25. San Silvestro

2.2K 66 17
                                        

"Ogni volta che ti incazzi tutto viene giù
Sei salita su quel taxi, hai detto: «Non mi vedi più.»
Ma tu non sai stare senza me, come io di noi
Tornerai da me quando ti passeranno i cazzi tuoi„

Emis Killa

Velia

«Mario, emergenza!» esclamai, non appena l'Italoghanese rispose alla mia chiamata.
«Velia, come va?» mi chiese.
«Malissimo. San Silvestro. Gara a Riccione. Vieni?» sciorinai.

«Perché vuoi che venga?» chiese e, nonostante sapessi che non avrebbe detto di no, gli spiegai la situazione.
«Dybala ha invitato la sua ex alla cena della società e lei, che non sa nulla di noi, l'ha invitato alla mia gara.»

«Verrò sicuro... magari con un paio di amici.»
«Vengo anch'io!» esclamò Enock, suo fratello. «E porterò una spranga per picchiare Dybala.»
«Ti voglio bene anche io, Enock, ma, per ora, voglio vedere quale cazzo di scusa tira fuori per scusarsi.»

**********

Attesi la fine della cerimonia di premiazione, guardando il mondo dal gradino più alto del podio, mi prestai con pazienza ai comodi di tutti i fotografi, poi salii in fretta la scalinata della tribuna su cui sedeva la mia combriccola di amici.

«Balo!» esclamai.
«Grande gara, Biondina, grande gara!» mi sollevò da terra, senza troppa fatica.
«Come stai?» lo guardai negli occhi quando mi lasciò andare.

«Bene, soprattutto adesso che sono qui.» sorrise.
«Mi sei mancato.» sussurrai.
«Dai, piccioncini, avete finito?»
Ci separammo, fulminando con lo sguardo Emiliano (nella foto).
«Non potevi lasciarlo a Vimercate e portare solo Tiffany?» chiesi a Mario, retorica, abbracciando la ragazza di origini Francesi.

«Ma se sono il tuo fan più accanito!» si lamentò il rapper, al che sorrisi.
«Tu sei qua per vedere le ragazze in costume, nonostante abbia la fidanzata migliore dell'universo.» lo mise in riga lei, dimenticando la modestia in qualche angolo dello Stadio del Nuoto.

Li lasciai ai loro battibecchi, approfittandone per scambiare due parole con Valentino e Linda. La mia allenatrice aveva portato con sé Federico, che confabulava sommessamente con Paulo.

«Velia!» la voce squillante di Antonella mi distrasse dai commenti tecnici sulla gara.
«Anto, ciao.» la baciai sulle guance, come se non si fosse portata dietro Paulo.

Squadrai l'Argentino dalla testa ai piedi, soffermandomi sulla sua mano destra, che era intrecciata alla sinistra di Antonella. Paulo tolse la mano da quella della ragazza e, con un sorriso di circostanza, me la porse.

«No.» dissi, lasciandolo lì con la mano a mezz'aria.
«Come?» aggrottò la fronte.
«No.» ripetei, secca.
«Velia...» modulò il mio nome come solo lui sapeva fare.

«Non stringo la mano agli Juventini.» sputai, con una nonchalance che nemmeno sapevo di avere.
«Ma se noi...» tentò di parlare, prima che Antonella lo interrompesse.
«Velia.» sbuffò lei.
«Ho detto di no.» sibilai.

«Per favore. Dopo la partita lo hai abbracciato.»
«Ho abbracciato tutti
«Ha ragione lei, amore, va bene così.» la consolò il fidanzatino.

Pena, ecco cosa mi faceva. O forse ero solo gelosa? Non volevo credere che la questione andasse intesa in quei termini, insomma, ci eravamo parlati sì e no cinque volte.

«, amore, va bene così.» lo scimmiottai, mentre mi allontanavo.
«Povero, ci è rimasto malissimo.» sorrise Valentino Rossi, nove volte campione del mondo di motociclismo, una leggenda vivente, che si stava interessando alla mia situazione sentimentale.

È tutto normale, Velia, è tutto normale.

«Ma tu non eri Interista?» lo presi in giro.
«Io sono Interista.» mise in chiaro le cose lui. «È solo che aveva una faccia da cane bastonato...» scoppiò a ridere. «E ci sta fissando in modo inquietante.»

«Ah sì?» chiesi, siccome davo le spalle all'Argentino.
«Cosa vuoi fare? Devo avere "paura"?» mimò le virgolette con le dita.
«Mah.» alzai le spalle. «Nicky!» chiamai il pilotino.
«Che stronza...» intervenne mio fratello.

«Oh, Patacca, bella gara.» mi abbracciò Bulega, così come fecero anche Andrea Migno ed Enea Bastianini.
«Grazie, Nicky, anche se qui il Patacca sei tu.» scossi la testa.
«Nah, io non faccio casini con la mia ragazza. Invece Dybala tra poco viene ad ammazzarmi.» spostò lo sguardo sull'Argentino.

«Esagerato.» ci interruppe Enea.
«Ma se tu neanche ce l'hai, la ragazza.» gli diede uno scappellotto Migno. «Che poi, uno Juventino.» storse il naso.

«Lui fa casini. Invita la sua ex alla cena della società, lei in cambio lo invita qua e lui viene pure?» chiesi, retorica. «E non è colpa mia se lui è bello e tu tifi Toro.»
«Io sono fantastico, oltre ad essere del Toro.» mi ammonì.
«Così fantastico che neanche tu hai la ragazza.» rise Nicolò.

«Che noi ridiamo e scherziamo ma neanche Velia ha un fidanzato.» li interruppe Enea.
«Bestia, di nome e di fatto.» lo spintonai appena, alludendo al soprannome del pilota Riminese.
«Lei, in una relazione, deve essere una bega peggiore degli Spagnoli in gara.»

Da Milano col palloneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora