83. Problemi di lingua

1K 41 18
                                        

"And if you wanna fight
Let's start the show
'Cause I want you to be mine„

Ofenbach

Mauro

«Ciao, ciao, ciao.» salutai genericamente tutti quelli che si stavano pian piano connettendo alla conference call che avevo organizzato all'ultimo momento per tirare Velia e Valentino fuori dai guai.
«Não falamos em Italiano, não se entende nada. (Non parliamo in Italiano, non si capisce niente.)» Neymar si stravaccò su uno dei divanetti della sala relax del Camp des Loges.

«¿Por qué te llamé? (Perché ti ho chiamato?)» gli chiesi, retorico, in Spagnolo.
«Bonjour à tout le monde! (Buongiorno a tutti!)» urlò Paul, comparendo sullo schermo con un nuovo taglio di capelli. «Paulo!»
«Paul! Come va?» gli rispose lo Juventino.
«Je ne comprends rien, c'est pas possible, parlons Français! (Non capisco niente, non è possibile, parliamo Francese!)» si infilò nella conversazione Antoine, che era in aeroporto con Paul.

«Guys, why are we doing that? (Ragazzi, perché lo stiamo facendo?)» anche Lewis Hamilton prese la parola. «Let's speak English. (Parliamo Inglese.)» aprì le braccia, ovvio.
«Oh, English un cazzo che qua non si capisce niente.» Andrea Migno disse la sua, aggiungendo ulteriore confusione alla confusione.
«Bonjour finesse. (Buongiorno finezza.)» rise Paul.
«Diobò che casino.» commentò ancora Andrea.

«Waarom? (Perché?)» sbuffò Max Verstappen, sedendosi accanto a Lewis.
«Nederlandse! (Olandese!)» esclamò Virgil Van Dijk, felice.
«Ik! (Io!)» rispose Max. «Hoi! (Ciao!)»
«Équipe Français. (Squadra Francese.)» si espresse Charles Leclerc, schiaffeggiando Max su un braccio.
«Italiano. Italiano. Italiano.» Marco Verratti raggiunse Neymar.

«Non era questo il punto.» commentai.
«Can't anyone translate? (Qualcuno non può tradurre?)» domandò Lewis.
«Sei tu che non capisci.» commentò Charles.
«Continúa. (Vai avanti.)» Maverick Viñales li fulminò con un'occhiataccia.
«Sì, che non finiamo più.» gli diede ragione Marc Márquez.

«I translate in English and in Italian, ok? (Traduco in Inglese e Italiano, ok?)» domandò Kiara.
«Je parle Français. (Io parlo Francese.)» aggiunse Linda che, insieme a Federico, si trovava nel mio salotto. «Non ci dovrebbero essere problemi.»
«Bene, non ci serviva una laurea, né dei laureati. Quindi...» iniziai a raccontare l'intera vicenda in Spagnolo.

«They weren't supposed to do that. I mean, I know how much they're mad but... it's incredible. (Non era previsto che lo facessero. Nel senso, so quanto siano pazzi ma... è incredibile.)» commentò Lewis, non appena Kiara terminò di tradurre in Inglese.
«I agree with you, they must have a mental illness to do something like that. (Sono d'accordo con te, devono avere una malattia mentale per fare una cosa del genere.)» gli rispose la pilota.

«Due casi umani.» sentenziò Enea Bastianini.
«Andiamo in Giappone a fare casino.» propose Nicolò Bulega.
«Io ci sono.» aprì bocca per la prima volta Mario.
«Eh be', sai che novità, tu sei un mago nel fare casino.» lo prese in giro Emiliano.
«Perché, tu no?»
«Certo, infatti vengo. Dirò a Perla Blue di aspettare per nascere ancora qualche giorno, Tiffany non ne sarà felice ma...»

Si alzò un coro di "anche io vengo" da parte di tutti i pilotini della VR46 Riders Academy, che vennero presto imitati da Maverick, Marc e gli altri piloti di moto.

«Io ci sono.» si aggiunse Charles.
«Vamos! (Andiamo!)» esclamò Lautaro, seguito da Douglas Costa ed Alex Sandro.
«Qualcuno nasconda in valigia una mazza da baseball, nel caso in cui debba ammazzare...» aggiunse Paulo.
«Come non farsi riconoscere.» interruppi lo Juventino.
«Vuole sposare la mia futura moglie!» si lamentò lui.
«Le hai chiesto di sposarti?» domandò Linda.

«A Glasgow, perché?» annuì lui, distrattamente.
«Toma ejemplo, amor. (Prendi esempio, amore.)» intervenne Augustina, la fidanzata di Lautaro.
«Juega en la Juventus. (Gioca nella Juventus.)» fece una smorfia il ragazzo in questione.
«Maschi. Tutti uguali.» scosse la testa Kiara, ridendo.
«Paulo! I've got a baseball bat, I'll bring it. (Paulo! Io ho una mazza da baseball, la porto.)» Caeleb Dressel richiamò l'attenzione dello Juventino.

«La mia salvezza.» sorrise Paulo.
«I know, I'm fantastic. (Lo so, sono fantastico.)» ammiccò l'Americano.
«Lay low, Cal! (Vola basso, Cal!)» disse Adam Peaty.
«I won't do it, I'm too good. (Non lo farò, sono troppo bravo.)» contraddisse l'Inglese.
«English, what a fantastic language. Everyone understands. (L'Inglese, che bella lingua. Tutti capiscono.)» commentò Lewis.

«Stai capendo?» chiese Nicolò Bulega a Celestino Vietti.
«Io?» gli domandò il Piemontese. «Una parola ogni quindici se va bene.»
«Ah, ecco, avevo bisogno di sentirmi meno ignorante. Mal comune, mezzo gaudio.» annuì l'Emiliano.
«Avreste dovuto chiedere ad Enea. La conferenza stampa di Misano nel 2015, incredibile.» Marco Bezzecchi sfotté il Riminese.

«Sai cosa vuol dire non capire niente?» rise anche Enea. «Yeah, yeah, it's special because... it's my... Grand Prix... home Grand Prix... and... ehm... I'm happy for this pole position... (Sì, sì, è speciale perché... è il mio... Gran Premio... Gran Premio di casa... e... ehm... sono felice per questa pole position...)»

Da Milano col palloneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora