11
Sentivo l'adrenalina scorrermi nelle vene. Un senso di libertà invadeva ogni fibra del mio corpo.
Una volta vicina all'uscita, sentii dei rumori dietro di me e guardai nello specchietto retrovisore, notando immediatamente Harry nella sua auto. Sapevo che mi avrebbe scoperta. Era solo questione di minuti. Superato il cancello dell'inferno. Lo vidi accelerare. Riuscivo a sentire il ruggito del suo motore. E mi si mozzò il fiato in gola. L'asfalto scorreva sotto le ruote come un battito impazzito. Stringevo il volante come se la mia vita dipendesse da esso. Serrai le labbra e continuai a seguire la strada. Davanti a me non c'era ancora traccia della civiltà. Solo alberi. Il cielo era un mosaico di nuvole pesanti. Il cuore batteva a tempo col motore: ogni curva un colpo in più. Controllai ancora nello specchietto. Era pericolosamente vicino. E iniziai a gridare dentro quel cubicolo per la disperazione. Premetti sull'acceleratore. Due fari comparvero e all'ennesima curva, presa dal panico, iniziai a sbandare. E per evitare una possibile collisione contro un albero, frenai di colpo. Le ruote stridettero contro l'asfalto e un urlo mi morì in gola. Mi tremavano le mani. Sentii la portiera di un auto sbattere violentemente e lo vidi. Mi aveva raggiunta e se il suo sguardo avesse potuto uccidere, l'avrebbe fatto.
<< Cosa diavolo cerchi di fare?!>> urlò.
<< Turner! >> si avvicinò a passi lunghi verso il mio veicolo. Tentai di uscire per provare a scappare di nuovo, ma come per scherzo, la cintura si bloccò. Lo sportello si aprì in pochi secondi e mi trascinò fuori << Quale parte non riesci a capire del ''non puoi scappare?!'' >> sbraitò a tre centimetri dal mio viso. Il suo petto si mosse ad una velocità irregolare. Come il mio.
<< Io non ti appartengo >> sputai.
<< Io non appartengo a nessuno! tanto meno ad uno come te >> le sue sopracciglia si aggrottarono per rabbia o per stupore, difficile da dire. Vari sospiri tremolanti uscirono dalla sua bocca per calmarsi. Poi afferrò il mio viso. I suoi occhi blu, glaciali, si puntarono sui miei.
<< Ti sembra questo il modo di risolvere le cose? > ringhiò. Minaccioso. Un gemito di fastidio uscì dalle mie labbra.
<< Lasciami! >> provai a dargli un calcio. M'immobilizzò contro la carrozzeria. Il metallo freddo mi tagliava la schiena.
<< Hai idea di cosa avresti potuto fare ? >>
<< Si! >> gridai, con gli occhi pieni di lacrime e furia.
<< Sarei scappata da te! >>
<< Stavi per schiantarti contro questi alberi! proprio come tuo padre! >> gli diedi uno schiaffo. Veloce e forte.
Harry mi fissò. Mi fissò davvero. Per la prima volta da giorni. Non c'era solo rabbia nei suoi occhi, ma qualcosa di più pericoloso.
<< Non provare mai più a fuggire >>
<< Non posso prometterlo >>
<< Allora giuro che ti farò desiderare di non esserci mai riuscita >> mi lasciò andare con uno strattone, ma non feci un passo. Rimasi a guardarlo, immobile. Con il cuore che mi batteva forte come un tamburo di guerra. Avrei voluto urlargli addosso, colpirlo e odiarlo come meritava. E invece sentivo la pelle bruciare dove mi aveva toccata.
<< Sei così ingenua da credere che io infondo sia un bravo ragazzo? >>
<< Non l'ho mai pensato >> tirò su col naso a annuì. Si passò una mano fra i capelli, esausto. E nei suoi occhi, per un istante, intravidi uno strano luccichio.
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Mr. White
Romance> gli chiesi arrabbiata, i suoi occhi verdi mi guardarono con malizia. > anche se l'odiavo con tutta me stessa il mio corpo non poteva di certo essere d'accordo con la mia mente, ad ogni sua parola accattivante rispondeva > dissi perplessa, picchiet...
