Quando, alla fine del 2017, Paulo Dybala aveva lasciato la sua storica ragazza, Antonella Cavalieri, non si aspettava che Federico Bernardeschi lo coinvolgesse in un vero e proprio inseguimento, organizzato al solo scopo di trovare una nuova fidanz...
"Seppur così presto non ne faccio altrimenti, Il cuore in arresto favorisca i sentimenti„
Fedez
Glasgow, 7 Agosto 2018
Velia
Proseguii nel disfare gli imballaggi fino a quando mi capitò tra le mani una scatoletta cubica delle dimensioni di un piccolo cofanetto, ricoperto da una carta regalo color panna.
«Sono arrivata alla fine?» domandai all'Argentino, che si era appoggiato alla parete e mi guardava. «Sarebbe anche ora.» alzò le spalle. «So che ne abbiamo già parlato, un po' scherzando, un po' facendo sul serio, ogni tanto salta fuori come cosa...» si massaggiò la nuca, imbarazzato.
«E, sinceramente, non lo so, all'inizio mi sembrava impensabile che tutto questo» indicò prima se stesso e poi me «potesse funzionare. Che noi potessimo funzionare. A diciotto anni neanche sognavo di trasferirmi in un altro emisfero, da solo, in uno Stato di cui non conoscevo né la lingua né gli abitanti.»
«Il Palermo è miracoloso.» sorrisi. «Puoi dirlo forte.» sorrise anche lui. «Però mi fa tremendamente paura pensare che noi non saremmo qui, se Milan-Juve si fosse giocata in un altro periodo. Se tu avessi preso l'autobus, se non avessi fatto il servizio fotografico per Vogue. Se Allegri non mi avesse convocato, se Berna non si fosse impuntato per uscire.» fece una piccola pausa.
«E forse, tirando le somme, non è andato tutto come avrei voluto ma, se ci penso seriamente, le cose con te sono le uniche che mi importano davvero.» spostò lo sguardo sul pavimento. «Perché quando mi sveglio la notte, piangendo, dopo aver sognato papà, tu non fai domande. Perché sai come prendermi quando torno a casa dopo un allenamento andato male, quando sento la mancanza dell'Argentina, quando sbaglio un gol, quando sbaglio un rigore, quando perdiamo, quando mi faccio duemila paranoie infondate.»
«Mi stai facendo piangere.» alzai il viso verso il soffitto, sbattendo le palpebre. «Ma smettila.» si staccò dal muro, poi mi spintonò appena verso il centro del letto, ridendo. «Ehi ehi ehi, rivoglio il Paulo di dieci secondi fa.» mi imbronciai, al che lui mi lasciò un soffice bacio sulle labbra. «No, ok, anche così va bene.» sorrisi.
«Insomma, Vel, bando alle ciance, apri quel pacchetto che mi sono stancato di improvvisare un mezzo discorso simil romantico a cui non ho minimamente pensato, che mi fa sembrare più ridicolo di quanto già io sia e mi fa ripetere all'infinito cose che sai da mesi.» «Ogni tanto è bello sentirsi dire certe cose.» sussurrai, togliendo lo scotch dalla carta regalo, con una lentezza esasperante.
«Più ti guardo e meno mi capacito di come possa esistere gente che non strappa gli involucri dei regali.» mi spostò una ciocca di capelli dietro l'orecchio. «Vorrei che questo momento durasse per sempre, tutto qui.» arrossii appena. «No, per l'amor del cielo, è stato già fin troppo imbarazzante.»
«È stato bello quasi quanto te.» ribattei, mentre aprivo il pacchetto, che conteneva due anelli. Il primo era il classico solitario dal taglio rotondo, che veniva impreziosito dal secondo, composto da una serie di diamanti più piccoli, alcuni dal taglio a marquise, altri dal taglio ovale, che creavano una coroncina. «Io...»
«Qualunque cosa ma non "perché".» fermò le mie parole sul nascere. «Mi vuoi sposare?» «Adesso dovrò trovare qualcosa di originale da dirti, che non sia "perché".» sbuffai, con gli occhi che brillavano. «Chi me l'ha fatto fare?» borbottò lui, sorridendo. «Ce l'ho, citazione colta!» esclamai, dopo averci pensato un po'.
«Qual è il nuovo poetastro da strapazzo che mi tocca sentire oggi?» «In Italiano suona meglio poetucolo, a mio modesto parere. Si chiama Tito Lucrezio Caro, vissuto nel I secolo avanti Cristo a Roma.»
«Perché quando parli tu mi sembra interessante anche la vita di un tizio che è morto da almeno duemila anni?» mi chiese, retorico, appoggiando la testa sulle mie gambe. «Perché io sono io e tu sei tu e io ti amo e tu anche.» gli accarezzai la testa. «Spero.» aggiunsi poi. «Speri giusto.» mi guardò negli occhi.
«In gremium qui saepe tuum se reiicit aeterno devictus vulnere amoris, atque ita suspiciens tereti cervice reposta pascit amore avidos inhians in te, dea, visus eque tuo pendet resupini spiritus ore.» «Già non capisco l'Italiano, non puoi sperare che capisca il Latino.» fece una smorfia ed io sorrisi, prima di lasciarmi cadere con la schiena sul materasso.
«Parla di Venere e Marte. Lei è la dea della bellezza, della prosperità, dell'amore. Lui è il Dio della guerra ma, secondo alcuni miti, anche della pioggia e dei fulmini.» spiegai, guardando il soffitto. «Lucrezio dice che spesso Marte posa il capo sul grembo di Venere, sconfitto dall'eterna ferita d'amore, e così, guardandola con l'elegante collo reclino, nutre i suoi occhi desiderosi di amore e la sua anima pende dalle labbra della dea.»
«Ti amo.» si stese sopra di me, baciandomi. «Ed io ti sposo.» allacciai le gambe intorno alla sua vita. «Domani mattina vado di persona a ringraziare Zamparini.» sorrisi. «Pensa se quel 28 Aprile 2013 in cui il Palermo vinse 1-0 con l'Inter per gol di Iličič al 10' tu avessi giocato ed io avessi fatto parte della rosa Nerazzurra...»
«Quanti anni abbiamo buttato via.» scosse la testa, dandomi ragione. «Siamo ancora in tempo per rimediare, non credi?» mi persi nei suoi occhi più luminosi che mai. «Credo, sopratutto adesso che mi hai detto sì.»
velia
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velia Il mio oggi in tre foto: lui che si arrabbia perché non gli do corda dopo che ha passato il pomeriggio ad infastidirmi, io che non so tenergli il muso, quindi rido a qualunque stupidaggine esca dalla sua bocca, la mia mano, un fiore di ibisco rosa ed una recinzione🤩
paulodybala Ti stavo solo caldamente consigliando di calcolarmi😇 velia paulodybala Ed io ti stavo solo caldamente ignorando😘