(Vic's pov)
Aprile 2019
Gli ultimi giorni erano stati un vero e proprio inferno. Tra prove, concerti, foto, interviste e riunioni, non avevo neanche avuto il tempo di respirare. E io e Damiano non eravamo mai stati così distanti.
Avevamo litigato per una stronzata, perché io avrei voluto mettere la mia nuova camicia leopardata per il concerto di quella sera, e che anche gli altri mettessero qualcosa con lo stesso motivo leopardato.
Damiano non ne voleva proprio sapere e, così, eravamo finiti a discutere, senza aver mai avuto l'occasione di parlare per risolvere.
Eravamo talmente presi e impegnati nelle mille cose da fare che a malapena ci guardavamo in faccia. E, dovevo ammetterlo, mi mancava da morire.
Avevo bisogno di un po' del suo amore e non sapevo come fare. Avevo voglia dei suoi baci, del suo profumo che rimaneva impresso nelle mie camicie per giorni, finché non le buttavo in lavatrice. Un abbraccio, un sorriso, una carezza. Mi sarebbe bastata una cosa qualsiasi.
Mi mancavano i suoi occhi che mi guardavano come non guardava nessun'altra. Mi mancava tutto.
E come se non bastasse, la gente aveva iniziato a farmi sempre la stessa domanda: Thomas, Ethan, mia sorella, le mie amiche, i miei amici, la mia famiglia. Tutti.
«Che cosa vuoi per il compleanno?»
Non avrei dovuto farmi tante complicazioni per una domanda così semplice e banale, ma a volte avevo seriamente paura che la situazione mi sfuggisse di mano. Avevo paura che, per zittire tutto e tutti, mi sarei messa ad urlare l'unica cosa che realmente desideravo più di tutto.
Per il mio compleanno voglio passare una notte in santa pace con Damiano!
Senza dovermi preoccupare di essere scoperta, senza dover sgattaiolare silenziosamente per i corridoi, svegliarmi prima degli altri per riuscire a tornare in camera mia in tempo, non fare troppo casino per evitare sospetti.
Nel frattempo, ero arrivata in sala prove ed ero entrata, puntando dritta alla mia postazione, ancora persa nei miei pensieri.
«Non si saluta più?»
Mi era mancata anche la sua voce arrogante, nonostante mi avesse fatto innervosire ancora di più di quello che già ero.
«Ciao», lo salutai, senza però voltarmi a guardarlo.
«Un abbraccio no?»
«No.»
Certo che l'avrei voluto un suo abbraccio, più di ogni altra cosa. Ma ero sicura che sarei scoppiata a piangere non appena avessi appoggiato la testa sul suo petto.
«Hai il ciclo, vero?»
Sapeva benissimo che non lo avevo.
Presi il telefono dentro la borsa ed uscii fuori, giusto in tempo prima che le lacrime spuntassero dai miei occhi.
Le asciugai in fretta, perché ero sicura che lui mi avrebbe seguita.
Sentii innanzitutto il rumore dei suoi passi, poi percepii la sua mano sulla mia spalla.
«Che c'hai?»
«Mi è entrato qualcosa nell'occhio.»
«Dico sul serio.»
Fui salvata dall'arrivo di Ethan e Thomas.
«Stasera ne riparliamo», disse più serio che mai.
Aveva tutta l'aria di essere una minaccia.
***
Sdraiata sul letto della mia camera d'albergo, ero indecisa se infilarmi sotto le coperte o se supplicare Thomas ed Ethan per convincerli ad uscire.
Capivo che eravamo tutti stanchi morti, ma tra circa un'ora sarebbe stato il mio compleanno e non avevo intenzione di passarlo tra la disperazione che emanavo io stessa. A quel punto, avrei preferito andare a dormire, ma non sarei comunque riuscita ad addormentarmi.
Mi ero decisa a chiamare Thomas, quando il mio iPhone prese a vibrare.
Damiano.
«Vic, vieni in camera mia?»
«Arrivo.»
Una risistemata allo specchio ed ero già davanti alla sua porta.
Mi aprì con la camicia slacciata e una sigaretta in mano, e tornò subito fuori in balcone.
Lo raggiunsi e mi appoggiai alla ringhiera, al suo fianco.
«Che vuoi fare stasera?», mi chiese dopo qualche minuto di silenzio.
«Non lo so. Tu che vuoi fare?»
«È la tua sera, decidi tu.»
«Io voglio solo stare con te. Non chiedo altro.»
Le sue labbra si spalancarono in un enorme sorriso, uno di quelli dannatamente perfetti da farmi dubitare di essere ancora viva. Quel genere di sorriso che, in un attimo, ti ribalta la giornata e la vita.
«Ti avrei portata al mare, ma non so se vale la pena di fare più di cento chilometri di sola andata per una notte.»
Mi sarebbe piaciuto un sacco andare al mare, ma Milano era troppo lontana dalla costa e noi avevamo poco tempo.
Alla fine non era il posto a fare la differenza. A me bastava già essere dov'ero.
«Possiamo anche restare qui fuori a guardare le stelle», dissi con lo sguardo perso nel buio della notte.
Non mi sarebbe dispiaciuto affatto passare le prossime ore così, a parlare con lui e a guardare il cielo. Non mi sarei mai stancata di stare con Damiano, qualunque cosa stessimo facendo, ovunque saremmo andati.
Si spostò a sedere su un divanetto, facendomi segno di raggiungerlo. E così feci, sistemandomi sulle sue gambe.
Con una mano mi scostò delle ciocche dalla faccia, poi prese a baciarmi.
Strinsi le braccia intorno al suo collo, con il solletichio dei suoi capelli sulla pelle.
Slacciò la mia camicia, facendola scivolare a terra insieme alla giacca.
«Qui fuori?», esclamai.
«Giusto.»
Si alzò, sollevandomi con lui, fino a ritrovarmi sdraiata sul letto, sotto al peso del suo corpo caldo.
«Buon compleanno», sussurrò, mentre mi lasciava una scia di baci sul ventre.
«Questo è il mio regalo?», scherzai.
«Uno dei tanti.»
Ci ostiniamo sempre a cercare una qualche forma di felicità.
Io, personalmente, ho sempre amato la moda, perché vestirmi secondo i miei gusti mi fa stare bene, mi rende felice.
Ho sempre amato la musica, perché con il mio basso in mano riesco a rendere meno triste anche la più terribile delle giornate.
Poi è arrivato Damiano, ed ho iniziato ad amare anche lui, perché con lui ero felice, sempre.
Ed ho capito che è grazie a lui se ho conosciuto l'amore, quel sentimento che muove il mondo in silenzio. Damiano era l'amore, con quel suo sorriso che illuminava la notte più della luna, con quelle sue mani che riuscivano a toccarmi il cuore, con quei suoi occhi che ricucivano ogni ferita della mia anima con uno sguardo.
L'amore inizia sempre con un sorriso bellissimo e con due occhi che sanno guardarti come nessun altro.
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Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||
Romance«... ma è vero che abbiamo un rapporto molto intimo, siamo più che fratelli, più che amici, più che ogni cosa.» Damiano e Victoria. Victoria e Damiano. Nessuno sa quale verità si cela dietro quell'amicizia dannatamente perfetta. C'è chi ipotizza una...
