Novembre 2028
«Facciamo una pausa?»
«Va bene. Cinque minuti.»
Victoria uscì dalla sala prove, lasciando Damiano sotto gli sguardi perplessi di Thomas ed Ethan. Avevano perso il conto delle volte in cui Vic aveva chiesto di fare pause quel pomeriggio. Non era da lei.
«Ma che cos'ha?», chiese poi Thomas.
Già, bella domanda. A dire il vero, Damiano non aveva la più pallida idea di che cosa stesse accadendo. Era ormai da un paio di giorni che vedeva la sua Vic pensierosa, distratta e forse anche più stanca del solito.
Le aveva chiesto varie volte quale fosse il problema, ma lei lo aveva liquidato con la scusa che non riusciva a dormire bene la notte. Normalmente, Damiano avrebbe continuato a tormentarla finché lei non gli avesse urlato in faccia quale fosse la vera ragione, ma questa volta il suo cuore e la sua testa si erano ritrovati stranamente d'accordo ed entrambi gli avevano suggerito di stare alla larga, di lasciarle spazio.
Quando Victoria tornò in sala, i Måneskin continuarono con le prove.
Damiano la osservava alle prese con il suo strumento e realizzò che quel giorno era più bella del solito. Guardava la sua Vic come se fosse l'unica ragazza rimasta sulla Terra, perché lei era unica ai suoi occhi.
E mentre la sua mente cadeva ancora nella trappola di quella cosa chiamata amore, la sua voce cantava sul microfono e la sua attenzione perse di vista il ritmo della musica, rimasta di sottofondo ai suoi pensieri.
«Damiano, ma che stai a fa?!»
I ragazzi avevano smesso di suonare, notando che il loro frontman si era completamente perso nel limbo della sua mente.
«Scusatemi, mi sono distratto. Cinque minuti di pausa.»
«Stai scherzando? Abbiamo appena ricominciato», si lamentò Thomas.
Victoria, per prima, si alzò dalla poltrona con il cellulare in mano e uscì dalla stanza, seguita da Ethan e Thomas.
Damiano non era l'unico ad essersi accorto che qualcosa non andava. E mentre Ethan era rassegnato al fatto che non sarebbe riuscito a cavare dalle bocche degli altri due nessuna spiegazione, Thomas, stanco di essere lasciato all'oscuro, decise di chiederlo direttamente all'interessata.
«Vic, mi vuoi spiegare che cavolo sta succedendo a tutti e due?»
Victoria si voltò verso l'amico, e solo in quel momento Thomas notò quanto fosse bianca in volto e quanto fossero pronunciate le occhiaie che aveva sotto agli occhi. Non aveva neanche cercato di nasconderle con un po' di trucco, e anche questo non era da lei.
«Vic, che c'hai?»
Victoria lo sorpassò, diretta verso il bagno.
Thomas non poté più fare finta di niente. Guardò Ethan, il quale lo ricambiò con uno sguardo d'approvazione, e andò da Damiano.
«Victoria è appena corsa in bagno con la faccia più bianca di quella di un cadavere.»
Come previsto, all'udire quelle parole Damiano era scattato in piedi, facendo cadere lo sgabello a terra, ed era corso anche lui verso il bagno.
Provò ad aprire la porta, ma era chiusa a chiave.
«Vic, apri per favore?»
La serratura scattò e Damiano si ritrovò effettivamente faccia a faccia con uno zombie.
«Sei pallida. Stai male?», le chiese accarezzandole il viso.
«No.»
«Ti prego, parlami. Lo so che c'è qualcosa.»
Victoria abbassò lo sguardo, ma rimase in silenzio.
«Ti supplico, Vic. Dimmi cosa sta succedendo o ti giuro che io impazzisco.»
«Ho solo un po' di nausea. Tranquillo.»
La mano di Victoria accarezzò a sua volta la guancia di Damiano, ma ciò non bastò a rilassare i muscoli tesi del suo volto.
