"E scrollo sull'iPhone mentre aspetto tue notizie
E guardo lo schermo mentre il cervello mi frigge„
Fred De Palma
Ostia, Luglio 2018
Velia
Mi appoggiai con la schiena al muro esterno dell'aeroporto di Roma Fiumicino, nei pressi della zona arrivi, estraendo gli occhiali da sole dalla borsa di Furla che mi aveva regalato Mauro in occasione del Natale precedente.
Le lenti specchiate degli occhiali che avevo rubato a Marc durante il GP del Sachsenring mi nascondevano in parte il volto, donandomi un minimo di tranquillità nell'attesa dell'atterraggio del suo aereo.
Scrollai la home di Instagram per la seconda volta nel giro di cinque minuti, bevvi un sorso di EstaThé al limone - non sopportavo quello alla pesca, era fastidiosamente dolce ed io odiavo le cose dolci - e per poco non feci cadere l'iPhone quando Márquez mi costrinse in un abbraccio spaccaossa che non aveva nulla a che vedere con i nostri saluti abituali.
«Marc! Quasi quasi mi dà un infarto!» lo schiaffeggiai sulla nuca, ricambiando l'abbraccio.
«Scusa.» sghignazzò, prima di lasciarmi andare. «Ho solo bisogno di affetto.»
«Che?! Ma per favore.» praticamente lo mandai a quel paese, staccandomi dal muro. «Cosa facciamo?» alzò le spalle, poi si riprese gli occhiali.
«Desculpe.» proruppe. «Gli sponsor.»
«Hai sonno?» sfiorai le profonde borse che aveva sotto agli occhi.
«Un poquito.» annuì. «Ma non è un problema.»
«Anche io ho bisogno di dormire, tanto abbiamo un giorno e mezzo per darci alla pazza gioia, qualche ora di sonno non ci farà male.» fermai un taxi. «Sei venuto così, senza vestiti?»
«Andremo a fare shopping.» disse, ovvio. «Abbiamo un giorno e mezzo per darci alla pazza gioia.»
«Che stupido.» ridacchiai. «Sveglia alle quattro e un quarto? Così poi torniamo a Roma e magari usciamo a cena.»
«Conosci un locale dobe andare dopo? Boglio bere fino a stare male, solo che a Cervera è un po' difficile, tutti mi conoscono ed Alex non approba certe trobate.» mi posò la testa su una spalla.
«Ha ragione lui, non è il modo migliore per affrontare i problemi. Ma conosco varie persone che abitano a Roma, di sicuro troviamo qualcosa.» gli accarezzai i capelli. «È una situazione disperata?»
«Più o meno.» annuì. «Cioè, in realtà non lo so neanche io.» ammise poi.
«Ottimo. Siamo davvero due sfigati che per qualche strano motivo sono diventati famosi, eh?»
**********
«Marc, tesoro, ti alzi?» gli accarezzai la fronte. «È tardi, sul Grande Raccordo Anulare ci sarà coda anche se è Luglio e noi siamo abbastanza impiccati coi tempi.»
Il Catalano aprì gli occhi lentamente, mettendo a fuoco il mondo, poi si alzò, sbadigliando.
«Ho dormito tanto?» mi guardò.
«No, tranquillo, ci stiamo, se ti dai una mossa. Il bagno degli uomini è in fondo a quel corridoio.» gli indicai quale direzione prendere.
«Cosa ho fatto di buono per meritarmi la tua amicizia?» mi baciò una guancia, prima di uscire.
«Uffa, a me piaceva Paulo!» quasi urlò Gregorio, piombando nella mia stanza a passo di carica.
«Greg, sei un caso perso!» Letizia cercò di trattenerlo per un braccio, invano. «Scusalo.» mi sorrise, in imbarazzo.
«Tranquilla.» la invitai ad entrare. «Come stai? L'università?» le chiesi, studiava Medicina.
«Bene, bene. Sono al passo con gli esami, se tutto procede secondo i piani mi laureerò all'inizio della prossima estate. Non ti hanno ancora fatta santa per averli sopportati così a lungo?» indicò il suo ragazzo e Gabriele, che si era unito a noi.
«No, ma mi hanno detto che sono in lista d'attesa.» abbozzai un sorriso.
«¿Vamos?» Marc tornò in camera, passandosi una mano tra i capelli.
«Hai capito Velia?» ammiccò Gabriele.
«Gabry, capisce quello che dici.» rimproverai il Livornese. «Ti ha chiamato Lucia, mentre eri in bagno.» porsi il cellulare a Marc.
«Ora ho sul serio bisogno di bere.» mi prese una mano, aiutandomi ad alzarmi dal letto.
«E tu ti lamenti di Greg?» chiesi a Letizia, retorica.
«Uomini.» scosse la testa lei.
«Anche in Spagna dicono tutte così?» Gregorio chiese a Marc.
«Tutte.» annuì il Catalano. «Donne.» sbuffò poi, ridendo.
«Marc! Non ti ho portato qua per fare comunella con la Nazionale Italiana di Nuoto.» lo rimproverai bonariamente. «Andiamo?»
«Ce l'hai appena presentato e già lo porti via?» si lamentò Gabriele.
«Il signorino ha pensato di venire in Italia senza un minimo di vestiti di ricambio e, per quanto io abbia preso in prestito alcune sue magliette...» venni interrotta da Marc.
«Tu mi hai rubato quelle magliette.» mi corresse.
«Dettagli.» scossi la testa. «Dicevo, per quanto gli abbia preso in prestito delle magliette, sono a Milano, quindi dobbiamo andare a fare compere.»
«Anche lei mi ruba i vestiti con la scusa del prenderli in prestito.» Greg indicò Letizia.
«Cosa ti ho detto? Donne.» Marc alzò le spalle.
«Gregorio Paltrinieri, ancora una parola e ti lascio, dopo quasi sei anni di fidanzamento.» la ragazza schiaffeggiò il nuotatore sulla nuca. «E non sto scherzando.»
«Ok, noi andiamo, non voglio avere la vostra rottura sulla coscienza.» trascinai Marc fuori dalla camera.
«È stato un piacere.» sorrise lui, sventolando una mano in segno di saluto.
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Da Milano col pallone
Fiksi PenggemarQuando, alla fine del 2017, Paulo Dybala aveva lasciato la sua storica ragazza, Antonella Cavalieri, non si aspettava che Federico Bernardeschi lo coinvolgesse in un vero e proprio inseguimento, organizzato al solo scopo di trovare una nuova fidanz...
