21
HARRY'S POV
Scesi al piano inferiore a passo svelto. Con orecchie tese e sguardo attento.
Quell'uomo non poteva essersi dissolto nel nulla. Doveva essere da qualche parte, magari ad ingozzarsi. La sua stazza lo consigliava di certo..
Lasciai Terence e gli altri in salotto per dirigermi in cucina. Avevo evitato mio padre, per gran parte della serata. Ma non potevo farlo per sempre. Dovevo sapere chi era quello strano tizio.
Le risate fragorose degli altri e il tintinnio dei bicchieri mi raggiunsero presto.
Erano tutti lì, intorno a lui, a girargli attorno come avvoltoi: chi in cerca di favori, chi della sua simpatia e chi semplicemente, sperava di attirare la sua attenzione.
John White se ne stava lì, con una sigaretta sempre accesa e il viso stoico, impenetrabile, ad ascoltare tutti come se fosse più un dovere, che un piacere.
<< Buonasera, figliolo. Hai deciso finalmente di unirti a noi? >> sorseggiò un pò di vino.
Gli altri mi guardarono incuriositi, mentre strascicavo i passi all'interno della cucina.
La nube di fumo, che aveva annebbiato l'aria circostante, mi pizzicò il naso.
<< In verità, no >> dissi secco. I suoi occhi blu, si puntarono ai miei.
<< Parlavamo proprio di te, e della tua nuova coinquilina >> m'informò, non dando peso alla mia risposta. Spense il restante della sua sigaretta nel posacenere.
Due uomini accanto a lui, iniziarono a borbottare qualcosa.
<< Sarebbe molto utile qui sotto. Mi chiedo perché non ci sia >> accavallò le gambe.
Un sorriso senza denti mi tagliò il volto.
<< È indisposta >> tagliai corto. Mi avvicinai frettolosamente al bancone, per recuperare la cena di Victoria.
<< Gli altri mi domandano che aspetto abbia >> continuò, ignorando ancora le mie parole.
Serrai la mascella, indispettito.
<< Allora descrivigliela >> ironizzai , ma il mio tono uscì troppo duro.
Gli ospiti ridacchiarono piano. Ed io iniziai a desiderare ardentemente che ognuno di loro, sparisse da casa mia.
<< L'ho fatto. Ma la figlia di Lisa, suscita molta curiosità >> sogghignò.
<< Perché non la fai scendere? Sono sicuro che le farebbe piacere stare in compagnia di altre persone e socializzare un po' >> ammiccò verso gli avvolti che gli ronzavano intorno.
Risero ancora, stuzzicati dall'idea di vedere la nuova conquista di mio padre.
Mi venne la nausea.
<< Turner non è disponibile >> chiarii.
<< Ha bisogno di riposare, e sono sicuro che non gradirebbe la vista di nessuno di voi >> sibilai, scortese.
Mio padre sprofondò nella sua sedia con uno sguardo divertito dipinto addosso.
<< Ve l'avevo detto signori miei. Tale padre, tale figlio >> sollevò le mani in un gesto teatrale.
<< A lui non piace condividere >> asserì con una strana luce negli occhi.
<< Sebbene lei sia un dono, che gli ho procurato io >> deglutii pesantemente.
Le sue parole erano un chiaro messaggio di sfida.
Sollevai il mento, tenendogli testa.
<< I doni non possono essere restituiti, padre. Chi ha ricevuto il dono, ne diventa l'assoluto padrone >> strinsi con forza il vassoio fra le mie mani.
<< Come ti ho detto, Victoria non è .. disponibile >> accentuai l'ultima parola, categorico, fermo.
Il suo ghigno non sparì, anzi, si trasformò, in qualcosa di peggiore.
<< Deve essere molto intrigante questa giovane donna, per rendere così tuo figlio >> commentò uno di loro. Mio padre piegò la testa verso di lui.
<< Le Turner, sanno sempre come far cascare ai loro piedi gli uomini >> gli diede una pacca sulla spalla. L'ombra di un ricordo gli attraversò il viso, rabbuiandolo per un attimo.
<< Anche mio figlio, deve averne colto il fascino >> sospirò.
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Mr. White
Romance> gli chiesi arrabbiata, i suoi occhi verdi mi guardarono con malizia. > anche se l'odiavo con tutta me stessa il mio corpo non poteva di certo essere d'accordo con la mia mente, ad ogni sua parola accattivante rispondeva > dissi perplessa, picchiet...
