(Dam's pov)
Aprile 2028
Ogni giorno arrivava quel momento magico. Per qualche prezioso minuto, un bagliore di fuoco dorato filtrava dalla finestra, segnalando che il sole iniziava ad abbassarsi dietro al panorama mozzafiato di Roma.
Ero uscito fuori sulla terrazza, come eravamo soliti fare insieme. Non c'eri oggi, non c'eri stata il giorno prima, e nemmeno quello prima ancora. Te n'eri andata, forse per sempre.
Quell'atmosfera incantata mi aveva ispirato tante parole, immagini, versi, strofe intere che conservavo nella mia mente e che non avevo intenzione di trascrivere su carta. Non le avrei mai scritte, senza prima averle cantate alla mia musa.
Se chiudevo gli occhi, qui, seduto sul pavimento freddo, riuscivo a sentirla la tua presenza. Potevo sentire i tuoi capelli solleticarmi il petto, i tuoi respiri caldi sulla mia pelle, le tue dita che si muovevano giocando con gli anelli che indossavo. Odiavo quando lo facevi, ma non avrei mai rovinato uno di quei momenti magici per nulla al mondo.
Purtroppo, invece, altre volte sono portato per rovinare tutto, e rovinare anche te.
Accesi una sigaretta, almeno avevo ancora qualcosa a tenermi compagnia. Guardai il tramonto, il terzo senza di te, convinto che tu stessi osservando lo stesso cielo dei miei occhi.
Avrei solo voluto mettermi a dormire e non svegliarmi più fino al tuo ritorno. Perché ogni volta che aprivo gli occhi e mi rendevo conto che tu non eri lì con me, era come perderti di nuovo.
(Vic's pov)
Come una stupida ho sperato di poterci riuscire sul serio a far finta che tu non esistessi.
Sono sempre stata brava a non mostrarmi fragile, a nascondere quello che ho dentro. Eppure, ora bastava il ricordo del tuo sorriso e i miei respiri diventavano pesanti, fino a trasformarsi in singhiozzi strozzati di un pianto senza lacrime, perché le avevo finite.
Un tempo, quando ero triste, pensavo a noi, ad un nostro momento felice, e sulle mie labbra si faceva spazio un sorriso, e finalmente mi sentivo meglio. Ora, non riuscivo più a stare bene, stavo sempre male, e un nostro ricordo mi faceva stare ancora peggio. Ma non per questo avevo smesso di pensarti. Andava bene così, me lo meritavo questo dolore. Soffrivo per te e invece di correre a casa a riempirti di schiaffi, prendevo a pugni il cuscino. Perché se ti avessi avuto davanti, diciamoci la verità, ti avrei solo riempito di baci.
Quanta voglia avevo di stringerti così a lungo da far impregnare i miei vestiti del tuo profumo. Quanta voglia avevo di accarezzarti i capelli e rubarti un bacio, e poi regalartene altri cento.
Come una stupida avevo pensato di poter vivere tranquillamente senza di te, di riuscire a sorridere alla gente, far finta di niente.
Ormai non mi bastava più il ricordo della tua voce, non mi bastava più rileggere i nostri vecchi messaggi per calmare il mio cuore in crisi d'astinenza.
Ogni notte, anche se tu non c'eri, io ti sentivo lì accanto. Poi mi svegliavo con il petto pronto a esplodere e tu non c'eri, e allora il mio cuore si fermava, come quel giorno in cui ti ho perso.
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Insieme Sempre || Damiano e Victoria ||
Romantik«... ma è vero che abbiamo un rapporto molto intimo, siamo più che fratelli, più che amici, più che ogni cosa.» Damiano e Victoria. Victoria e Damiano. Nessuno sa quale verità si cela dietro quell'amicizia dannatamente perfetta. C'è chi ipotizza una...
