Alec's pov.🌕
Eravamo nel mio ufficio dinanzi al camino seduti sulle poltrone che avevo fatto mettere appostamenti per godermi del bellissimo calore che emanava il fuoco che scoppiettava.
« perché non sembravi felice quando Simon ha detto che saranno tutti zii?» mi disse.
«sai che Simon non mi sta molto simpatico, è sempre stato così esilarante e pieno di vita »
« E quindi odi tutte le persone estroverse » scherzò spostandosi una ciocca dietro i capelli.
« vorresti che Simon fosse presente nella vita di nostra figlia?» le domandai.
«fa sempre parte della nostra cerchia di amici, a me Simon fa molto ridere..»
«Stento a crederci, all'inizio lo odiavi»
«se per questo odiavo anche te e mia sorella Clary.
Adesso sono perdutamente innamorata di te e Clary ed io abbiamo un bellissimo rapporto.»
Feci per aprire bocca ma il telefono mi squillò.
Tempismo sbagliato.
Vidi il mittente e sbuffai quando sullo schermo comparve il nome del diurno.
Risposi e misi il vivavoce facendo segno a Cleo di avvicinarsi.
< Alec sono Simon, il diurno>
< So chi sei..>
< Sei con Cleo giusto?>
< certamente. Lei dov'è? La testimone intendo>
<Ecco.. Heidi ci ha preceduto e i dottori hanno detto che è in coma irreversibile.. Cleo potrebbe fare qualcosa?>
<Arrivo subito.> Rispose Cleo anticipando le mie mosse terminó la chiamata.
«Ehi Alec! »
« hai una felpa da prestarmi? Sta scendendo sera e farà freddo, non ho niente dietro»
Annuii e le indicai la felpa che era sul divanetto proprio dietro alle sue spalle.
Era di tre taglie più grandi ma lei sembrava star comoda.
Mi ringrazió e raggiunsimo l'ospedale cercando Simon.
Non chiedemmo nessun aiuto, Cleo mandò un messaggio a Simon chiedendo il piano e il numero della camera.
Una volta arrivati, feci un cenno col capo a Simon.
« dov'è Maya?» domandai non vedendola
« non la trovo da nessuna parte » alzò le spalle.
«cosa significa che non la trovi da nessuna parte? Esci da questa distanza e vai a cercarla!»
«ma Nora..»
« A lei ci pensiamo noi»
E Simon abbandonò la stanza senza lamentele.
Cleo si alzò le maniche e mise una mano sulla fronte di Nora, la nostra testimone, spostando i suoi capelli corvini dinanzi al viso.
L'altra mano fu adagiata sul suo addome e chiuse gli occhi sussurrando alcune parole che mai avrei capito e mai avrei chiesto il significato dei termini che utilizzava per l'incantesimo.
La paziente dopo pochissimi instanti riprese a respirare e aprì gli occhi.
«ei, sei al sicuro ora.. va tutto bene.» disse Cleo cercando di calmare la giovane ragazza.
«ho chiamato Maya, mi ha detto che sta aspettando Heidi per parlare..» Simon aprì di scatto la porta e ci avvisò.
«non ti ha detto dov'era?» chiesi
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Damnatus Angelus
Fiksyen PeminatCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