«È da diversi giorni che ti vedo così e non posso più fare finta di niente. Per favore, Victoria, dimmi che hai.»
«Damià, t'ho detto che nun c'ho niente!»
A parole poteva mentire quanto voleva, ma lui glielo leggeva dentro agli occhi ciò che avrebbe voluto gridare la sua anima. E in questo momento la vedeva spaventata, se non terrorizzata.
Damiano se la strinse fra le braccia per rassicurarla, per farla sentire al sicuro.
«Io ci sarò sempre per te», le sussurrò dolcemente.
L'avrebbe sempre protetta, da qualunque cosa. A volte in silenzio, altre volte facendo un gran casino, se necessario. Avrebbe sempre fatto di tutto per Vic, e l'aveva capito da subito, non appena i suoi occhi nocciola si erano persi dentro a quegli occhioni azzurri.
All'inizio, nemmeno Damiano era in grado di spiegare che cosa gli fosse successo. Non aveva mai saputo amare nessuno prima di lei, neppure sé stesso. Non si era mai sentito in dovere di prendersi cura di un'altra persona, perché non aveva nemmeno capito come prendersi cura di sé stesso. Ma poi era arrivata Victoria. E amarla e proteggerla gli erano riusciti facili come respirare.
Quando si staccarono dall'abbraccio, Victoria guadò intensamente gli occhi di Damiano, prima di aprire bocca.
«Sono incinta.»
Tutto il mondo intorno sembrò fermarsi dopo quelle due parole. Anche il suo cuore pareva essersi improvvisamente stoppato dentro al petto, così come il suo respiro si era interrotto.
«Cazzo, Vic.»
Si passò una mano tra i capelli, prima di continuare.
«Me prendi per il culo? Nun scherzà su 'ste cose!»
«Non sto scherzando. Ho fatto il test quattro volte. Tutti positivi.»
Damiano non poté più nascondere l'emozione, il sorriso che si dipinse sul suo volto, la fossetta che compariva ogni volta sulla sua guancia, le lacrime che presero a scendere inevitabilmente dai suoi occhi.
«Vieni qui!»
Strinse di nuovo Victoria in un abbraccio, e la consapevolezza che non stesse più avvolgendo una sola vita lo fece rabbrividire.
La sentì iniziare a singhiozzare contro il suo petto, mentre il suo cuore stava per scoppiare di gioia.
«Sei felice?», gli chiese.
«Certo che sono felice. Anche tu lo sei, no?»
«Sì, certo. Avevo solo paura di dirtelo...»
Victoria era stata pronta a tutto. Dalle belle parole a quelle brutte. Era stata pronta a veder cambiare l'espressione sul volto di Damiano, passare dall'essere tesa all'essere triste, arrabbiata, preoccupata, o qualunque altra emozione stesse attraversando la sua mente. Era stata pronta a veder cambiare la luce dentro ai suoi occhi, a vederlo raccogliere i capelli come ogni volta che si ritrovava a dover affrontare una situazione difficile. Era stata pronta a guardarlo mentre si allontanava, perché non avrebbe più voluto parlarle, perché non avrebbe più voluto toccarla, o vederla.
Ma la verità è che, dopo avergli sussurrato quelle parole, Victoria avrebbe solo voluto scomparire in uno dei suoi abbracci.
E si era ritrovata realmente stretta tra quelle braccia forti, tra quelle braccia che l'avevano sempre fatta sentire al sicuro, protetta.
Damiano le posò un bacio in fronte, e l'ansia e la paura che Vic aveva nutrito fino a quel momento sparirono nel nulla.
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Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||
Romansa«... ma è vero che abbiamo un rapporto molto intimo, siamo più che fratelli, più che amici, più che ogni cosa.» Damiano e Victoria. Victoria e Damiano. Nessuno sa quale verità si cela dietro quell'amicizia dannatamente perfetta. C'è chi ipotizza una...
