CHAPTER 25

78K 1.6K 124
                                        

25

HARRY'S POV

Chi diavolo si  credeva di essere?
Era una sfida continua.
Credevo che avesse finalmente rinunciato all'idea di fuggire.
Tutti gli avvertimenti dati, averla messa in guardia.. ero convinto che l'avessero scoraggiata, con il passare del tempo.
Trattarla con durezza, indifferenza, farle comprendere che andare via non era una possibilità, era stato del tutto vano con Victoria Turner.
I miei uomini al cancello, Ridge McFlay, perfino mio padre e la minaccia reale che egli rappresentava, non la scalfirono minimamente.
E invece eccola lì, impaziente, testarda, ostinata..
Nascosta in camicia da notte nel bagagliaio della mia auto.
Era una sfacciata.
Insopportabile oltre ogni limite e... assolutamente impossibile.

Come diamine aveva fatto?
Come trovava quell'energia?
Quel coraggio?

E mi ritrovai ad invidiare la sua forza.. Ne ero infastidito, ma anche affascinato.
Così imprevedibile, folle, da buttarsi dentro un'auto senza preoccuparsi di cambiarsi, senza badare alle conseguenze.

Victoria Turner era.. incredibile.

E quella consapevolezza mi terrorizzò, più di qualsiasi altra cosa, più della possibile furia di John White e del socio di Ridge che intendeva portarla via.

Ma poi ripensai al Carillon.. e al fatto che molto probabilmente, mi stesse nascondendo la verità.
La mia pazienza nei suoi confronti si era esaurita completamente.
Ma non potevo biasimarla, né tantomeno ignorare la cosa.

<< Venite signore e signori, bambine e bambini! >> esclamò una donna con viso colorato di rosa e blu.
Lo spettacolo stava per iniziare.
Le urla estasiate dei bambini che mi correvano intorno erano tremendamente fastidiose. Un dannatissimo incubo.

<< Lo spettacolo di Shrek vi aspetta! >>

La mia attenzione ricadde su una capigliatura nera. E i miei occhi seguirono quella figura con attenzione e non appena si voltò per osservare una bambina, capii che era Ridge.
Mi concentrai per capire chi si trovasse al suo fianco, ma l'aspetto del tipo in questione, non ricordava affatto l'uomo tarchiato alla festa di mio padre.

<< Ehi Shrek, cosa facciamo oggi? >> disse un uomo che indossava un ridicolo costume da asino.

<< Non lo so Ciuchino >> sbuffò il collega con la pelle colorata di verde.
<< Non infastidirmi sempre! >> roteò gli occhi all'insù e i bambini risero divertiti.
Mi sentii a disagio, molto a disagio.

Ridge era in prima fila. A sussurrare silenziosamente all'orecchio di quel tipo.
Di spalle, mi pareva alto e con i capelli brizzolati.
Avrei dovuto sopportare quel piccolo raccapricciante spettacolo, ma ne sarebbe valsa la pena.
Due sedie al mio fianco, in ultima fila, erano libere e senza indugiare ulteriormente presi posto.
Un bimbo dagli occhi azzurri, troppo grandi per il suo viso, mi guardò speranzoso.
Gli lanciai un occhiata fugace e tornai a guardare il palcoscenico. Era ancora li e guardarmi con occhi timidi.
Mi massaggiai le tempie quando alcune bambine una fila davanti, risero con le loro voci squittenti.

<< Vuoi chiedermi qualcosa? >> l'ansia era palpabile. Le sue labbra piccole e umide si curvarono verso il basso, e un espressione imbarazzata coprì il suo volto piccolo.

<< Posso sed- sedermi q-qui, voglio vedere lo spettacolo >> balbettò e vidi una donna dal sorriso dolce raggiungerci.

<< Peter, sei qui >> scalfì la sua pelle con le sue dita perfettamente curate. Guardai la donna incuriosito e vidi le mani di quel bambino stringere il piccolo cappotto rovinato.

Mr. WhiteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora