Alec's pov 🌕
Dovevo ammettere che organizzare feste era proprio nello stile di isabelle, ogni decorazione urlava " Cleo & Izzy" e pensare che qualche anno fa mia sorella non voleva nessun Parabatai al suo fianco..
Ero sicuro che la presenza di new York di Cleo portasse a dei cambiamenti, all'inizio ero convinto che la sua presenza nel nostro trio era negativa;
Il suo carattere era davvero un fuoco che non si limitava a creare incendi di piccolo spessore, anzi, Cleo era uno di quei fuochi che creava delle conseguenze catastrofiche.
Alla fine era entrata nelle nostre vite con facilità e con una bontà unica che celava sotto le sue occhiatacce e segreti che ormai, arreso dai mille litigi lasciati tutto al caso.
Avevo imparato a capirla, a riconoscere la sua espressione per ogni evento:
Schiena esattamente dritta significava che ormai era a disagio e voleva soltanto cercare riparo fra le mie braccia;
Dovevo andare da lei e smettere di crogiolarmi nell'idea di averla persa definitivamente senza lottare per lei.
Era qui, eravamo nella stessa stanza a distanza di pochi metri.
«Perché noi non abbiamo avuto una festa al nostro giuramento ?» Jace mi riportò nella dimensione reale, ormai ero perso fra i miei pensieri.
«Non abbiamo mai pensato di farla» risposi scocciato prendendo l'iniziativa di raggiungerla.
«Non ci sono più i parabatai di una volta..»
« sai che Izzy e Cleo sono solo un anno più piccole di noi?»
« si, ma noi siamo parabatai da ormai otto anni! Avevamo undici anni quando prendemmo la runa»
« sei soltanto invidioso perché nostra sorella non ci ha organizzato una festa e per la sua runa l'ha fatta..»
«non voleva neanche una parabatai! Sono diciotto anni che la sento dire che odia essere legata da un'altra Shadowhunter e ora guardala! Sembrano così unite, parlano quasi in simbiosi e sono così uguali esteticamente..
È quasi spaventoso, non credi? O sono pazzo io? »
« Scusa amico, devo andare » gli lasciai il mio calice di prosecco, mi aggiustai la giacca e avanzai spedito verso la sua direzione.
« Balla con me» le arrivai dietro la schiena, sussurrando al suo orecchio con un tono di voce sottile sperando che non mi dicesse di no.
« È la tua festa, goditela.»
« e per godermela dovrei ballare con te?» consumò il contenuto del suo bicchiere in un sorso, ci avrei scommesso che fosse gin liscio e doppio.
« Ti conosco, le feste ti annoiano.
Parlare con molte persone ti irrita, ballare con me sarà solo una scusa per non farti recare fastidio » utilizzai la mia scusa a doppio taglio e le porsi il mano della mano che lei scettica accettò con un espressione indecisa.
Andammo al centro pista e allungai il braccio per cingerle la vita, la sua mano si adagiò delicatamente sulla mia spalla e iniziammo a ballare, come se uno dei due sapesse farlo..
Il silenzio che si era creato non era per nulla imbarazzante, anzi, racchiudeva tutte le parole non dette e soffocate dall'orgoglio.
« sono felice per te e Isabelle, anche se oramai la mia stessa sorella si è messa contro di me» commentai ridendo e il suo sorriso illuminò la mia intera esistenza.
« in che senso?»
« prende le tue difese, sempre ! È quasi snervante »
« forse perché ho ragione?» inclinò il capo sogghignando.
«molto divertente, anche se è vero.. devo ammetterlo, ma sfidi molto il mio limite»
« sono nata per questo, portare al limite della sopportazione e farmi odiare.. giusto per capire quanto tenga la persona a me»
« e io quanto tengo a te? L' hai capito?» domandai mentre continuammo ad ondeggiare.
« più di quanto mi aspettassi e questo mi spaventa.»
« perché? Io ti amo Cleo.» aggrottai le sopracciglia non capendo a cosa si riferisse precisamente.
« ti amo Alec, non sto dicendo questo.
Ma se un giorno fra noi finirà davvero? Se un giorno uno dei due sarà davvero stanco di vivere la relazione come se fossimo due ragazzi infantili? Non voglio litigare ogni giorno con te.
Se dovesse finire fra noi, tu cosa faresti?»
«non farei niente di diverso da quello che faccio ora, implorare il tuo perdono affinché possa ritornare tutto come prima.»
«no Alec, se dovesse finire fra noi.. promettimi che non ti chiuderai in stesso allontanando tutti»
«non succederà »
« promettimelo» la sua voce si incrinò e i suoi occhi si riempirono di lacrime che lei stessa lottò per non farle fuoruscire.
«hai gli occhi lucidi »
«non cambiare discorso »
« non voglio avere un'altra donna, se è questo ciò che pensi.
Voglio una famiglia con te, vogliono che ti porterai il mio cognome e che i nostri figli rappresentino il nostro amore »
Si zittì per qualche secondo, abbassò il capo e slacciò la presa che aveva su di me.
« non posso farti questo..» biascicò trascinando le parole e si allontanò frettolosamente facendosi spazio fra la marea di persone che erano in quella casa.
Mi feci spazio per seguirla e trovarla non fu difficile, si chiuse in una delle camere da letto.
«Cleo..»
«e se io non volessi una famiglia? E se.. e se io non fossi una brava madre? Ti ho raccontato com'è morta mia madre, l'ho uccisa io! E se un giorno perdessi il controllo dei miei poteri e oddio, non voglio neanche pensarci!» si portò le mani sul viso e mi avvicinai con cautela per il timore di qualche reazione di troppo.
«Va bene, ti dirò che per me va bene.
Hai ragione, ho corso troppo con i pensieri e non bisogna pianificare il futuro.. pensiamo soltanto al presente, ora stiamo insieme e questo, per me può bastare.
Vorresti aggiungere qualcosa o per te va bene così?»
« Ti amerò fino al mio ultimo respiro, questa è l'unica cosa certa che posso pensare del futuro.» ammise guardandomi negli occhi.
« sarà anche per me così.
Mi sei entrata nell'anima Cleo »
« non dimenticarlo mai, ti amo.
Qualunque cosa accada, io ti amo Alexander Lightwood.»
E in quel momento non capii il significato delle sue parole, mi bastarono soltanto per stordirmi e rendermi felice per qualche attimo ma non mi sarei aspettato niente del genere.
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Damnatus Angelus
Fiksyen PeminatCleo non era una ragazza come le altre adolescenti di Lisbona, non rientrava nella categoria "sempliciotte" ma era ben altro. complicata e dannatamente bella come un'angelo caduto, la vita le era stata ingiusta e bramava vendetta. Alle luci dell'alb...
