Cleo's pov.🌑
Era un noioso Venerdì sera dove il venticello di New York picchiava nelle serre dell' istituto proprio dove avevo passato l'intero pomeriggio a leggere un libro.
Avevo bisogno di staccare la spina fra le mille missioni degli Shadowhunter e le migliaia problematiche che causava Nemesi, la mia parte gemini.
Difficilmente riuscivo a stare dietro a tutti i miei impegni, quindi mi ero rinchiusa fra i fiori e mi ero seduta su una panchina.
Il tempo d'allora era passato velocemente, amavo stare col naso chino sui libri e imparare nuovi incatesimi e stare al passo con la mia storia, le mie radici.
Un rumore di ramoscelli spezzati mi fece alzare il capo e salutai Sebastian che era proprio a pochi metri da me.
«Ciao Sebastian, cosa ci fai qui?"
«Volevo allontanarmi, c'è molto chiasso dopo quello che è successo... Quella seelie, Kylie poi azazel.. il mio istituto non era per niente così movimento»
«Posso capirti, a Lisbona era tutto così tranquillo.. lo era ovunque, prima che la minaccia di Valentine tornasse
«Già... Valentine, è tuo padre»
«Solo biologicamente, ho passato solo i primi cinque anni della mia vita con lui... Poi mia madre ha capito le sue intenzioni ed è scappata a Lisbona, mia madre è portoghese..» lo guardai chiudendo il libro e si accomodò portando avanti la conversazione
Non lo conoscevo per niente, eppure era come se fosse nella mia vita da molto tempo .
Sentivo una forte intesa, un'energia che trasmetteva tranquillità al mio essere.
«Ho sentito parlare di te in giro, il primo esperimento di Valentine»
Ridacchiai per il modo in cui lo disse, come se ne dovessi andare fiera.
«Mia madre è stata usata soltanto da Valentine, sono il frutto di una menzogna e per lui sono soltanto una mezzosangue..
Madre mondana, padre Shadowhunter che si iniettava sangue di demone sai cosa produce? Cleo oliveria, una strega.»
«Quindi è umana?»
«Mia madre, si lo è .. lo era.
Ma è sempre stata appassionata al mondo delle ombre così grazie ad uno stregone del posto ebbe l'opportunità di vedere demoni e ben altro»
«Non hai un legame con i tuoi fratelli? Jace e Clary? Non vi vedo molto Uniti a dir la verità.
Scusa la domanda,non vorrei essere ficcanaso..»
Mi guardai attorno e dondolai sui miei piedi in segno di imbarazzo.
«Sono una persona molto riservata, difficilmente faccio amicizia.
Poi a dirla tutta, Jace non è mio fratello e finalmente l'ha capito ma Clary è ancora all' oscuro di tutto.
Valentine ha confessato, Jace non è nostro fratello.
Mio fratello è Jonathan.» tirai un angolo della bocca per fare un mezzo sorriso.
Ma in realtà sapevo, ero consapevole della verità.
Jonathan era mio fratello minore e gli era toccata una sorte più dolorosa della mia.
Ma alla fine nostro padre era scaltro e manipolatore, ma determinato a conquistare il mondo delle ombre.
Ero stata separata da mio fratello Jonathan all'età di cinque anni e vagamente ricordavo il suo aspetto se non per i suoi capelli biondo platino e il naso sottile e all'infinito.
«Jonathan?e chi sarebbe questo?»
«Il mio fratellino, ci passiamo pochi mesi.. abbiamo madri diverse ma abbiamo passato qualche anno insieme, il tempo di far capire alle donne la vera identità di Valentine.
Buffo no? Io mezza nascosta, lui totalmente un demone e Clary.. ha puro sangue angelico.
Bastardo il destino, non credi?»
«E non l'hai più rivisto d'allora?»
«No. A malincuore aggiungerei.
Lo ricordo vagamente, ma l'unica cosa impressa di lui è quando avevo due anni e nostro padre continuava a fare esperimenti su di lui, urlando che era incapace di provare emozioni.
Cosa non vera, Jonathan amava e me lo dimostrava... Ero l'unica persone che lo capiva, giocavo con lui e gli volevo davvero bene, nonostante la sua identità.
Io non ero migliore di lui, nessuno lo è.
Abbiamo tutti un lato che vorremmo nascondere... mi chiedo perché Jonathan ha dovuto subire tutto questo dolore..
Mi chiedo dove sia, vedere Valentine mi fa ritornare indietro nel tempo..con la mente in quei tempi in cui passavamo giornate intere a New York, poiché i nostri genitori erano impegnati a Idris con il circolo e mia madre ci teneva d'occhio per evitare di combinare guai.
Eravamo figli di Valentine dopotutto, i suoi esperimenti.»
Lo guardai, aveva gli occhi arrossati.
«Stai piangendo sul serio Sebastian? »
«Scusami Cleo, sono molto emotivo quando sento una storia che tratta di due fratelli divisi.
Mi ha commosso tanto, speri di rivederlo?»
«Una parte di me lo spera, ma so che gli altri potrebbero pensare che sia un pericolo per l'umanità degli Shadowhunter, oltre che per i nascosti.
Vorrei che capissero che è stata la presenza di Valentine a ridurlo così... Malvagio.
Ma in realtà è una brava persona, spero che stia bene.
Merita di essere felice»
«Ma è un demone dopotutto »
«Già,lo è.
Ma anch'io lo sono, in parte.
Cosa vuoi che cambi? Eppure non credo di amare nella maniera giusta come fanno gli umani.»
«Sai Cleo.. penso proprio che le persone che bisogna tenersi strette nella vita sono quelle che prendono le tue debolezze e non quelle che se ne prendono gioco.
Qualunque forma abbia tuo fratello, fai bene ad amarlo.
Tutti ne abbiamo bisogno.»
Le sue parole mi risultavano sincere, senza nessun secondo fine ed ero grata per la conversazione profonda che avemmo avuto, era la prima volta che parlavamo così a lungo.
«Grazie per avermi ascoltato Sebastian»
«A te per esserti confidata con me, è stato davvero piacere... Dovremmo passare più tempo assieme, come semplici amici.. non voglio complicazioni con Alec Lightwood"
Ridacchiai
«Non so se ha ancora il diritto per fare una scenata di gelosia»
«Cosa! La coppia dell'anno che è in crisi? Prevedevo ormai le vostre nozze»
«Sentirlo dire è piuttosto divertente.
Abbiamo delle divergenze da affrontare ma non passiamo molto tempo assieme come una volta, lui adesso è il nuovo capo dell' istituto e io sono una strega e devo essere presente ad ogni riunione che Magnus organizza ma non posso neanche mancare alle missioni per i Guerrieri Shadowhunter... È davvero complicato, ci metterei un intera giornata per spiegare tutto ciò che succede nella mia vita »
«Allora facciamolo! Ti invito a cena, stasera niente di galante e formale.
Io e tu, uscita amichevole ed entro mezzanotte saremo di nuovo nell'istituto»
Ci pensai un attimo, ma non avevo nulla da perdere.
Era un mio collega, fra amici si usciva .
Alec non avrebbe dovuto saperlo.
«Allora a stasera, ma paghi tu!» E con un sorriso divertito lasciai la serra.
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Damnatus Angelus
FanfictionCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
