Cleo's pov. 🌑
Non avevo idea di quanto la vita potesse essere imprevedibile e nonostante io la programassi da tutta la mia adolescenza, mi donava sempre delle nuove sorprese.
Il colpo d' effetto del demone Shax potevo benissimo evitarlo, ma in quel momento mi trovavo proprio nel mio appartamento a curare la ferita sulla spalla destra del mio ragazzo.
Era svenuto sull'asfalto e con un portale ci teletrasportammo nel mio appartamento dove lo adagiai sul divano e stemperai con un panno bagnato la temperatura del corpo, iniziai a recitare il rito per assorbire il sangue demoniaco e il veleno per evitare che circolasse nelle sue vene.
Si riprese dopo circa quaranta minuti e da quel momento in cui non smise neanche un attimo di parlare.
«Ringrazia che sia una strega» commentai ridacchiando, se non fossi intervenuta subito sarebbe stato letale.
La missione l'avevo portata a termine, anche con gran successo e la mia istruttrice dell' istituto di Lisbona avrebbe beffeggiato tutto questo, era un gioco da ragazzi.
Ester avrebbe detto: « l'avrei fatto persino ad occhi chiusi su una gamba Cleo, non montarti tanto la testa. »
Mi ero accorta di quanto fosse superficiale l'addestramento qui, era molto leggero e si soffermavano molto sul combattimento quando la dedizione e il coraggio erano i principi fondamentali per noi portoghesi.
Io ero nata per essere la migliore, solo mia figlia avrebbe potuto essere più perfetta di me.
Ma non avevo nessun marmocchio intorno, quindi il mio nome portava in alto la gloria e la vittoria che i new yorkesi non conoscevano per niente
« ringrazio l'angelo raziel tutti i giorni per averti qui »
Sorrisi dolcemente, non era il momento delle dichiarazioni strappa lacrime, non stava mica morendo!
«smettila Alec, stai bene» continuai a far ruotare la garza sterile.
« non pensavo mica di morire per un attacco di demone Shax, per l'amor di Dio! Non sono così tragico »
«Dici? Un mese fa quando il tuo piede ha calpestato una punes pensavi di morire.
Sei tragico Alec »
«non puoi capire il male che faceva Cleo! A piedi scalzi! Pensavo che quella cosa doveva rimanere nel mio piede per sempre »
«oh, ma insomma! Vai a combattere dei demoni superiori con delle frecce infiammare e piangi per un piccolo stupido incidente? Mi fai davvero pena Alexander Lightwood.
E tu saresti il capo dell'istinto? Deprimente »
«essere a capo dell' istituto è davve difficile Cleo! Tutto lo stress.. gestire la spere amministrativa, vorrei che ci fossi tu al mio posto! Non sopravviveresti un giorno, manderesti tutti a quel paese nel giro di tre minuti!»
« tre minuti sono tanti.» risi di gusto e si unì a me.
« non sono una leader come te Alec. Io sono la prima a scendere in campo quando si tratta di battaglie, sangue e demoni.
Non riuscirei a stare ferma, seduta su una sedia molto comoda dietro ad una scrivania e comandare tutti a bacchetta.»
« mi immagini così?»
«sei molto autoritario, sì.»
«posso farti una domanda?..perché quando assorbi il sangue demoniaco non stai male?»
Mi bloccai, la verità è che ero talmente abituata a sentirlo scorrere nelle mie vene che averne in quantità Maggiori rispetto al cinquanta percento non percepivo cambiamenti e né conseguenze.
Mi fortifica, a differenza del puro sangue Angelico mescolato a quello umano, ai Shadow Hunter provoca un dolore allucinante all' altezza del petto, la pelle si arrossava e la temperatura del corpo si alzava a livelli che superavano persino i quaranta gradi..
E in quantità elevate, il sangue demoniaco uccideva gli Shadow hunter.
A differenza mia, all'inizio il mio corpo veniva pervaso da una scarica di brividi continui e nausea perenne.
Ma dopo qualche anno, mi donava una scarica di adrenalina pura.
«sono abituata, in parte il mio sangue è demoniaco.»
«porti ancora l'anello..» lasciai che la mia mano scivoló sul suo braccio nudo.
«non ci siamo mica lasciati, io ti amo Alec fino al mio ultimo respiro »
Si avvicinò lentamente, mi portò una ciocca di capelli dietro all'orecchio e in quel momento mi schiarì la gola.
«ma sono ancora infuriata a morte con te»
«avevo superato il limite quel giorno, non dovevo dubitare di te.
Perdonami, odio litigare con te.. anche se ci riesce molto bene discutere.»
Non volevo portargli il broncio per tutto il resto della mia vita, pensavo che andava bene così, aveva pensato abbastanza.
«va bene Alec, sarò più presente nell' istituto »
«niente più litigi?»
«niente più litigi.» anche se pensavo che non sarebbe mai potuti accadere..
Si avventó sulle mie labbra e potevo finalmente tirare un sospiro di sollievo, mi era mancato.
«vai piano con quella spalla»
«la mia ferita può aspettare qualche ora»
Mi provocò una risatina e continuai a baciarlo come se fosse l'ultima volta che ci saremmo visti, gli morsi delicatamente il labbro inferiore facendomi spazio fra le sue labbra per fare unire le nostre lingue con passione, il fuoco che si accendeva dentro il mio petto poteva benissimo uscire dalle mie ossa e infuocare l'intero appartamento.
La sua mano arrivò proprio sulla mia mascella, scendendo mentalmente e iniziando a palpare il mio seno con movimenti delicati senza essere troppo frettoloso, avevamo tutto il tempo a disposizione..
Gli tastai i pantaloni mentre accarezzavo il suo membro, slacciai la cinta e abbassai la zip continuando a giocare.
Alec fece scivolare la lingua su tutto il collo e scendendo fra la pelle ormai priva di quella tuta nera che portavo.
Fede aderire la mia schiena contro il divano e divaricò le gambe nascondendo il suo volto fra la mia zona intima.
La sua lingua arrivò in punti immaginabili aiutandosi con due dita.
Al momento, quando entrammo fummo pronti facemmo incastrare le nostre intimità, Alec con delle lenti ma forti spinte si fece spazio dentro di me.
«mi sei mancata» ammise fra un ansimo e l'altro
risposi con un lungo bacio.
« desideravo questo momento »
Raggiungemmo il culmine nello stesso momento, restò fra le mie gambe ancora per qualche minuto.
«sono sfinita»
«e chi l'ha detto che abbiamo finito?»
Lo guardai e mi baciò, volevo rimanere così, sul mio divano di casa, nudi e pieni d'amore per sempre.
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Damnatus Angelus
FanfictionCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
