Quando, alla fine del 2017, Paulo Dybala aveva lasciato la sua storica ragazza, Antonella Cavalieri, non si aspettava che Federico Bernardeschi lo coinvolgesse in un vero e proprio inseguimento, organizzato al solo scopo di trovare una nuova fidanz...
"I'm not looking for somebody With some superhuman gifts Some superhero Some fairytale bliss Just something I can turn to Somebody I can miss I want something just like this
Non sto cercando qualcuno Con doti sovrumane Qualche supereroe Una felicità da favola Semplicemente qualcosa a cui affidarmi Qualcuno di cui possa sentire la mancanza Vorrei solo qualcosa del genere„
The Chainsmokers
07/03/2018
Velia
«You can't understand, the Mercedes AMG Project One is the best road car I've ever driven! (Non puoi capire, la Mercedes AMG Project One è l'auto stradale migliore che io abbia mai guidato!)» esclamò Lewis Hamilton (nella foto), quattro volte campione del mondo di Formula 1, estremamente gasato alla mia domanda riguardo il test che aveva svolto qualche mese prima.
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«Oh my gosh, Lewis, you hate driving road cars! You aren't so believable when you say something like this. (Oddio, Lewis, tu odi guidare auto stradali! Non sei molto credibile quando dici una cosa del genere.)»
«It doesn't care. I've been saying to Mercedes for so long: "Why don't you do a real car? Why is Ferrari building these supercars? We can build a better racing car than them." And they've gone ahead with it. That's cool! (Non importa. Ho detto a Mercedes per così tanto tempo: "Perché non costruite una vera auto? Perché Ferrari costruisce supercar? Noi possiamo costruire un'auto da corsa migliore di loro." E l'hanno fatto. È figo!)»
«Ora ho anche le allucinazioni... mi sembra di sentire la voce di Velia.» sentii pronunciare da quello che identificai subito come Paulo. «Dybala, per ora non devi farti curare. Va' da quella parte.» gli rispose Federico.
«Mi stai prendendo in giro?» «Ah, certo che sei proprio un casoumano. Capisco come mai non voglia vederti.» prese in mano la situazione il trentatré, incoraggiando Paulo a venire nella nostra direzione.
«For sure it's cool but I don't think the Germans can build better cars than ours. Everyone knows that Italians do it better. (Di sicuro è figo ma non penso che i Tedeschi possano costruire auto migliori delle nostre. Tutti sanno che gli Italiani lo fanno meglio.)» sorrisi, prendendo leggermente in giro l'Inglese davanti a me.
«There's no car in the world that could come close to what it feels like in my Formula One car, but it's going to be the closest thing. Nobody has anything like this car. (Non c'è alcuna auto nel mondo che potrebbe farmi provare qualcosa di simile a quello che sento nella mia auto di Formula Uno ma questa sta diventando la cosa più vicina. Nessuno ha qualcosa di simile a quest'auto.)» mi sorrise, con quell'aria tipica di chi sa cosa dire e come dirlo per convincerti.
«I know how you drive. Let's go to Monaco together, you'll be amazed by this car. (So come guidi. Andiamo a Monaco insieme, resterai impressionata da quest'auto.)»
«Velietta! Linda?! Tu qui?» domandò Federico, non aspettandosi che la mia allenatrice fosse con me. «Voleva ricambiare il favore che le hai fatto.» spiegò lei. «Ma mi sembra che l'abbiamo persa... in fondo le macchine sono così interessanti.» commentò, sarcastica. «E tu sei così noiosa...» la imitai.
«Chi è quello?» domandò Paulo. «Ciao Ezechiele, come stai? Io sto molto meglio, adesso che ci sei tu. Hai giocato una bellissima partita, complimenti, grazie del gol.» instaurai un ipotetico dialogo tra me e me.
Lui mi guardò, seccato. Lewis mi guardò, spaesato.
«Lewis. You should learn Italian. It's a fantastic language! (Lewis. Dovresti imparare l'Italiano. È una lingua fantastica!)» lo rimproverai per la sua scarsa intraprendenza. «Italian's difficult, not fantastic. (L'Italiano è difficile, non fantastico.)»
Scossi una mano, incurante della sua critica alla mia lingua madre.
«He's my boyfriend, Paulo. (Lui è il mio ragazzo, Paulo.)» presentai il ragazzo di fianco a me che, da vero adulto, mi ignorava, guardando in cagnesco l'Inglese. «Paulo, Lewis. Un amico.» proseguii. «Son tutti amici.» protestò debolmente l'Argentino.
«You've just called him something like Ezec... ah, I can't remember. His name's strange! It has a difficult pronunciation. (L'hai appena chiamato qualcosa come Ezec... ah, non mi ricordo. Il suo nome è strano! Ha una pronuncia difficile.)» borbottò Lewis. «Cos'ha detto?» mi chiese l'Argentino. «Che il tuo nome è strano ed ha una pronuncia difficile. Tu - indicai Paulo - dovresti imparare l'Inglese e tu - additai Lewis - almeno i rudimenti dell'Italiano.»
«What does "rudimenti" mean? (Cosa significa "rudimenti"?)» domandò allora il Britannico. «That you're an idiot. (Che se un idiota.)» «I'm not sure. Idiot sounds similar in Italian. (Non sono sicuro. Idiota suona simile in Italiano.)»
«Yeah, it's "idiota". "Rudimenti" means basilar things. (Sì, è "idiota". "Rudimenti" significa cose basilari.)» «Is "idiota" a basilar word? (Idiota è una parola basilare?)»
«I don't think so. I mean, if you like insulting people... but English don't usually do that. (Non credo. Nel senso se ti piace insultare la gente... ma gli Inglesi di solito non lo fanno.)» «Of course we don't do that. We are a polite population! (Ovvio che non lo facciamo. Siamo una popolazione educata!)» affermò il Britannico, battendosi il petto con una mano.
«Uh, I'm late!» esclamò poi, lanciandomi un'occhiata eloquente del tipo "ti paro il sedere ma mi devi un favore". «I must go home, my mum's waiting for me. It's been a pleasure, Paulo. (Devo andare a casa, mia mamma mi sta aspettando. È stato un piacere, Paulo.)» disse, mentre gli stringeva di nuovo la mano. «A pleasure. (Un piacere.)» ripeté l'Argentino, sarcastico.
«He's so jealous! (È così geloso!)» sussurrò Lewis, passandomi di fianco. «And you're so stupid! (E tu sei così stupido!)» gli urlai dietro. «You owe me one. And remember: I'm the best man in the world, baby. (Mi devi un favore. E ricorda: sono il miglior uomo al mondo, piccola.)» si congedò, dopo essersi portato l'indice e il medio alla fronte in segno di saluto.