Cleo's pov🌑
S
e avessi immaginato di starmene sola in casa mia a sistemare le ultime cose prima di abbandonare definitivamente new York... sbagliavo.
Poiché Magnus non mi avrebbe mai lasciato sola, per questo mi ritrovavo nel suo attico a Brooklyn dove la vista dell'undicesimo piano era da lasciare senza fiato.
Mi disse che dovevo insegnare a Mazzie degli incantesimi di base poiché per lui erano troppo banali e si annoiava.
« sono più potente di te, pensi che a me non annoierebbero?» in realtà sapevo benissimo che odiava vedermi sola, senza essere circondata dall'energia dei miei amici.
« a te piace passare del tempo con i bambini, sto impazzendo con questa bambina» cercò di giustificarsi, ma la sua espressione lo tradii terribilmente.
«È la verità Mazzie? Stai facendo la brava con Magnus?» domandai abbassandomi alla sua altezza.
«è lui che non è bravo con me! »
« Maledetta!»
« ieri mi ha pitturato il viso di verde! Stamattina alle otto ero già dall' estetista a farmi una bella pulizia del viso »
« non cambi mai, con me eri più..» cercai dei termini per addolcire la situazione.
«impaziente? Suggerivo a tua madre di venderti al mercato nero i primi giorni che passavano del tempo insieme.»
«Magnus Bane! Cosa sentono le mie orecchie!»
«Non puoi darmi torto Cleo! Eri una bambina cattiva, ti arrampicavi sui mobili, volevi sempre truccarmi!»
Scossi il capo e mi dedicai a Mazzie.
«Brava, ecco! Insegna ciò che hai imparato da me.
Io vado a prepararmi una tisana e vado a rilassarmi, per qualunque cosa non chiamarmi.
Mi troverai in terrazza » si avvicinò all' angolo bar, prese un bicchiere di vetro e si Versó del Gin con un fetta di limone.
«non mi sembra una tisana rilassante quella..»
« Per me lo è.» e mi lasciò sola con una bambina di sei anni a stento.
« Non prendere mai d'esempio quest'uomo.
D'accordo Mazzie?» le domandai e con un sorriso carico di gioia annuì il capo.
«ti ho sentito stronza!» urlò il sommo stregone di Brooklyn dalla terrazza.
Lasciai perdere e decisi di insegnare alla piccola strega le basi.
«okay Mazzie, concentrati e posizione le mani davanti a te.» le misi un suo giocattolo dinanzi e doveva farlo fluttuare, doveva già riuscirci alla sua età.
«adesso immaginare questo oggetto volare e segui con le tue mani l'oggetto.
In qualunque posizione tu voglia spostarlo, le tue mani mi seguiranno.
Vuoi spostarlo a destra? Le mie mani andranno in quella direzione.
Tutto chiaro? Provaci»
La piccola strizzò gli occhi assumendo un' espressione divertente e cercai di non ridere ma fu davvero difficile mantenere serietà.
«stai ridendo di me Cleo..?» si intristì molto e decise di appendere persino il broncio.
Non eri molto brava con i bambini, ma sapevo che erano davvero capricciosi.
«non sto ridendo di te.»
«Magnus!» si alzò dal divano in cui si era seduta e corse dal suo paparino.
Non volevo subirmi nessuna predica, pregai Dio per far si che non avvenisse.
Ma la figura slanciata dello stregone avvanzó a passo spedito verso la sua allieva prediletta.
«Cleo Oliveira!» e si avvicinò al mio orecchio.
«quando vieni a casa mia, vorrei solo che tu giocassi con Mazzie senza introdurre anche me.»
«ma io non sono venuta di mia spontanea volontà se tu ricordi..
Volevo stare per fatti miei, in casa mia a preparare le ultime cose prima di partire.»
« ma partirai fra due giorni, hai tutto il tempo! Insomma, non sei una strega per non schioccare due dita giusto per tenerti in allenamento.»
«allora Mazzie! Cleo crede che sei una strega incapace che ti fa fare questi incantesimi? » e poi si rivolse a me.
« questa bambina è un prodigio, bisogna insegnarle qualcosa di più difficile.. come l'invisibilità!»
Si mise al centro del salone, Mazzie si posizionò dinanzi a lui e ascoltó tutto ciò che diceva con attenzione.
«io non credo che sia una buona idea Mag»
«stai zitta tu»
Pronunciò delle parole in francese antico e con due schiocchi di dita sparí per qualche secondo.
«adesso ripeti dopo di me»
«adesso che ci penso.. io non so il francese antico! Come pensi che avrei potuto insegnarle qualcosa?»
«volevo solo che la tenessi occupata per qualche minuto..»
«sei una persona orribile »
Mazzie disse l'incantesimo con una pronunciai discutibile ma era carinissima.
«tesoro, per renderti visibile devi fare la stessa cosa!»
Stremata mi accasciai sul divano in pelle, decisi di non intervenire in quella situazione.
«Mazzie!»
«non è stata una buona idea l'incantesimo dell' invisibilità...» commentò dandomi ragione indirettamente.
«adesso non trovi più la bambina?»
«sto per avere un collasso » si impanicó e inizió a camminare davanti e indietro cercando di convincere la bambina ad invertire l'incantesimo.
«pensa Magnus, sei il sommo stregone di Brooklyn! Cosa puoi fare in questa situazione?»
« chiamare le forze dell'ordine? Chiami Lucian, magari mi darà un aiutino »
«Lucian è un lupo mannaro! Non prendere il senno della regione.»
Presi in mano la situazione e annullai l' incantesimo della bambina, rivelando Mazzie che era seduta proprio ai piedi di Magnus.
L'annullamento era solo per gli stregoni di un certo spessore di livello e di importanza, non era facile invertire l'incantesimo di una persona.
« penso di non essere proprio adatto per fare il padre, non posso restituirla? Che ne so, fare il reso?» domandò mentre mi alzai dal divano per darmela a gambe levata dalla sua casa, non volevo essere nel mezzo di nessun'altra vicenda Critica...
«non oso immaginare chi ti ha nominato sommo stregone.. perdi colpi»
« Quando sarai madre.. vedrai lo spavento colossare che ti faranno prendere i tuoi mocciosi! Sono sicuro che saranno peggio di te, anzi cinque volte peggio e lo auguro!»
«per questo sarai il loro nonnino preferito » scherzai mentre raggiunsi la porta.
« io nonno? Ma mi vedi? Potrei fare il modello!
Parlarne con Robert Lightwood, magari lui sarebbe un nonno migliore di me!»
Non avevo mai detto che avrei voluto figli da Alec, non dopo che Valentine aveva provocato il mio aborto spontaneo.
Ma Alexander aveva la stoffa per essere un meraviglioso padre, già vedevo la targhetta sulla sua scrivania come ' miglior padre dell'anno '
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Damnatus Angelus
FanfictionCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
