chapter 83

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Cleo's pov 🌑

Mi guardai allo specchio posto in camera mia, le ciocche ramate ormai erano più che evidenti e risaltavano sul mio nero pece, i giorni passavano in fretta ed era il  giunto il momento di andare via.
Non ero una Shadow Hunter e neanche una strega, dovevo salvarmi la vita sennò sarei morta.

La mia vita non era semplice, ero nata seguendo uno schema ben preciso:
Mio padre si era iniettato sangue di demone, aveva infettato mia madre e in una notte piovosa nacqui nella fine di ottobre;
Avevo vissuto per i miei primi cinque anni con Valentine e il mio fratellastro Jonathan con cui giocavo interi pomeriggi.
Mia madre decise di portarmi via dopo che vide l'uomo che amava fare del male a suo figlio e così, ci rifugiammo a Lisbona con la speranza che potessimo iniziare da zero.

Nel crescere però, dovevo fare i conti con la mia parte demoniaca e per questo che Magnus, il sommo stregone di Brooklyn e il compagno di mia madre mi aiutò con i miei poteri ma aveva capito che non poteva gestirli poiché erano di una potenza disumana e così scopriamo la mia vera essenza da strega.

La leggenda narra di due bambine, le ultime streghe gemini della congrega di Circe che lei stessa aveva tramandato i suoi poteri, ma solo una delle due poteva essere la sua pupilla.
Per questo motivo, Nemesi mi serviva più che viva.

Non era finita qui, perché il sangue angelico pulsava nelle mie vene e lottava con quello demoniaco.
Iniziai l'accademia per diventare una Shadowhunter subito dopo i miei undici anni, mi allenai duramente e studiai per essere la prima in tutte le classifiche.
Concentrandomi troppo sugli allenamenti dimenticai la mia vera natura e così accade l' inaspettato di cui non mi sarei mai perdonata.

Ho perso mia madre quella notte;
Magnus perse l'amore della sua vita;
E mi incolpai, incolpai Valentine per avermi iniettato sangue demoniaco poiché non sarebbe mai successo se io non fossi stata una strega.

Ma io dovevo vivere per lei, per entrambe.
Mi feci coraggio, mi rimboccai le maniche e grazie all'aiuto del sommo stregone ripresi in mano la mia vita.

«Dove stai andando?» la voce di Izzy mi fece sussultare e mi voltai nella sua direzione.

Un borsone con dentro dei vestiti era sul mio letto e regnava il disordine, mi promettevo sempre di sistemare ma procrastinavo.

«starò via per qualche giorno » dissi soltanto chiudendo l'anta della mia cabina armadio.

«Alec lo sa?»

Alec.
Doveva saperlo? Cosa dovevo dirgli? Non sarebbero mai stati solo qualche giorno.
Avrei dovuto incontrare Nemesi, allenarla, farle sbloccare i suoi poteri..
Non erano giorni e né settimane.
Ma dovevo soltanto pensare a me stessa.

«Izzy..»

«no, Cleo no! Sono la tua migliore amica o almeno pensavo di esserlo»

« isabelle io ti voglio bene, ma devo farlo.
Devo andarmene, ritornerò, ma non so quando.»

«Non permetterò che questo accada! Non puoi lasciarmi da sola qui! Tu.. io.. Cleo! Siamo una famiglia!»

« ho delle cose da sbrigare a Lisbona »

«noi abbiamo bisogno di te, io ho bisogno di te! Per non parlare di mio fratello.. ci hai pensato?»

Oh, Alexander..
Se penso al 'noi' di qualche mese fa, l'inizio di tutto.. cosa siamo diventati? Dov'è finito il nostro amore?

«tuo fratello capirà » no, non lo farebbe mai.

« lo sai meglio di me che non ti lascerà andare »

«per l'amor di Dio Izzy!» Mi aveva stancato, avevo perso la pazienza.
«Davvero, devo andare via e il più in fretta possibile, sta arrivando e devo trovarmi a Lisbona quando lei sarà lì.»

«Lei chi?»

Adrizzai la schiena, dovevo almeno raccontare ad una persona ciò che stava per accadere da quel momento in poi.

«Mettiti comoda, sto per raccontarti una cosa a cui non crederai mai» inizia a gesticolare, sperando di non dover tralasciare nessuno dettaglio alla mia amica.
Confessai tutto, il mio passato, il mio legame con azaziel, l'amore incondizionato che provava Raphael nei miei confronti, il rapporto paterno di Magnus e la mia gemini che viveva a Chicago e doveva attraversare mezzo emisfero per raggiungermi in Europa.

« È tutto così..»

«confuso? Strano? Frettoloso?» continuai la frase.

« Non so cosa significa Gemini»

« È meglio non saperlo» alzai le spalle e con uno schiocco di dita il mio intero appartamento ritornò ad essere pulito e in ordine.

« Qualche giorno Cleo, ti chiedo solo di aspettare qualche giorno.
Qui sei essenziale,  abbiamo davvero bisogno della tua bravura.
Con tutto quello che sta succedendo con Valentine, Jonathan.. »

Mi lasciai cadere con un tonfo sul materasso del mio letto, sperando che lo sguardo supplichevole di Izzy non mi perforasse persino l'anima.

Ci pensai su, potevo restare qualche giorno ma non di più.
Erano tante le conseguenze che mi sarei dovuta aspettare se solo avessi tardato di un solo giorno.

« resto.
Ma quando le acque si saranno calmate mi vedrete sparire. A Lisbona hanno bisogno di me»

« E parlerai con Alec»

Sbuffai, dovevamo chiarire tantissime cose io e il suo amato fratello.

« puoi venire ogni volta che vuoi Izzy, chiedi a Magnus e ti aiuterà a raggiungermi con un portale, il mio istituto è sempre aperto per te ma non per tuo fratello.»

« Sai..» si sdraiò accanto a me appoggiandosi su un fianco e mi guardò.
«io sono sempre stata.. sono sempre stata Izzy, la sorella di Jace e Alec, i parabatai.
Ma da quando ci sei tu, mi sento parte di qualcosa, non sono più la mocciosa che non volevano attorno, ma erano dovuti a portarmi sempre con loro poiché non avevo nessuno.
Sei arrivata e hai fatto subito breccia nel mio cuore, sei diventata la mia migliore amica nonostante tu non sia una persona estroversa e non parli mai della tua vita, ma ho imparato a conoscerti e comprendo tutte le tue scelte.»
 
Prese un lungo respiro e sorrise..
« so che andrai via, ma so anche che tornerai e saremo quelle di sempre.
Vorrei che fossi al mio fianco di ogni mia missione, vorrei che tu fossi la parte che mi completa..
Vorrei che fossi la mia Parabatai.»

Le mie labbra si schiusero e percepivo metaforicamente i miei occhi fuori dalle orbite per lo stupore.

« Lo sapevo, ecco! Lascia stare, fai come se non avessi detto niente»

« Izzy sarebbe un onore..»
«Prima che vado via?»

«prima che vai via.»

Soridemmo e ci abbracciamo, avevo trovato finalmente la mia persona.

« Allora che cosa ci facciamo qui? Abbiamo una cerimonia e un party da organizzare!»



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