CHAPTER 4

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Mi svegliò una musica che saliva dal piano di sotto, insieme a un rumore di stoviglie. Mi tirai su, gli occhi ancora impastati. Non credevo che avrei dormito e invece.. 

 Scendendo le scale riconobbi il brano — qualcosa che avevo già sentito la sera prima, chitarra e voce roca.

Mi fermai a metà gradino. Harry, a torso nudo, stava facendo saltare una padella. Canticchiava parole spezzate e, ogni tanto, accennava un passo. Non era una danza: era ritmo. Mi notò subito.

«Vedo che ti piace guardare,» disse, profondo e calmo.

«Io... sono scesa e ti ho trovato qui.» Le parole mi inciamparono in gola.

Si avvicinò con due piatti in mano. «Puoi aggiungere il bacon? Devo trovare una maglietta, prima che le tue regole morali mi denuncino.»

Lasciò i piatti nelle mie mani, senza sfiorarmi. Poi sparì, veloce. Respirai.

Spensi il fuoco, sistemai il bacon. Quando tornò, era in camicia. Odorava di sapone e fumo.

«Mi hai aspettato. Gentile da parte tua,» accennò, a metà tra ironia e stanchezza.

«Non c'è di che.»

Il suo sguardo scivolò su di me, rapido, valutativo. Mi cascò la forchetta. «La veste da notte ti sta bene,» disse neutro.

Aggrottai le sopracciglia. «Anche questa è corta. Vedo.» alludevo alla gonna nera della mia divisa. Lui capì.

Un mezzo sorriso. «Non provocarmi, Victoria.»

«Non ti conosco abbastanza per farlo.» Gli tenni testa.

Mangiammo in silenzio. La musica fece da parete. Alla fine, posò il tovagliolo e incrociò lo sguardo con il mio.

«Le guardie mi hanno riferito del bagno, stanotte,» disse piano. «Finestra, viti, forcina spezzata. Ti suona familiare?  »

Mi si bloccò il respiro un istante. <<il tuo tentativo di fuga mi ha fatto ridere a crepa pelle. >> Chiusi gli occhi, poi li riaprii. «Ci ho provato.»

«Lo so.» Nessuna vittoria nella voce. «Non farlo di nuovo.»

«Perché? Hai paura che sporchi i muri? o che rovini qualche infisso incredibilmente costoso di casa tua tentando di scappare ancora? »

«Perché non voglio trovarti a terra,» rispose secco. «Non sono mio padre, ma non sono nemmeno un santo.»

Si avvicinò appena. «La polizia non verrà, Victoria. So che ci speri. Etta non chiamerà.»

Il mondo mi cadde un poco addosso. Avevano fatto del male alla mia casa famiglia? strinsi le mani in due pugni ed iniziai a tremare come una foglia. La mia spavalderia iniziava a svanire così come la speranza che Etta potesse venire in mio soccorso. Questo vile, maledetto, figlio di - << oh.. sei sorpresa? >> mi schernì <<Siamo quello che siamo, una famiglia con lati oscuri e sappiamo bene come risolvere i problemi >>

«C'erano dei bambini in quella casa. Come hai—»

Alzò la mano per fermarmi, senza durezza. «Non abbiamo fatto del male a nessuno. Questo non risolverebbe alcun problema. Ma una cosa la so, quella strana donna che se posso permettermi, è solo un lupo travestito d'agnello, non chiamerà mai la polizia >> mi sferrò il colpo di grazia. 

<< come? come l'hai convinta? >> 

<< come si fa con tutte le persone corrotte a questo mondo Turner, con il ricatto. >> Lo disse come si enuncia una formula chimica.

Mr. WhiteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora