28
'' Adesso devo andare, ma tu fai più attenzione "
Quel bambino.. mi ricordava così tanto il suo viso.
Mi svegliai la mattina seguente con in testa ancora quel ricordo.
Mi stiracchiai, l'aria era davvero calda... doveva essere il termostato, l'estate si stava avvicinando, ma non poteva fare ancora così caldo.
Mi misi seduta e mi asciugai prontamente un rivolo di sudore sulla fronte.
<< E questa? >> mormorai scrollandomi non una, ma ben due coperte da dosso.
Il sollievo mi pervase all'istante.
Tirai un urlo quando mi resi conto di non essere sola.
Harry era seduto su una sedia accanto al mio letto. Una sigaretta quasi terminata, era incastrata fra le sue labbra piene. Aveva delle orribili occhiaie sotto i suoi bei occhi. Non aveva dormito?
<< Buongiorno, guastafeste >> disse, con aria distrutta.
<< Come.. come mai sei qui? >> mi girai intorno, sentendomi improvvisamente a disagio.
<< Hai delirato per tutta la notte, Victoria >> m'informò.
Oh..
<< Delirato? >> era curiosa, ma anche preoccupata.
Non avrei voluto dire qualcosa di stupido e insensato.
<< Difficile da capire >> commentò.
<< Non posso conversare con te, devo sbrigare delle faccende >> tagliò corto.
Era davvero esausto...
E aveva accesso il termostato, per me?
Spiegherebbe la doppia coperta che avevo addosso.
<< Quali faccende? >> mi morsi l'interno guancia.
<< Non sono affari che ti riguardano, ho preparato la colazione.. >> si alzò pigramente dalla sedia per avviarsi alla porta
<<Se hai fame è tutto in cucina, ora che ti sei svegliata.. fa sparire la polvere dai mobili e cose del genere, insomma, pulisci questo posto >> blaterò. Aggrottò le sopracciglia e si morse il labbro inferiore, e mi guardò sentendosi in difetto.
<< Oppure... fa quello che vuoi, basta che non mi crei altri problemi >> sospirò e strusciò una mano sul viso.
Fece dietro front, per gettare il filtro della sigaretta nel posacenere, prima di uscire.
<< Venite in casa, devo uscire >> ordinò ai suoi leccapiedi attraverso il telefono.
***
HARRY'S POV
Dopo varie faccende svolte, segnai l'indirizzo della sua casa famiglia. Quella stronza bisbetica non l'avrebbe passata liscia.
'' Se non mi lascerai parlare con lei chiamerò la polizia, dopotutto per diciotto anni l'ho cresciuta io. Ho tutto il diritto di rivederla "
Quella maledetta mi aveva riconosciuto ieri alla fiera, e ovviamente ha dovuto importunarmi. Con le sue stupide minacce, si aspettava che la mettessi a tacere con dei soldi come l'altra volta.
" Non m'importa che siete innamorati e che vivete nel vostro nido d'amore. Ho bisogno di parlarle, non può ignorarmi per sempre, me lo deve quella piccola ingrata dopo tutti questi anni "
Strinsi il volante al solo ricordare le sue parole piene di arroganza..
Non aveva l'aria di una in pena, né di una interessata all'incolumità di Victoria.
Era solo avida di denaro ed egoista.
Non doveva andare così per lei, qualcuno doveva pur volerle bene, come non potrebbero volerle bene?
Perfino le sue amiche, dopo la prima settimana di falsi messaggi per depistarle e scoraggiare qualsiasi loro iniziativa di venirla a cercare, si sono arrese.
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Mr. White
Любовные романы> gli chiesi arrabbiata, i suoi occhi verdi mi guardarono con malizia. > anche se l'odiavo con tutta me stessa il mio corpo non poteva di certo essere d'accordo con la mia mente, ad ogni sua parola accattivante rispondeva > dissi perplessa, picchiet...
