CHAPTER 4

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Mi svegliò una musica che saliva dal piano di sotto, insieme a un rumore di stoviglie. Mi tirai su, gli occhi ancora impastati. Non credevo che avrei dormito e invece.. 

Per un attimo, sperai di svegliarmi nel mio solito letto, dopo aver fatto un incubo molto vivido. 

Ma purtroppo la camera era la stessa di ieri sera e la stupida divisa da cameriera, me lo ricordava in maniera crudele. 

Poggiai i piedi a terra titubante ancora in silenzio, ascoltando la musica che continuava a suonare in sottofondo. 

La gaffe di ieri sera tornò a martellarmi il cervello. A cosa stavo pensando? 

Era ovvio che non sarebbe stato semplice scappare via.

Smisi di rimuginarci troppo e aprii la porta. 

Scesi le scale a passi lenti e misurati, chiedendomi cosa mi sarebbe aspettato. 

Un programma da seguire forse? Me lo immaginavo seduto composto davanti a me con un blocco di fogli, pieno di regole e piani da eseguire. 

Mi fermai a metà gradino e trattenni il fiato.

Harry  stava facendo saltare una padella. Canticchiava parole spezzate e, ogni tanto, accennava un passo. Non era una danza: era ritmo. 

Aveva il volto disteso e i suoi movimenti erano spontanei, in netto contrasto a ciò che avevo visto ieri. 

Mi sembrava di spiare uno scorcio della sua vita privata e mi sentii improvvisamente a disagio, come se stessi guardando un qualcosa che non mi riguardava. 

Mi notò. 

<< Vedo che ti piace guardare >> disse, profondo e calmo.

<< Io... sono appena arrivata >> Le parole mi inciamparono in gola.

Si avvicinò con due piatti in mano. << Puoi aggiungere il bacon? >>

Lasciò i piatti nelle mie mani, senza sfiorarmi. Poi sparì, veloce. 

Spensi il fuoco, sistemai il bacon. Quando tornò, tornò con una giacca che odorava di sapone e fumo.

<< Mi hai aspettato. Gentile da parte tua >> accennò, a metà tra ironia e stanchezza.

Mi limitai a guardarlo, senza rispondere.

Il suo sguardo scivolò su di me, rapido, valutativo. Mi cascò la forchetta. 

<< Ci sono delle vesti da notte nell'armadio e anche dei pigiami. >> m'informò con tono calmo.

<< Hai tutta l'aria di aver dormito con quella divisa >> indicò i miei vestiti stropicciati. 

<< Non hai dato un'occhiata a ciò che si trova dentro la tua stanza? >> inghiottì quasi un intero pezzo di Bacon e cominciò a masticarlo in maniera tutt'altro che composta. 

Non ho mai sopportato le persone che mangiano in maniera rumorosa. 

Mi mossi sulla sedia trattenendo la voglia di dirgli di mangiare senza biascicare a aggrottai le sopracciglia. 

 << Non ho chiuso occhio per tutta la notte, mi sono addormentata alle prime luci dell'alba e non so nemmeno come ho fatto >> ingoiò il pezzo di Bacon e iniziò a sorseggiare con foga il succo d'arancia nel suo bicchiere. 

Fissai con disappunto ogni suo movimento indelicato.  Annuì pensieroso e si scostò i capelli dal viso. 

<< So che ti sei chiusa dentro la tua stanza per il restante della sera e per tutta la notte. Dico solo che .. tutte quelle ore senza nemmeno curiosare, lo trovo insolito >> 

Mr. WhiteLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora