. Ne avevo ricambiati tanti, e tanti ne avevo rubati. Ma non a te. Con te era stato come ridare il primo bacio. E quel bacio mi aveva cambiato qualcosa dentro.

Ora, quando ti bacio, chiudo gli occhi e torno sempre lì, a quando quel briciolo di incoscienza mista a follia, era stato capace di far nascere tutta questa felicità di cui viviamo tuttora.

Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||La tua prossima ossessione. Scoprilo ora