Aprile 2019
Damiano aprì gli occhi a fatica. Probabilmente si era dimenticato di chiudere le tapparelle, e ora la luce del sole inondava la stanza.
Accese lo schermo dell'iPhone appoggiato sul comodino. Erano le undici e venti, e lui aveva ancora voglia di dormire.
La sera prima aveva invitato qualche amico a casa sua. Avevano bevuto, giocato a carte ed erano rimasti a parlare fino alle prime luci dell'alba.
Si voltò dall'altra parte, convinto di riprendere il suo sonno, ma poi la vide.
Victoria era sdraiata nell'altra metà del suo letto. I suoi occhi erano chiusi e dalla bocca semiaperta uscivano respiri leggeri e regolari.
Nella sua testa ripresero forma le immagini confuse della serata: Vic che ballava sul tavolo, che rideva e scherzava con tutti, sempre con il bicchiere pieno in mano. E poi la stessa Vic, troppo ubriaca per reggersi sulle proprie gambe, collassata sul divano, prima che lui la portasse in camera.
Le sue braccia erano incrociate sotto al cuscino e aveva i capelli tutti arruffati. Era semplicemente bellissima. E all'improvviso Damiano aveva perso il sonno e voleva solo stare ad aspettare, perché il sole era alto nel cielo di Roma, mentre nel suo mondo, il sole non si era ancora svegliato.
I cinguettii degli uccelli facevano da colonna sonora a quella che si prospettava di essere una bellissima giornata.
La primavera era finalmente alle porte. Quell'anno, l'inverno aveva tardato ad andarsene, ma gli esperti già preannunciavano un'estate con la "e" maiuscola.
In fondo, però, qualunque stagione, con Victoria, andava bene.
Se ci fosse stata la neve, Vic sarebbe corsa fuori in giardino, saltellando qua e là come una bambina. Con la bocca aperta rivolta all'insù, avrebbe aspettato che un fiocco di neve le si posasse sulla lingua.
D'estate, si sarebbe svegliata e avrebbe torturato Damiano fino a convincerlo ad andare al mare, dove poi l'avrebbe dovuta portare in spalla fino alla riva, perché la sabbia era sempre troppo bollente per i suoi piedini di cristallo.
L'autunno avrebbe riempito di colore le giornate. Ma se anche ci fosse stato il tempo nero, col sorriso sulle labbra, Victoria avrebbe corso per le strade sotto la tempesta, perché portare un ombrello sarebbe stato troppo semplice e noioso.
Il mondo era diventato un posto migliore da quando lo guardava con gli occhi di lei. Quella ragazza era riuscita a ricomporre la sua vita, a rendere bello anche l'inferno.
Damiano posò un bacio sulle labbra della bella addormentata. Non ce la faceva più a resistere. Stava morendo dalla voglia di guardarla negli occhi.
Un lamento uscì dalla sua bocca. Portò le mani sul viso a sfregarsi la pelle morbida, prima di aprire le palpebre.
I suoi erano occhi bellissimi, ed era colpa loro se Damiano non ci capiva più niente quando la osservava.
Victoria riusciva a trasferirgli qualcosa con quegli occhioni, qualcosa che Damiano non riusciva a spiegare. Perché quando li guardava, ogni logica svaniva ed era come se tutto ciò che accadeva non avesse più senso.
Erano pura magia i suoi occhi.
Non gli sarebbero mai serviti biglietti di sola andata per godersi chissà quale visuale. Era perfetta quella che aveva davanti.
STAI LEGGENDO
Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||
Romansa«... ma è vero che abbiamo un rapporto molto intimo, siamo più che fratelli, più che amici, più che ogni cosa.» Damiano e Victoria. Victoria e Damiano. Nessuno sa quale verità si cela dietro quell'amicizia dannatamente perfetta. C'è chi ipotizza una...
