Capitolo 23

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Pov's Gaia
Jacopo mi ha appena detto che mi ama? Ho capito bene o sto sognando? Non riesco a crederci. Non so cosa dire, come comportarmi. La verità è che dentro di me c'è un mix di emozioni indescrivibili, mi viene da piangere.
GG. "Mi ami?"
J. "Sì, Gaia. Ti amo"
GG. "Non so cosa dire"
Ok, forse sembrerò una stronza o forse lo sono, non lo so ma davvero io non so cosa dire in questo momento. Io non so cosa provo per Jacopo, so che mi piace ma non ho ancora guardato i miei sentimenti, non ho ancora fatto chiarezza.
J. "Guarda che se non sei sicura di amarmi, non devi per forza mentirmi. Ti capisco, non sapevo nemmeno io di essere innamorato di te. Ieri pomeriggio ho parlato con Stefano e mentre descrivevo le sensazioni che provo quando sto con te, Stefano mi ha fatto capire che mi sono innamorato. Devi fare chiarezza, ci sta"
GG. "È che io esco da poco da una relazione importante, non ho ancora fatto chiarezza con me stessa come hai fatto tu, so che al momento mi piaci, e da morire. E ti dico anche che appena ho saputo che mi ami, mi veniva da piangere dall'emozione"
gli dico sorridendo
J. "E per me va benissimo così. Io ti amo, e forse mi ami anche tu. Prima tu mi piacevi ma tu eri innamorata di un altro. Direi che per me oggi è Pasqua"
mi dice sorridendo
GG. "Io ti piacevo, ed io ero convinta di amare Simone. Mettiamo i puntini sulle i"
lo correggo.
J. "Lo sai che sono le 6 vero?"
GG. "Oh cazzo Jacopo! Tra un'ora abbiamo la sveglia e non abbiamo dormito un minuto!"
J. "Allora adesso, stendiamoci su questa sedia a sdraio, ci abbracciamo e dormiamo, sarà un pisolino, ma almeno riposiamo un po' il nostro cervello"
mi prende in braccio, e ci stendiamo insieme sulla sedia a sdraio. Appoggio la testa sul suo petto, lui mi stringe forte e mi lascia un bacino sulla testa.
J. "A dopo bimba"
GG. "A dopo Jackie"

H. 8:00
stanno chiamando ripetutamente Jacopo da un'ora, se prima il sonno era troppo forte da non riuscire a svegliarmi, adesso ci sono riusciti. Jacopo si sveglia con me e guarda il telefono.

J. "Gaia! Cazzo"
GG. "Che succede?"
J. "Sono le 8, siamo in super ritardo. Stefano e Talisa mi hanno chiamato più di 20 volte"
GG. "Oh mio Dio, andiamo subito"
gli dico urlando.
Passo dalla mia camera per prendere il telefono e corriamo verso la scuola. Non abbiamo fatto colazione, non ci siamo lavati nemmeno la faccia.
Arriviamo e la ragazza della redazione prima di farci entrare in sala relax ci ferma.

"Adesso voi dovete dirmi immediatamente dove siete stati"
ci chiede incazzata. E la capisco, io non voglio mancare di rispetto a nessuno.

J. "Gaia stamattina non si sentiva bene" le dice Jacopo cercando di giustificarsi con la scusa più banale di tutte.

"Gaia non si sentiva bene, e tu?" gli chiede. Ecco cosa intendo quando dico che è la scusa più banale di tutte.

J. "Io mi sono svegliato tardi"

ma perché deve prendersi colpe che non ha? Non posso accettarlo.

GG. "Non credere a ciò che dice, sta cercando di prendersi le colpe per proteggermi. La verità è che stavamo insieme e non abbiamo sentito la sveglia"

Sono una guastafeste? Probabile, ma non lascio passare i guai ad una sola persona quando le cose le abbiamo fatte in due.

"Va bene ragazzi, va bene. Per fortuna siete arrivati in ritardo di poco, per questa volta vi riprendiamo noi, ma alla prossima al posto nostro ci saranno i vostri professori"

J. "Non ci sarà una prossima volta, lo promettiamo. Ci scusi"
GG. "Ci scusi"

"Dai entrate forza"

Menomale, è andata bene. Non faremo più ritardo. Questo è poco ma sicuro.
Corro nello spogliatoio, così come fa lui, e mi metto la divisa. Dopo aver messo la divisa vado a lezione da Manu.

GG. "Manu!!! Quanto mi sei mancata"
le dico dandole un bacino sulla guancia
M. "Anche tu pazzerella"
GG. "Ho sentito i pezzi che mi hanno assegnato, spaccano ma sono difficilissimi"
M. "Adesso ci mettiamo a lavoro, ma prima lasciami dire una cosa"
GG. "Certo, tutto quello che vuoi"
M. "Tu e Jacopo su quel palco siete stati meravigliosi. Tu, vabbè spacchi lo fai sempre. Ma con Jacopo, siete stati fantastici. Bravi"
GG. "Grazie Manu. Ci siamo sentiti a nostro agio su quel palco"
M. "E non solo su quel palco"
mi dice facendomi uno di quei sorrisi maliziosi. Lei e la prof Pettinelli amano il gossip.
GG. "Che vuoi dire?"
dico sorridendo, abbastanza imbarazzata
M. "Ho notato tanta complicità e tanto feeling"
GG. "C'era. C'è sempre stato. Io e Jacopo abbiamo un rapporto speciale e si è visto"
M. "Vabbè cambiamo argomento perché sei diventata rossa. Allora vogliamo iniziare a provare Chega?"
GG. "Assolutamente"

Chega è la mia bambina. Adesso è ancora mia, ma non vedo l'ora di farla diventare anche di tutta Italia. Ho un po' paura perché il portoghese qui si sente poco, quindi non so come andrà ma voglio rischiare.
Dopo aver migliorato un po' di cose, e dopo aver provato alcune cover rientro in sala relax e vedo una poltrona vuota. Mi siedo, metto le cuffie e ascolto le mie canzoni. Ascoltare le mie canzoni mi aiuta, lo faccio spesso. Mi fa stare bene.
Ad interrompere questo mio momento è, come sempre, Jacopo. Il mio disturbatore privato, ma mi piace essere disturbata da lui.

J. "Mai più una notte del genere. A lezione si chiudevano gli occhi"
GG. "Mamma mia, ma lo sai che anche a me? Ho cantato Chega e non riuscivo manco a muovermi e sai che è un problema perché quando la canto non riesco a star ferma"
J. "Che dici? Ci beviamo tutta la macchina del caffè?"
GG. "Ci sto"



Hei, volevo ringraziarvi per le 2mila letture 🙏🏻🙏🏻🙏🏻
Vi devo dire la verità, non shippo più Gaia e Jacopo come prima però mi sono legata a voi #TeamSparta e a questa storia. Non so quando e come terminerà, al momento mi piace scrivere e sono felice per il traguardo raggiunto. Di nuovo GRAZIE!

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