Cleo's pov 🌑
Era l'ultima bugia, promesso.
Ma era di una importanza, non l'avevo detto a nessuno ciò che stavo per fare poiché sarebbe stato rischioso solo il pensiero di commettere uno sbaglio tanto grave.
Solo i folli potevano farlo e io, facevo parte di quella categoria.
Erano giorni che Magnus soffriva per la sua umanità e volevo cercare di rimediare andando verso i piani alti.
Avevo cercato una strega che si fingeva una cartomante cieca e quasi in uno stato vegetativo ma era soltanto finzione.
Spinsi la porta del negozietto, che si presentava con luce soffusa ed era illuminata grazie a qualche candela sparsa qua e là.
Gli stregoni di una certa età si rovinavano la carriera così? Che spreco di potere.
L'anziana signora che indossava un paio di occhi realizzati in vetro, quasi immobili se non fosse per l' iride sinistra che si muoveva a scatti incontrollati.
Si avvicinò lentamente mettendosi seduta al suo tavolino.
« con chi vorresti entrare in contatto? Un parente scomparso, un amico.» la sua voce era lagnosa, trascinava le lettere in un modo quasi irritante.
«Asmodeo, il principe di Edom. » dichiarai a voce ferma, scandendo ogni parola per farle capire che la farsa con me non abboccava.
«Mi dispiace, io non riesco a capire.»
«Andiamo Barbara! non credi che la storia della cartomante, chiromante o qualunque cosa tu faccia.. per mi più cieca, vecchia e stupida non sia già vista e sentita?» decisi di chiamarla con il suo nome.
«so che sei una strega e che puoi comunicare con gli spiriti, lo sono anch'io. »
« tu sei Cleo Oliveira.. figlia di Valentine, allieva di Magnus Bane e l'ultima strega della congrega della strega più forte del mondo nascosto, della maga Circe..»
« perché mettete sempre la caratteristica più brutta all'inizio? Come se essere la figlia di Valentine fosse un vanto!»
« Mi è giunta voce che sei la strega più potente dei nostri giorni, allora mi chiedo perché non lo evochi direttamente senza intermediari di mezzo a proteggere la connessione.»
«Ma sei pazza? Parliamo del principe di Edom.. mica di una persona qualunque, potrei mettere a rischio tutto il mondo nascosto e viviamo già una situazione di forte crisi con quel pazzo di mio fratello, non vorrei metterci anche del mio liberando il principe di Edom e averlo proprio sotto i nostri occhi»
«Allora vuoi aiutarmi o no?» aggiunsi dopo il suo Minuto di silenzio.
«Non ti costerà poco»
Le porsi un sacchetto di monetine sganciando persino qualche banconota.
« è tutto quello che ho, fattelo andar bene.»
«molto bene, cercherò di contattarlo. ma egli solo se vorrà farlo.
Non potremo chiamarlo una seconda volta, avrai solo un'unica possibilità cerca di non perderla» e continuó con altre informazioni di cui non mi interessava per niente.
«si, bla bla e bla.
So come funziona , puoi procedere.»
La strega sbuffò infastidita, era l'effetto che facevo sulle persone ma non volevo perdere tempo.
Non volevo che qualcuno scoprisse cosa stavo per fare.
Se qualcosa fosse andato storto, avrei potuto anche perdere la vita per qualche minimo passo falso.
« invoco te asmodeo..» il viso rugoso dell'anziana signora si trasformò in un viso da uomo con le carattere di un Indonesiano, gli occhi scuri e tirati quasi da formare una mandorla; il naso stretto e lungo, la mascella definita e dei capelli neri Lunghi fino al collo.
«Ma che bella sorpresa, Cleo Oliveira..»
« sei più figo di quanto vorrei ricordare» mi scappò un attimo di sincerità.
Ma era vero, sembrava un ragazzo di trent'anni anziché un vecchio decrepito di migliaia di anni.
«Gentile da parte tua, sei stata geniale a convocarmi in questo modo.»
« non potevo rischiare ad invocare un demone superiore a new York, l'invocazione sarebbe stata difficile a causa del mio stato materno,ma dovevo parlare con te..»
«stai diventando madre ?» chiese visibilmente sconvolto sporgendosi dal mio alto del tavolo.
« E tu bis nonno!» scherzai, per smorzare la tensione che si stava creando.
Voleva incutere timore e sapeva farlo benissimo, ma dovevo farmi vedere sicura di me stessa o non avrebbe mai svolto ciò che avrei voluto.
«Come sta mio figlio?»
« Mi ha detto che non sarà più sé stesso senza la sua magia.. quindi, se in te c'è un briciolo di umanità, restituisci la magia a tuo figlio»
«e perché dovrei farlo? »
«Mi hanno raccontato com'è andata la vicenda, tu li hai rubati!»
«in verità ,me li ha dati volontariamente .. per salvare il parabatai del tuo amato, mio figlio si è sacrificato per te.
Patetico»
«l'ha fatto per la famiglia, sai.. l'amore paterno, quello che tu non sei in grado di donare nonostante i tuoi continui sforzi inutili.» utilizzai l'arma che avevo a disposizione e che volevo usare da molto tempo.
«Gli immortali non dovrebbero avere rughe e né capelli bianchi, ben presto Magnus ti odierà fino all' ultimo instante» cercò di fare una leva mentale , ma sapevo benissimo che la manipolazione era il suo forte e non mi sarei mai fatta abbindolare così facilmente.
« Sei sempre stato un padre di merda, la cosa non mi sorprende..
Per tutti questi anni, Magnus è stato perfetto nel ruolo di padre e non l'ha preso certamente da te.
vuoi che tuo figlio ti perdoni? Inizia da ora e fai la cosa giusta.»
Mi lasciò in sospeso, si guardò intorno e poi riportò l' attenzione su di me congratulandosi indirettamente.
« Sei in gamba per avere solo vent'anni. »
«Lo so, allora? Il nostro accordo?»
« saresti una buona regina per Edom, se non fosse per il tuo sangue angelico.. sudicia mezzosangue »
« Grazie per il complimento velato, davvero molto sorprendente da parte tua.»
« anche questo tuo lato sarcastico, sicuro, arrogante.. un buon modo per affrontare il principe di Edom.»
« principe o meno, voglio una risposta e la voglio subito, il mondo non aspetta un reale.»
«Lo farò, hai vinto tu questa volta.
Mio figlio avrà i suoi poteri da sommo stregone »
«come immaginavo, puoi tornatene da dove sei venuto » staccai la nostra connessione e me ne andai con la vittoria dipinta sul viso.
Per la famiglia, questo e altro.
STAI LEGGENDO
Damnatus Angelus
FanfictionCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
