Chapter 79

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Cleo's pov. 🌑

«cosa vuoi fare della tua vita?» Chiesi alla mia amica dai capelli color carota.

Nemesi sorrise, ma era uno di quei sorrisi tristi, quasi malinconici.

«Voglio sentirmi libera, nella mia vita non mi sono mai sentita spensierata come gli altri.
Non ho mai avuto  l'amore di una madre, mi sento come se avessi vissuto a metà.
Mentirei se ti dicessi che spesso avevo questo pensiero della morte.
Speravo che ogni volta che mia madre tentasse di uccidermi, la morte mi sarebbe venuta a prendere... Pronta ad accogliermi ma mai successe.
Ed ero triste, perché io volevo morire.
Non mi interessa se avrò un lavoro,una famiglia, se quattro resterà nella mia vita ma  l'unica cosa che desidero davvero è la libertà»

«Ho avuto l'amore di una madre meravigliosa, ma ho distrutto tutto ciò che aveva creato per me» dissi osservando la solita stanza bianca che creavo nella sua mente.

Nemesi faceva dei grossi progressi,  mancava poco al nostro famigerato incontro e avrebbe saputo la verità sulle sue origini.
Doveva raccontarmi per filo e per segno ogni attimo della sua vita, così per sbloccare i suoi poteri repressi.

«Cosa succede nella tua città?» Domandò arrotolando una ciocca di capelli intorno al suo dito indice.

«New York è sempre trafficata, proprio adesso c'è un pazzo omicida che uccide gli Shadowhunter, ma non sappiamo ancora la sua identità.
Forse sono più pazzi, ma lo scopriranno »

«Accidenti! Tu non vai in missione?»

«Secondo Magnus, ricordi chi è?»

«Magnus..quel mago forte?»

Scoppiai a ridere, Non era nella doti di Nemesi memorizzare così in fretta.

«stregone. È il sommo stregone di Brooklyn, un distretto di New York.
Secondo lui sarà in corso una rivolta fra i nascosti e devo aiutare il mio popolo.. il periodo che sto attraversando non è il massimo.
Sono indispensabile per gli Shadowhunter ma anche per gli stregoni..»

«Quindi sei davanti ad una scelta?»

«La scelta è l'ultima cosa a cui penso, in casi estremi sceglierò.»

«Posso farti una domanda Cleo?»

«Fin quando ti è possibile»

«Perché devo raggiungere Lisbona? Quando posso venire a new York, è anche più vicino.. ci metterei pochi giorni »

«Perché no!» Risposi velocemente.

Nessuno sapeva di questo nostro collegamento.
Cosa avrei dovuto dire ai miei smici?
Solo Magnus sapeva che ero una strega gemini
Cosa avrei dovuto dire?
'ei ragazzi, lei è Nemesi, la mia strega genemi e deve assolutamente fare accendere i suoi poteri o morirò anch'io!"

«New York è molto incasinata, ti serve molto allenamento e di conseguenza molto riposo, il Portogallo è ideale.
Io sono stata addestra lì » aggiunsi cercando di non farle notare il cambio d'umore che avevo avuto.

«Quattro è d'accordo?»Le chiesi cercando di sviare il discorso su di lei

«Inizialmente non voleva lasciare Chicago a causa di sua madre.. abbiamo un po' discusso e gli ho fatto intendere che sarei partita con o senza di lui.»

«Non sono l'unica che era dinanzi ad una scelta quindi..» ci scherzai su'

«Ho dovuto farlo, siamo ancora nei dintorni di Chicago ma siamo usciti dalla barriera.»

«Lo so. Ho alcune ciocche ci capelli che sono color Carota.. dovresti vedermi non mi stanno per niente bene!»

«Perché si colorano?» Mi fece una domanda scontata.

«È un antico incantesimo Francese, me l'ha fatto Magnus. Più ti avvicini e più i miei capelli diventano rossi.. ma ritorneranno del mio colore naturale appena saremo insieme.»

E io non vedevo l'ora, saltavo dalla gioia.
Avevo raccontato a Magnus cosa le avrei fatto fare.
Era davvero contento per me, sperava più di me che venisse il più presto possibile.

Ma mancava davvero poco.
I miei poteri potevano finalmente evolversi.

//

Passò mezz'ora dalla chiusura del mio viaggio astrale nella mente di Nemesi e un forte mal di testa mi pervase.

Bussarono alla porte del mio appartamento e con un gesto l' aprí, senza importarmi di chi fosse.

«Cleo?» La voce di Alec arrivò alle mie orecchie come un urlo, anche se il suo Tono di voce era basso.

«Sono in soggiorno»

Aspettai che mi raggiunse e lo salutai con un cenno della mano

«Ciao Alec, sei vuoi sederti siediti. Se vuoi mangiare, sai dov'è la cucina. dato che ci sei mi faresti persino un caffè? Bello forte» massagiai con movimenti circolari le mie tempie.

«Ma cosa è successo qui?» Indicò il cerchio con le candele, il grimorio aperto e il disordine nell' intera stanza.

Mi guardai attorno e risposi
«Mi sto allenando con il viaggio astrale»

«Viaggio che?»

«Il viaggio astrale Alec, consiste nella separazione del corpo e della mente.
Io rimango qui, ma il mio cervello è dove vorrei che fosse»

«E dov' eri?»Domandò sospetto.

Pensai bene a come rispondere,  dovevo avere la situazione sotto controllo o mi avrebbe scoperto.
E non era nel piano rivelare le mie azioni future
E far scoprire di Nemesi, doveva essere un segreto.

«Tranquillo, da nessun ragazzo» ridacchiai stendendomi sul divano.

«Sei ancora arrabbiata con me?»

Iniziò col riferirsi alla discussione che avemmo avuto quando era presente Magnus ma non ci avevo dato peso, come tutti gli errori che commetteva Alec.

Ma doveva pentirsi, di avermi escluso dalla sua gente.

«Tu che dici?»

«Da come vedo si.
Però devi sapere come mi sento»

«Non iniziare a fare la vittima Alec, tutti abbiamo dei problemi e non puoi immaginare i miei come viceversa io i tuoi.
Ma non ti do peso della mia rabbia, non vengo da te per scontare quello che ho represso.»

«Lo so, mi dispiace»

«Vieni da me, sfogati. Ascolterò quello che hai da dirmi e ti farò da spalla.
Ma non trattarmi male, non escludermi della tua vita »

Non rispose e prese posto sulla poltrona, a gambe leggermente aperte.. con la schiena china e i gomiti appoggiati sulle ginocchia.
Poi alzò il suo sguardo e mi parlò attraverso esso.

Annuì delicatamente e parlai, quello che lui forse non riusciva a dirmi da un bel po' di tempo.

«Questo lo so anch'io, dobbiamo parlare di cosa ci succede.
Siamo precipitati e temo che i sentimenti non siano più corrisposti»

«Io non  smetterei mai di amarti Cleo.»

Damnatus AngelusDove le storie prendono vita. Scoprilo ora