(Vic's pov)
Novembre 2022
Come si possono spiegare certi momenti?
Forse, semplicemente, non si può.
Ogni volta che salgo sul palco, il mio cuore batte all'impazzata. Talmente forte che riesco a percepirlo anche con la nostra musica assordante nell'aria.
Poi arriva lui. Mi cinge il collo con il suo braccio e mi stringe a sé. Il mio posto sicuro.
E sento la mia voce interiore sussurrarmi di nuovo: sei a casa.
Ogni volta che metto piede sopra al palco, io sono sempre più sicura di ciò. E ogni volta è sempre più bella e magica di quella precedente, pur restando unica ogni esperienza.
E vorrei urlare a tutti i presenti che più lo vedo divertirsi e scatenarsi in quello che è il suo sogno che si sta realizzando, più ho voglia di amarlo.
Vorrei che questi momenti durassero per sempre. Fermare il tempo e far sì che tutto questo possa essere eterno. E, invece, presto sarà domani. E forse, un giorno, questo mondo non ci apparterrà più.
Ma ovunque sarò, ovunque sarà lui, ovunque saranno i miei fratelli, io non scorderò mai l'amore che ci circonda, che ci avvolge tutti in un grande e caloroso abbraccio, e il profumo di libertà che si respira là in mezzo.
Puntualmente, arrivano le sue braccia, accompagnate da un bacio sulla mia guancia.
«Sei stata grande, amò!»
***
(Dam's pov)
Qualcuno mi richiamò, appoggiandomi la mano sulla spalla. Ethan.
«Dovremmo dire a Vic di smetterla di bere, prima che Marta se ne accorga.»
Guardai subito nella sua direzione. Aveva appena afferrato il bicchiere che il barista le aveva servito, ed era con altri due ragazzi. Dimenticandomi completamente della ragazza con cui invece stavo parlando io ormai da un po', andai da Victoria.
«Ti posso parlare un secondo?»
Prima che potesse rispondere, l'avevo già trascinata via per un braccio.
«Questo è l'ultimo, okay?», dissi, indicano il bicchiere teneva in mano.
«E tu chi sei? Il mio baby-sitter?», scherzò.
Portò la cannuccia alle labbra e bevve un lungo sorso.
«Chi erano quei due?», le domandai.
Sul suo volto si fece spazio un sorriso enorme.
«Sei geloso?»
«No», mentii. «... solo un po'.»
«E quella ragazza con cui parlavi tu?», ribatté lei.
«Chi è la gelosa, adesso?»
Mi sedetti ad un tavolo, tirandola giù con me, sopra le mie gambe.
«Non è lei che voglio. Io voglio solo te.»
Mi cadde l'occhio sulla sua maglietta decisamente troppo scollata, e lei non perse tempo a farmelo notare.
«Mi vuoi solo per le mie tette», piagnucolò, facendo la finta offesa e prendendo un altro sorso.
Scoppiammo a ridere e Victoria mi sputò letteralmente addosso il drink che aveva appena bevuto.
«Oddio! Scusa!»
Si fece improvvisamente seria. Afferrò qualche tovagliolo dal tavolo e cominciò a tamponare la mia camicia. E poi sempre più giù, fino al cavallo dei miei pantaloni.
«Fossi in te, mi fermerei», sorrisi beffardo.
Vidi subito la scintilla che attraversò i suoi occhi. Mi prese per un braccio e ci ritrovammo in bagno.
Ci stavamo baciando già prima di entrare dentro, e sperai con tutto me stesso che nessuno ci avesse visto, senza dare comunque troppa importanza alla cosa. Le sue mani mi accarezzavano il petto, distraendomi da qualunque pensiero, e quando slacciò il primo bottone della mia camicia, ero completamente sotto il suo controllo. Mi slacciai i pantaloni. Ed il sogno si trasformò in un incubo.
«Damiano, tutto a posto?»
Cazzo.
Come in un déjà-vu, Victoria si immobilizzo, sbarrando gli occhi.
«Tranquilla, vai là dietro», le sussurrai all'orecchio.
Poi andai ad aprire la porta, ritrovandomi Marta davanti, e il suo sguardo si abbassò subito sulla mia cintura slacciata.
«Stavo per fare pipì», dissi come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Altrimenti perché sarei venuto in bagno e mi sarei slacciato i pantaloni?
«Con Victoria?»
Cazzo. Cazzo. Cazzo.
«Sì, lei... non sta bene, ha bevuto troppo.»
In fondo, c'era del vero.
«Che cosa? Lo sapete che non voglio che beviate troppo, specialmente quando dovete essere in forza per i concerti, uno dei quali è proprio domani sera. Domattina dobbiamo partire presto!», sbraitò, visibilmente arrabbiata.
«Lo so. Ci penso io, davvero. Tranquilla», la rassicurai.
«Okay. Poi domani faremo i conti.»
Richiusi la porta alle mie spalle e tirai un sospiro di sollievo.
***
(Vic's pov)
«Ma dico io, sei completamente impazzito? Perché hai detto a Marta che ho bevuto?»
«Perché? Che cosa avrei dovuto dirle? La verità per cui siamo corsi in bagno? E poi è vero, sei ubriaca. L'avrebbe capito comunque non appena ti avesse rivolto la parola.»
«Vattene.»
«Vic, è il bagno dei maschi. Dovresti andartene tu.»
«Ho detto che te ne devi andare! Lasciami in pace!»
Cercò di venirmi incontro. La mano già tesa verso la mia guancia per accarezzarmi, per farmi ragionare.
«Vic, non sei in te. Ascoltami, per favore.»
«Vai via!», gridai per l'ultima volta, prima di vederlo scomparire.
Perché?
Perché ogni volta che gli urlavo, poi morivo per la sua mancanza?
Eccomi, il controsenso fatto persona. Prima lo mandavo via, poi avrei preferito che restasse. Almeno per dimostrarmi che, nonostante tutto, non se ne sarebbe voluto andare. Invece, era andato via, lasciandomi con quei malsani pensieri a divorarmi l'anima.
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Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||
Romance«... ma è vero che abbiamo un rapporto molto intimo, siamo più che fratelli, più che amici, più che ogni cosa.» Damiano e Victoria. Victoria e Damiano. Nessuno sa quale verità si cela dietro quell'amicizia dannatamente perfetta. C'è chi ipotizza una...
