Cleo's pov.🌑
Non arrivò nella mia vita, era destino che lei fosse parte di me e pretesi tanto per cercarla.
Non fu facile, i miei incantesimi di localizzazione eran deboli e un giorno, provai con il viaggio astrale.
Era una tecnica antica utilizzata dai primi sciamani del posto che per comunicare con gli dei o gli spiriti maligni facevano uscire la loro anima che vagava senza una retta via.
Così come feci io, alla ricerca di Nemesi per l'intero universo.
La sua storia era acerba, non riuscivo mai a spezzare le sue barriere che la generazione di sua madre le fece e così torturai la mente del fratello Denisio.
Col tempo la mia magia diventò sempre più forte e all'età di nove anni riuscii ad avere il pieno controllo della mente di nemesi e la tenni sott'occhio fino ad arrivare a sedici anni
L'età adatta per comprende chi fosse davvero prima che fosse troppo tardi.
Allora iniziai ad incontrarla nei suoi sogni, facendole vedere una parte di me fino alla mia figura e avevo il piacere di avere conversazioni profonde con lei nella sua mente.
Era pur sempre meglio del fallimento, no?
«Nemesi» la chiamai.
Lei mentre mi nascondevo fra i suoi sogni dormiva serenamente, dovevo reclamare la sua attenzione per portarla nella mia direzione.
«Cleo, che spavento»
«scusa, non era mia intenzione spaventarti»
«Tutto bene?» celó un velo di preoccupazione.
Odiavo ammetterlo a me stessa, ma il solo pensiero che lei potesse star male mi spaventava.
La consideravo come una sorella, percepivo le sue emozioni e le sue paure come se fossimo gemelle ma la verità era che noi eravamo le uniche rimaste della generazione di Circe e lei aveva represso la sua natura da strega
E neanche conosceva la verità, crescerla sarebbe stato davvero difficile ma avrei fatto un tentativo.
«sto bene. Fra poche settimane ci incontreremo?»
«qui a Chicago le cose non vanno bene, è in sviluppo una guerra e ho intenzione di combattere fino alla fine»
«guerra? Di cosa parli?»
«non capiresti se te lo spiegassi»
«sono qui per ascoltarti»
Sorrise, era uno di quei sorrisi sinceri.
Mi serviva viva quella ragazzina.
E non scherzavo, doveva arrivarmi integra.
«la mia città è divisa in cinque fazioni, ero una pacifica ma poi sono diventata un intrepida.. Ho scoperto che alcuni di loro collaborano con un altra fazione per uccidere gli abneganti.. Dovrò salvarli, salvare la mia migliore amica»
Migliore amica, quasi risi..
Non me avevo mai avuta una, cos'era? Si mangiava? Odiavo le amicizie.
Eppure, negli esistevano i parabatai..due Shadowhunter legati per la vita pronti a combattere insieme.
«sta' attenta però» le dissi dolcemente
«lo sono sempre»
«che c'è? Sei preoccupata per la tua... Cos'è che sono? Gem...gemma.. Gela..»
«Gemini, sei la mia gemini»
«la tua? Potrei piangere»
«sono seria, cretina!»
«adesso sono davvero molto commossa»
«cercherò di essere in contatto con te il più possibile allora.»
'Ti voglio bene' le volevo dire.
Ma qualcosa mi fermò, la poca fiducia che provavo nell'essere umano mi tentava a chiudermi in me stessa come se fossi un riccio impaurito e non volevo uscire fuori dalla mia comfort zone
Non avevo mai provato affetto per una mia amica.. Non ne avevo mai avuta una in realtà, nemesi non avrebbe potuto esserlo..
Eppure nutrivo grande preoccupazione ed ero premurosa nei suoi confronti.
Quasi quasi.. Consideravo più lei mia sorella che clary stessa.
Risi al pensiero che erano entrambe rosse di capelli...
Avrei voluto tanto vedere nemesi, speravo il prima possibile
Da piccola ero sempre quella etichettata come 'strana' e difficilmente riuscivo a gestire i miei poteri una volta scoperti.
Bastava una goccia per far traboccare il vaso e la mia rabbia iniziava a prendere il sopravvento.
Ricordo all'età di undici anni, ero in prima media e amavo studiare.
Vivevo da mondana, ma la verità era che prendevo lezioni di combattimento per essere una Shadowhunter.
Durante una lezione di Matematica un mio compagno di classe, Theo era un ragazzino arrogante abbastanza alto ma minuto e allo stesso tempo risoluto con capelli castani che portava sempre all'indietro ed erano costantemente pieni di gel per capelli
Aveva una cicatrice sul labbro e il suo vivo era pieno di macchioline violacee segno che praticava molte risse.
Mi prese in giro per gli anfibi che portavo, in quel tempo erano i miei preferiti
Erano neri alti ma i lacci erano di un rosso vino con qualche strass qua e là
Lui le odiava, ma era soltanto un pretesto per farmi arrabbiare
Stanca dei suoi atteggiamenti, mi alzai dalla sedia e presi un quaderno per lanciarlo sul suo viso mal ridotto.. Lui come risposta mi tirò con una forza brutale una treccia che faceva mia madre ogni mattina.
Persi il controllo, il suo corpo iniziò a staccarsi dal pavimento e fluttuó per aria
Una forza a me sconosciuta iniziò a fargli mancare l'aria, il resto della classe urló e diede di matto
cadde di colpo e non si mosse, era steso a terra privo di vita
Era morto per soffocamento.
La direttrice dell'istituto chiamò mia madre che preoccupata si precipitó a scuola seguita da due signori, li descrisse come amici di vecchia data
In quel momento conobbi Raphael e rincontrai magnus
Quest'ultimo fece dimenticare l'accaduto a tutti, nascondendo il cadavere di tobias nei bagni così per insabbiare l'accaduto.
Raphael ebbe una sorta di ossessione per me, lo capii dopo anni con l'età e qualcosa fra noi due accadde.
Magnus mi calmó, da lì in poi fu il mio spirito guida poiché era già il mio insegnante, nonché patrigno dato che era compagno di mia madre.
Mi disse che Raphael fece il possibile per essere a scuola di mattina, gli fece un incantesimo che poteva durare soltanto un'ora per non bruciare a causa del sole e per fare un favore a mia madre.
Era soltanto un atto benefico il suo.
Nel corso della mia vita avevo soltanto mia madre e magnus.
Mia madre era morta, mi restava soltanto magnus che mi trattava come sua figlia e mi considerava una sua pari nel mondo magico.
E gli dovevo donare la mia intera esistenza.
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Damnatus Angelus
FanfictionCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
