CHAPTER 24

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24

Il nostro sguardo di sfida, fu interrotto da un ronzio.
Il telefono di Harry prese a squillare di nuovo.
Mi morsi le unghie con ferocia e incominciai a pensare.
Non mi avrebbe mai lasciata venire con lui, era stato categorico.
Mi ero scavata la fossa da sola.

<< Vado a farmi una doccia! >> annunciai infastidita.
Sentii Harry imprecare contro il pover'uomo al telefono e alzai gli occhi al cielo.

Attraversai le scale come una furia e mi diressi al bagno, chiudendo la porta con un tonfo deciso.
Sperando che l'avesse sentito.
<< Okay, pensa Victoria, pensa >> mormorai isterica.
I miei occhi saettarono impazziti lungo tutto il bagno, alla ricerca di una soluzione.
Harry stava per andarsene e io dovevo agire.
<< Cosa faccio? >> fissai il soffione della doccia e lo accesi, impostando la massima potenza.
Appoggiai le orecchie contro la porta e la voce di Harry giunse alle mie orecchie in maniera ovattata.

Dovevo tentare..

Riaprii la porta in silenzio, come un ninja, e la richiusi alle mie spalle con delicatezza.

A passo leggero, ritornai alle scale.

<< Sto arrivando >> sbuffò.

<< So bene che lei non deve esserci! >> La paura iniziò ad inghiottirmi lo stomaco.
Perché si stava accertando così tanto che io non venissi?

<< È sotto la doccia >> un piccolo sorriso attraversò il mio volto.
L'avevo fregato.

Lo vidi aprire la porta e corsi giù le per le scale in punta di piedi, stringendomi la punta della lingua fra i denti.

<< Merda!>> esclamò, tornando indietro. Mi coprii la bocca, presa dal panico, e mi nascosi dietro al divano.

Mi aveva vista?

<< Ho dimenticato il portafoglio >> tirai un sospiro di sollievo. E sentii i suoi passi allontanarsi verso la cucina.

Non appena sparì dalla mia vista, uscii, approfittando della porta d'ingresso rimasta aperta.
Senza fare troppo rumore mi avvicinai alla sua macchina.
I fratelli Murphy stavano arrivando e il battito del mio cuore accelerò.

<< Non fare il cazzone Cody! >> mi voltai di scatto verso la porta.
Harry stava per uscire, per scoprirmi.
E anche le sue guardie.

Azzerai il cervello, premetti le mie labbra in una linea dura e con mani tremolanti, aprii il portabagagli.
Le mie gambe si mossero da sole, prese dall'istinto di sopravvivenza.
Saltai all'interno di quel buco nero, fin troppo spazioso e lo chiusi con delicatezza.

Mi si mozzò il fiato quando udii i fratelli Murphy parcheggiare accanto alla sua auto.

" Eccovi arrivati. La Turner è sotto la doccia " lì avvertì.
" Va bene, signore "
" Se succede qualcosa, chiamatemi "

Quando Harry entrò finalmente in macchina e lasciò la sua villa, lasciai scivolare via il sospiro che avevo trattenuto.

***

Il viaggio sembrò non avere mai una fine.
Cercai di tenermi in equilibrio con la forza braccia, per non sballottare ad ogni curva o dosso.
Fortunatamente la musica hard Rock a tutto volume, coprì ogni mio eventuale rumore.
Uno degli album degli AC/DC, ci accompagnò per tutto il tragitto.
Non era il mio genere.
Lo spazio buio e scomodo, l'ansia di essere scoperta dalle sue guardie da un momento all'altro, fece salire vertiginosamente il mio livello di Stress.
E tutto ciò che desideravo fare per sfogarlo, era sbattere ripetutamente la mia testa contro il cofano.

Mr. WhiteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora