* Il prezzo dell'infedeltà. *

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Jimin Pov

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Jimin Pov

Sapevo che ad affrontarmi sarebbe stato lui, volevo fosse così almeno non avrebbe lasciato che il mio Jungkook tenesse tutto dentro arrivando ad odiarmi. Perciò non mi mossi, anzi, sorrisi quando le sue parole uscirono da quella bocca che amavo così tanto. Almeno lui mi avrebbe detto la verità, su ciò che pensava, su ciò che provava ed era così che doveva essere. Ci farà del male. Esattamente come io ne avevo fatto a lui. - Non mi avresti parlato sinceramente se avessi lasciato tutto com'era. - in un certo qual modo ero tranquillo. Avrei affrontato tutto per lui, se fosse servito a far in modo che le mie parole gli apparissero sincere; a fargli capire che nonostante lo sbaglio io ero suo in tutto e per tutto perché, e l'avrei ripetuto fino alla fine dei miei giorni, nessuno mi avrebbe mai dato quello che ognuno di loro mi dava. Quanto ancora l'avrei fatto soffrire? Sperai mai più perché quella sofferenza stava annientando entrambi seppur in modo differente. Quando le sue mani tirarono i capelli seguii i suoi movimenti, era il mio muto consenso permettendogli ogni cosa. - Non sono un angelo, l'hai detto tu stesso, sono sporco. - non era un bene dargli ragione, o sfidarlo in qualche modo. Ma desideravo che tutto si sistemasse, che ogni cosa tornasse al suo posto; volevo che quando mi avrebbe riabbracciato avrei riconosciuto quelle braccia che erano la mia casa. - Godo solo con te e con nessun'altro. Anche se queste labbra si sono posate su altre, nessuno mi farà godere come fai tu. - avevo scelto di proposito quelle parole. Non volevo redenzione, non mi servivano le ali: - Spezzale pure, non mi servono se non posso volare con voi! - e tornando di nuovo in silenzio, aspettai la sua risposta.

Kook Pov

Piegai la testa di lato a quelle sue parole senza smettere di lasciar vagare lo sguardo sul suo viso, cercando un modo che potesse andarmi a genio, che sarebbe riuscito a farmi divertire nonostante qualcuno pregava silenziosamente di lasciarlo andare. Risi di gusto perché forse l'avrei fatto ma si sbagliava su una cosa. - Sei il mio... sporco... angelo... - ringhiai sulla sua pelle. - Ma sai Jimin... so cosa voglia dire trovarsi con San ed i suoi occhi... - mi spinsi in avanti lasciando che si stendesse sul divano sotto di me, lasciando che quell'accappatoio si aprisse rivelandomi la sua candida pelle costellata di cicatrici ma una, più di altre era fin troppo vicina al suo cuore e sentii una fitta. - Con i suoi abbracci e le sue richieste... con quel suo modo così dolce ed innocente di prendersi ciò che vuole... - iniziai a sussurrargli sentendo il desiderio crescere e, per un attimo, non capii che desiderio fosse, oltre a quello di volerlo spezzare in ogni senso ma dal mio nulla non me ne preoccupai, lasciai che desse a Jimin quel che aveva richiesto mentre io volevo solo restarmene lontano da tutto. - Cedere alla sua voglia di attenzioni... quando con quei grandi occhi ti guarda con puro desiderio... - le mie labbra scesero su di lui senza toccarlo ricordando come quel piccolo figlio di puttana era solito giocare con me chiedendomi se avesse fatto lo stesso con Jimin. - Quando le sue mani percorrono la pelle e la sua bocca vuole portarti ogni delizia senza riserva... - sorrisi a quei ricordi, o forse sorridevo a quella gelosia che cresceva nei suoi occhi senza però far nulla? Entrambi?  - Lo avresti voluto pure tu mmm? Volevi averlo, possederlo, fotterlo, sentirlo gridare e sussurrare il tuo nome... credimi Jimin... avresti dovuto fartelo solo per sentirlo gemere... - posai le mani sulla sua vita stretta lasciando scorrerle sulla sua pelle.

𝐵𝓁𝒶𝒸𝓀 𝒮𝒽𝒶𝒹𝑜𝓌  *𝒥 𝒥𝒦. & 𝒫.𝒥𝓜*Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora