Cleo's pov🌑
Sei mesi dopo..
Erano cambiate così tante cose in sei mesi che allo specchio non mi riconoscevo più ormai.
I miei vestiti attillati erano stati sostituiti da enormi felpe che nascondevano e tenevano in caldo il bambino che portavo in grembo.
La bambina, era una femminuccia.
La prima a cui l'ho detto era proprio Izzy e feci decidere a lei se dirlo al padre o meno, ma rifiutò l'enorme peso che l'avrei fatto portare e allora presi la decisione di tenermelo per me.
Aveva smesso di informarmi sull' istituto da quando scoprimmo che fui incinta poiché disse:" niente di nuovo, non ti perdi niente" e all'inizio le credetti, dopo i messaggi di Clary dicendo che era tutto un caos non ci credevo più.
Magnus viaggiava spesso, per venire a trovarci e ogni volta portava sempre un regalo per la sua nipotina acquisita.
Solo che nelle ultime due settimane mancava ai nostri appuntamenti stabiliti, non aveva scuse anche perché era il sommo stregone di Brooklyn e poteva benissimo spostare i suoi impegni quotidiani.
La visita di Raphael mi sorprese tanto:
Dopo che Magnus gli riferì del mio stato lui si affrettò per raggiungermi e congratularmi
E anche per dirmi che ero una grande stupida e che il mio comportamento non era una giustificazione a tutta la mia vita.
Lo lasciai perdere e parlammo di altro, non avevo bisogno di un'altra persona che mi doveva che avevo preso una brutta decisione a rimanere così a lungo a Lisbona.
Ma Nemesi aveva davvero bisogno di migliorare, ma era diventata molto brava e riuscimmo anche a 'battezzarla ' nel mondo delle ombre: il mio battesimo, perché l'avevo inventato sul momento, consisteva nel bagnarle la fronte con della tequila e poi scolarmela tutta.
Pagato tutto dalla neo- strega.
La sua situazione sentimentale non era meglio della mia:
Dopo i due mesi che quattro e Nemesi Erano qui, lui si era trovato un lavoro come cameriere in una favola calda in fondo alla strada, giusto per racimolare un po' di soldi per comprarsi un telefono e un biglietto di sola andata per Chicago.
I due iniziarono a litigare notte e giorno, cercai di non ficcanasare nelle loro questioni ma era più forte di me.
Quattro non si sentiva a suo agio, ma Nemesi doveva rimanere e allora fu messa alle strette con un ultimatum:
Cleo o Quattro.
La risposta era abbastanza ovvia, poiché la rossa aveva il palmo contro la mia pancia ad ascoltare la bambina che calciava in continuazione.
Da buona strega che ero, mi feci tutti gli incantesimi di protezione che conoscevo per far sì che il feto potesse continuare il suo sviluppo e che io potevo benissimo fare la Shadowhunter.
A Lisbona il personale scarseggiava e in pochi uscivano in missione, fra questi io ero sempre presente e non potevo assolutamente dire di no.
Non avevo ancora deciso il nome per mia figlia, era opportuno considerare l'opinione del padre, no?
Anche se in sei mesi potevo farmi avanti, ma non riuscivo a farmi coraggio per aprire un portale e tornare dai miei amici.
Solo che da quel momento in poi, le cose cambiarono e fui costretta a tornare in quella città.
« Cleo! Ester ti cerca» la porta della camera si aprì con un tonfo e rivelò Kristen che cresceva a vista d'occhio e sperava abbastanza spaventata.
e come un dejavu tutto sembrava ritornare nei propri pezzi del puzzle.
Feci segno a Nemesi di spostarsi, mi alzai e seguii la giovane ragazzina nell'ufficio del capo.
«fammi indovinare new York ha bisogno di Shadowhunter tosti e vogliono me ? Ho già vissuto questo sogno e la mia risposta è No»
« Peggio Cleo, molto peggio.
New York sembra l'inferno vero e proprio, stanno succedendo cose surreali.
Jonathan è nella sua forma umana, Lilith cammina sul pianeta terra e la cosa più devastante è che il tuo amico magnus non è più il sommo stregone di Brooklyn, non ha più i poteri.»
La notizia mi sconvolse e lottai con me stessa per non cedere, ma alla fine si trattava della mia gente e dovevo essere d'aiuto.
Perché nessuno mi aveva avvertito di ciò che stava succedendo? Dovevo ritornare così a sorpresa senza il preavviso di nessuno?
«la questione è urgente Cleo, è più grave di quel che pensi.
La città è invasa da demoni, il varco è stato aperto sulla spiaggia e non conoscono nessuno stregone che può farlo.
Quindi in veste ufficiale, io ti trasferisco all' istituto di new York sotto la carica della famiglia Lightwood a tempo determinato»
Una scarica di brividi mi colpì la schiena, il mio cuore tremava ancora a quel nome.. erano mesi che non lo sentivo e solo il pensiero di rivederlo mi terrorizzava.
Cosa avrebbe pensato di me? Mi avrebbe perdonata? Mi avrebbe odiato a morte? Ignorata? Avrebbe fatto come se niente fosse? Ne dubito,il mio corpo non era ' niente'
« E Nemesi? Non può stare qui!»
« falla venire con te, è il tuo cake sa guardia non il mio.
Non è una mia responsabilità »
Annuì e mi alzai dalla sedia.
« parto il prima possibile, fatemi trovare la moto fuori in cortile e tutte le mie cose nel mio vecchio appartamento »
«non siamo i tuoi schiavi, Oliveira » borbottò ma ero sicura che scherzasse, ormai il nostro rapporto era molto amichevole.. a differenza di quando ero piccola che mi utilizzava come bersaglio per le sue frecce incandescenti.. ma almeno ero ancora viva!
Raggiunsi Nemesi.
« prepara le tue cose » le dissi appena varcai la soglia della mia camera da letto, presi un borsone dall'armadio e infilai i grimori, erano le cose più importante da non perdere.
«cosa sta succedendo? Non ti agitare, pensa alla bambina! »
«lascia stare mia figlia, sta molto meglio di noi due messe insieme »
« mi spieghi cosa sta succedendo? Fermati un secondo!»
« prepara le valigie bab- scherzavo,non hai il tempo di farti la valigia, prendi dal mio armadio qualcosa di più pesante perché varcheremo il portale in moto e potrebbe far freddo »
«non ti seguo »
«Andiamo a new York!»
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Damnatus Angelus
FanfictionCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
